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In visita a Palazzo dei Bruzi Jean Paul Seytre, nuovo Console Generale di Francia a Napoli

palazzo-dei-bruzi_comune_cosenzaCOSENZA – “Per un diplomatico francese l’Italia è un paese nel quale si vuole essere nominati almeno una volta nella propria carriera diplomatica”.
Così Jean Paul Seytre, che dal 1° settembre ha assunto le funzioni di Console Generale di Francia a Napoli. Un ruolo che esercita sulle sei regioni a sud di Roma, tra le quali la Calabria, dove il suo passaggio istituzionale segna la prima tappa al Palazzo di Città del capoluogo bruzio, dove era accompagnato dall’architetto Francesco Mollo, console onorario di Cosenza, prima di proseguire per Pizzo, tappa obbligata vista la ricorrenza del secondo centenario della morte di Gioacchino Murat.
A fare gli onori di casa a Palazzo dei Bruzi, il Vicesindaco Luciano Vigna e l’Assessore alla crescita economica urbana Loredana Pastore. Nel corso della visita molto si è detto sulle possibilità di collaborazione tra Consolato ed ente comunale in direzione di una valorizzazione della cultura francese e, con particolare riferimento ai giovani ancora in età scolare, di una rivalutazione della lingua francese.
Al diplomatico, il cui ultimo incarico ministeriale a Parigi è stato proprio sulla cooperazione culturale e che ora a Napoli è anche Direttore dell’Istituto di Cultura Francese, sta molto a cuore il progetto di far rifiorire l’interesse intorno alla cultura e alla lingua francesi, e tiene a sottolineare come la Francia, con la sola compagnia della Spagna, tra tanti consolati che ha chiuso, abbia invece voluto mantenere il punto di riferimento nel capoluogo partenopeo.
Tra i quattro consoli onorari del Sud – insieme a Palermo, Catania e Bari – l’architetto Mollo, quale console onorario di Cosenza ma di fatto punto di riferimento per i francesi di tutta la regione, diventa figura chiave di questo progetto, trait d’union, per dirla alla francese, con le istituzioni del territorio per l’organizzazione di eventi culturali che mettano anche in evidenza le assonanze tra le due culture. “Il nostro Ministro agli affari esteri – riferisce il console Seytre – ama molto parlare di diplomazia gastronomica”. Perché no. Pensando al nostro amore per la buona tavola, potrebbe essere un ottimo inizio.

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