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Nuovi assunti: trend positivo nel primo trimestre in provincia di Cosenza

pr_cs_grafico_4_cartina_cpiParte “PIAZZA LAVORO”, il nuovo sistema di rilevazione trimestrale realizzato dall’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Cosenza con la collaborazione scientifica dell’Istituto Demoskopika.

Nel primo trimestre dell’anno 2015 il saldo complessivo tra nuove assunzioni e uscite in provincia di Cosenza è pari a 7.342 unità, in miglioramento rispetto a un anno fa. è quanto emerge dalla nota trimestrale relativa al primo trimestre 2015 dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Cosenza, realizzato con la collaborazione scientifica dell’Istituto Demoskopika. In particolare, le comunicazioni totali di avviamento dei rapporti di lavoro sono state 37.920, con un incremento del 2,5% rispetto al primo trimestre del 2014. Le cessazioni complessive sono pari a 30.578, in diminuzione dello 0,2% sempre rispetto ai primi tre mesi del 2014. Il saldo tra avviamenti e cessazioni è, dunque, positivo. Per trovare un dato migliore, pari a 8.125 nuovi ingressi, occorre tornare al secondo trimestre del 2014, ma in grado di recuperare solo una parte della notevolissima perdita (-15.212 unità) registrata nell’ultimo trimestre del 2014.

«Disporre di una rilevazione trimestrale dei flussi occupazionali– commenta il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Occhiuto – supporta e agevola la definizione dell’indirizzo politico, la concertazione tra le parti sociali, la programmazione delle politiche del lavoro sul territorio provinciale e la gestione della rete dei Centri per l’Impiego in linea con alcuni strumenti di politiche attive messe in campo dalla varie istituzioni regionali e locali. Penso, ad esempio, – precisa Mario Occhiuto – al programma europeo Garanzia Giovani che favorisce l’avvicinamento dei giovani tra i 15 e i 29 anni al lavoro, la recente attivazione di 365 tirocini extracurriculari presso enti pubblici e aziende private a beneficio di soggetti disoccupati o inoccupati residenti nella nostra provincia, l’accesso al Fondo unico per l’occupazione e la crescita per il finanziamento a favore delle Imprese che intendano creare nuova occupazione stabile. Uscire dall’attuale crisi economica ed occupazionale – conclude il presidente della Provincia di Cosenza – è principalmente frutto di una costante ed intensa collaborazione delle istituzioni ai vari livelli nel rispetto, ovviamente, di ciascuna competenze attualmente attribuita dal sistema normativo vigente».

«La prima nota trimestrale dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Cosenza, che sarà disponibile presto sul nostro sito istituzionale – dichiara il dirigente del settore del Mercato del lavoro della Provincia di Cosenza, Giuseppe Nardi – fornisce un’approfondita base informativa e analisi sulle principali dinamiche occupazionali e sulle recenti tendenze del mercato del lavoro locale osservate per il primo trimestre 2015 e l’anno 2014. Le variabili monitorate rappresentano la congiuntura della domanda di lavoro, quindi l’analisi della forza e debolezza del sistema economico cosentino, espressa dalle assunzioni o cessazioni di lavoro da parte delle imprese. Inoltre, – conclude Giuseppe Nardi – la nota informa sul livello di iscrizioni alle liste di disoccupazione e mobilità che indicano il quadro complessivo dell’offerta di lavoro disponibile all’impiego».

L’analisi dell’Istituto Demoskopika

pr_cs_grafico_1Analisi degli avviamenti. Gli avviamenti dei rapporti di lavoro in provincia di Cosenza sono state 37.920, con un incremento del 2,5% in confronto al primo trimestre del 2014 con una quasi parità per genere, quelli femminili rappresentano il 48,2% mentre i maschili il 51,8%, e con il 52% del totale che ha riguardato la classe di età tra i 26 e i 44 anni.

Osservando i risultati negli ambiti di attività economica delle imprese si evince che i settori trainanti del mercato del lavoro cosentino risultano essere quello agricolo con il 32,2% dei nuovi avviamenti del trimestre osservato (11.998 in valore assoluto), il settore della Pubblica Amministrazione (8.143 avviamenti) con il 21,9% e dei Servizi (7.606 avviamenti) con il 20,4%, che insieme comprendono il 75% del totale. Seguono con valori sensibilmente più contenuti, le Costruzioni (2.365 avviamenti) con il 6,3%, il Commercio (2.233 avviamenti) con il 6%, Alberghi e ristorazione (1.852 avviamenti) con il 5%, l’Industria manifatturiera (1.118 avviamenti) con il 3% e solo l’1,8% i trasporti e comunicazione (652 avviamenti).

I valori più elevati sono registrati dai Centri per l’Impiego di Cosenza (13.021 avviamenti, il 34,3%) e di Corigliano (8.633 avviamenti, il 22,8%) che da soli assorbono quasi il 60% del totale avviamenti. Più contenuto il numero di avviamenti avvenuti nei bacini di utenza dei Cpi di Castrovillari (13,5%), Paola (10,7%), Rossano (12,2%) e Università della Calabria (0,2%).
pr_cs_grafico_2-avviamenti_per_genereLe tipologie contrattuali. Gli ingressi a tempo determinato (pari a 26.075) si confermano la tipologia contrattuale prevalente nel primo trimestre 2015 prevalente ma con una incidenza che è risultata in lieve flessione dal 71,3% al 68,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. I nuovi contratti a tempo indeterminato sono risultati 5.029, l’incidenza è ancora bassa, pari al 13,3% del totale assunzioni, anche se tende a salire leggermente rispetto al I trimestre 2014 (10,9%). Per le altre tipologie contrattuali, sempre nei primi tre mesi del 2015, il 10,5% sono lavori a progetto o parasubordinanto (3.976 assunzioni), mentre per i tirocini (1.150 assunzioni) si registra un 3,0%. Ancora meno utilizzati risultano invece i contratti di apprendistato (293 assunzioni), solo lo 0,8% e del lavoro intermittente (247 assunzioni, 0,6%). Il lavoro domestico si attesta all’1,1% (in totale 432 assunzioni). Il full-time, infine, rappresenta la tipologia prevalente con il 63,2% (23.970 assunzioni) del totale dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro, il part-time il 21,6% (8.194 assunzioni).
pr_cs_grafico_3-saldoLe figure più richiesta dal mercato del lavoro locale. Le maggiori richieste di lavoro delle imprese locali riguardano principalmente figure professionali low level, di basso livello professionale (il 59,9%) tra cui spiccano i braccianti agricoli con il 45,63% del totale (9.900 in valore assoluto) e i bidelli con il 4,85% (1.052). Seguono le figure di medium level con il 25% dei casi, tra cui rientrano le professioni esecutive del lavoro di ufficio (13%), le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (6,3%) e gli artigiani, operai specializzati e agricoltori (5,8%). In questo livello di qualificazione, tra le figure emergenti con il maggior numero di rapporti di lavoro avviati, troviamo i centralinisti (968 avviamenti, il 4,46%), gli addetti alla vendita telefonica di beni e servizi (862, il 3,97%) e gli impiegati amministrativi (787, il 3,63%). Il livello di qualificazione più alto, high level, assorbe, infine, il 15% delle figure più richieste; riguarda in particolare le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, tra cui spicca il dato degli insegnanti di scuola elementare (1.660 avviamenti) e gli insegnanti di scuola materna che, rispettivamente con il 7,65% e il 5,59%, rappresentano dopo i braccianti agricoli le figure professionali più richieste e con il maggior numero di avviamenti.
Lo stock degli iscritti ai Centri per l’impiego. Nel I trimestre 2015, la popolazione censita presso i CPI della provincia cosentina risulta pari a 171.542 utenti. La loro suddivisione per condizione di disoccupazione evidenzia che la categoria più numerosa riguarda i “disoccupati”, pari al 52,6% del totale, di gran lunga maggiore a quella degli “inoccupati” e dei “giovani” rispettivamente con il 18,3% e 15,9%. Rispetto al 2014 in cui risultavano 174.131, gli utenti registrano una leggera flessione pari all’1,5%, in valore assoluto 2.589 utenti in meno. Il calo ha interessato la categoria degli iscritti in qualità di disoccupati, -2,8%, e in misura più contenuta quella degli inoccupati, -0,9%; un leggero incremento ha interessato le donne in reinserimento lavorativo (+0,5%) e la categoria dei giovani (+0,3%).

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