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Centro polifunzionale per immigrati regolari a Palazzo Gervasi. Ristrutturato l’immobile l’Amministrazione comunale lancia il bando per la gestione

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conferenza_palazzo_gervasi-centro_polifunzionaleCOSENZA – “Abbiamo recuperato un edificio, restituendo un altro luogo alla città, con tutto ciò che di positivo ne consegue. Ora viene la parte difficile, gestire la nuova destinazione di quell’edificio”.

Così il Sindaco Mario Occhiuto, intervenendo all’incontro di presentazione del bando, di prossima pubblicazione, con il quale l’Amministrazione comunale individuerà il gestore del Centro polifunzionale per l’integrazione e l’inclusione sociale degli immigrati extracomunitari regolari al quale è stato destinato Palazzo Gervasi, ristrutturato grazie ad un finanziamento del PON Sicurezza 2007-2013. Il Direttore dei lavori, l’ingegnere Michele Fernandez, ha ricostruito a beneficio di giornalisti ed associazioni presenti nella Sala “Quintieri” del Rendano, i lavori effettuati nel palazzo quattrocentesco.

“Un intervento – ha ricordato – di circa 1.100.000 euro, che ha consentito il recupero di tutto il primo piano di proprietà del Comune, con l’utilizzo di particolari tecniche, considerato che la parte restante del palazzo è abitata da privati, nonché l’acquisto di tutti gli arredi e le attrezzature necessarie alle attività del centro polifunzionale.

Proprio di attività ora si parla, sono quelle oggetto del bando che il Settore Welfare sta rifinendo per individuare chi le gestirà. L’incontro odierno è stato quindi il momento del confronto con le associazioni. “Oggi abbiamo un’opportunità che ci viene dall’immigrazione – ha evidenziato il Sindaco Occhiuto – per fronteggiare la quale necessitiamo di persone qualificate. Il nostro compito è di favorire dei processi, individuando le risorse, ristrutturando gli edifici, promuovendo i bandi. Ma ora è la fase partecipativa, dalla quale ci attendiamo i vostri suggerimenti per partire con il piede giusto, sapendo che non stiamo parlando di un’attività speculativa”.

L’invito del primo cittadino non è caduto nel vuoto; i rappresentanti delle associazioni non sono stati avari di proposte e suggerimenti dopo aver ascoltato, per voce del dirigente del settore welfare Giuliana Misasi, le linee guida del bando. Aperto ad associazioni, organizzazioni di volontariato e altri soggetti senza fini di lucro, il bando, di durata quinquennale, “individua – ha precisato la Misasi – le aree di intervento per come già indicate dal PON. Il centro polifunzionale dovrà essere luogo di incontro tra culture, religioni, usi, tradizioni e soprattutto dovrà integrare gli immigrati regolari, quindi residenti in Calabria, con la popolazione del luogo”. Nello specifico, Palazzo Gervasi sarà sede di laboratori di formazione linguistica e per la mediazione linguistico-culturale, di un Internet Social Point, di uno spazio di socializzazione e ristoro per le donne immigrate. Nel Centro Polifunzionale troveranno posto anche una sala multi-culto, un centro di accoglienza diurna per minori figli di immigrati e uno sportello di orientamento per l’inclusione degli immigrati extracomunitari regolari.

Quanto è emerso subito dopo dagli interventi delle associazioni del settore si è rivelato in simbiosi con le intenzioni dell’Amministrazione comunale. “Privilegeremo con maggiore punteggio chi è capace di fare rete e quindi di presentarsi in partenariato – ha detto Giuliana Misasi – e valuteremo la capacità della rete di presentare un progetto di gestione che, fatte salve le linee guida, elabori una proposta innovativa di gestione. Grande attenzione sarà posta alla presenza di tutte le qualifiche indispensabili a gestire le attività proposte, mentre la triennalità di esperienza nel settore dell’immigrazione, prevista dal bando, sarà limitata all’associazione capofila”.

Progetti di squadra, dunque, e qualità della rete. Un approccio condiviso da tutti i presenti, d’accordo anche sul fatto che il centro rappresenti una opportunità per valorizzare le competenze dei fratelli immigrati e trattenerli sul territorio. Infine, la sostenibilità. Fatto salvo il sostegno comunale, con fondi di bilancio non ancora quantificati, al gestore si chiede di attivarsi nella ricerca di ulteriori fonti di finanziamento, anche d’intesa con l’Amministrazione comunale.

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