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Presentata l’iniziativa “PreVieni a Scuola”, progetto per gli studenti delle terze medie, promosso dall’Assessorato alla sanità

cosenza_previeni_a_scuolaCOSENZA – Un progetto di prevenzione a carattere sperimentale che per il momento sarà destinato agli studenti delle terze classi delle scuole medie degli Istituti comprensivi “Spirito Santo” e di via Negroni di Cosenza, ma che presto dovrebbe estendersi alle altre scuole della città.

Il progetto si chiama “PreVieni a Scuola” ed è una diretta filiazione di un’altra iniziativa, “PreVieni a Cosenza”, tenuta a battesimo otto mesi fa dall’Assessore alla sanità, salute pubblica e qualità della vita Massimo Bozzo e che,prima sull’isola pedonale, poi nei quartieri della città, ha consentito di erogare, grazie al supporto di associazioni di volontariato come la Misericordia e l’A.V.A.S. Presila, circa 1000 prestazioni mediche a beneficio dei cittadini nel campo della prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Ora la campagna di prevenzione, voluta dall’Assessore Bozzo e dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Mario Occhiuto, si sposta nelle scuole dedicando attenzione ad altre due patologie: il diabete ed il melanoma.
Dal prossimo mese di gennaio nelle due scuole pilota dove partirà la sperimentazione, si svilupperanno diversi momenti di dialogo, informazione e sensibilizzazione con le gli studenti, le loro famiglie, i dirigenti scolastici e i docenti, al fine di avviare una conversazione sociale sulla prevenzione e sugli atteggiamenti utili da tenere per impedire l’insorgenza delle patologie oggetto della campagna o per affrontarle nel migliore dei modi. Gli studenti coinvolti nel progetto saranno accompagnati in questo percorso da alcuni specialisti.

Questa mattina, nella sala “Gullo” della Casa delle Culture, il progetto “PreVieni a Scuola”, elaborato con la partecipazione dell’Associazione onlus “Training and work”, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione dell’Assessore alla sanità, salute pubblica e qualità della vita del Comune di Cosenza Massimo Bozzo, del dermatologo Santo Spadafora, già direttore dell’Unità Operativa complessa di Dermatologia all’Ospedale civile di Cosenza, e della nutrizionista Valentina Mazzuca. All’incontro con la stampa hanno partecipato anche i dirigenti scolastici delle due scuole pilota, il prof.Massimo Ciglio, dell’Istituto comprensivo “Spirito Santo” e la prof.ssa Marina Del Sordo, dell’Istituto comprensivo di via Negroni.

“La prevenzione – ha detto l’Assessore Bozzo – è estremamente importante perché, intanto, quando si previene si può essere tempestivi nell’intervento, con una maggiore percentuale sia di risoluzione che di un decorso tranquillo della patologia, e in secondo luogo, intervenendo in tempo, riusciamo a far risparmiare centinaia di migliaia di euro alle casse, abbastanza vuote, della sanità regionale ed anche alle nostre famiglie che troppo spesso ricorrono ai cosiddetti viaggi della speranza. Andremo nelle scuole – ha aggiunto Bozzo – a parlare dei problemi legati all’alimentazione, al diabete, al melanoma e per questo abbiamo fatto stampare un opuscolo informativo per favorire l’approccio dei ragazzi di terza media alla nostra iniziativa. La nostra speranza è che su duecento ragazzi si riescano a trovare almeno 20 ragazzi che riescano a recepire il nostro messaggio. Qualcuno tornerà a casa e avrà la sensibilità di dire ai propri genitori di sottoporsi a visite preventive”.

L’idea dell’Assessore Bozzo è piaciuta molto al dottor Santo Spadafora che l’ha definita “geniale perché ha invertito la tendenza. In questo modo, non dovranno essere i genitori ad educare i figli, ma avverrà l’esatto contrario, anche perché così – ha aggiunto Spadafora – si mettono in condizione i figli di prendere per mano i genitori e di invitarli alla prevenzione”. Da grande esperto il dottor Spadafora ha fornito un’anticipazione di quella che sarà la sua opera di trasferimento di conoscenza ai ragazzi delle scuole sul melanoma. “E’ quello più aggressivo e non ha una dipendenza dall’età, al contrario di altri come il basalioma che certamente non si troverà mai in un ragazzino. Dobbiamo incidere nei giovani con un approccio semplice, con parole facili, Dobbiamo far capire loro che non si può vivere senza sole, ma che, al contempo, non dobbiamo fare una scorpacciata di sole. Esporsi al sole per chi ha origini normanne o ha gli occhi chiari non è la stessa cosa che avere la pelle scura ed occhi castani. L’incidenza del melanoma sugli svedesi o sulle popolazioni anglosassoni che per motivi di lavoro o per altre ragioni si sono trasferiti dalle latitudini del Nord in Australia è di cento casi su centomila persone. Qui da noi o nei paesi del Mediterraneo l’incidenza è più bassa, pari a 20 casi su centomila persone. Insomma – ha chiosato Spadafora – ci giochiamo tutto nella prevenzione. Non dobbiamo arrivare quando il melanoma ha messo radici. Il melanoma generalmente ha una crescita superficiale, poi col passar del tempo comincia una certa verticalizzazione o dà luogo a lesioni abbastanza profonde. Se arriviamo tardi, abbiamo perso la nostra battaglia. Ma se riusciamo ad arrivare in tempo, quando è nella sua fase superficiale, abbiamo molte più chances di guarigione. Se riusciremo a coinvolgere in questa battaglia i nostri adolescenti, credo che avremo fatto un grosso passo in avanti”.

La nutrizionista Valentina Mazzuca ha fornito qualche dato sull’incidenza del diabete in Calabria. “Dati alla mano – ha detto – su 100 mila residenti in Calabria si sono registrati, tra i bambini, 40 decessi. Le statistiche parlano ancora di circa 7.400 abitanti che, in età pediatrica, soffrono di diabete. Una patologia che colpisce i bambini sin dall’età di due anni, un dato abbastanza preoccupante. C’è un precoce risveglio della malattia in soggetti già predisposti e quindi c’è una certa familiarità, ma è anche vero che una delle cause dell’insorgere del diabete risiede anche nel cattivo svezzamento. E’ importante approcciarsi ai bambini e agli adolescenti in maniera molto semplice, ma anche in modo diretto, riuscendo così a veicolare le informazioni a casa, nella propria famiglia, cercando di fare prevenzione”.

Al termine della conferenza stampa sono intervenuti anche i dirigenti scolastici Marina Del Sordo e Massimo Ciglio. Un plauso è stato rivolto dalla Del Sordo all’Amministrazione comunale per la lodevole iniziativa.

“Gli atti di prevenzione e gli screening – ha detto la Del Sordo – come gli interventi didattico-educativi, formativi e informativi sono importantissimi”.

Anche Massimo Ciglio ha ringraziato l’Amministrazione comunale per l’opportunità che viene offerta. “L’importante – ha aggiunto – è che ai ragazzi rimanga qualcosa, anche perché i modelli didattici tradizionali sono in crisi ed è quindi importante che il vissuto dei ragazzi venga messo al centro e da lì ricostruire e fornire informazioni migliori. Questo è il tipo di approccio da privilegiare, unito alla costanza. Sarebbe interessante che queste attività di prevenzione entrassero nelle scuole non in maniera isolata”.

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