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Il Sindaco Occhiuto inaugura, insieme al Vice Sindaco Iole Santelli, l’Archivio storico dei servizi demografici

COSENZA -“Noi che siamo uomini di questo tempo e siamo degli innovatori dobbiamo operare con il massimo rispetto per il passato e l’inaugurazione dell’Archivio storico dell’anagrafe e dello stato civile del Comune di Cosenza va proprio in questa direzione”.
Lo ha detto il Sindaco Mario Occhiuto intervenendo stasera all’inaugurazione dell’Archivio dei servizi demografici presso gli uffici comunali del complesso “I due Fiumi”, insieme al Vicesindaco Jole Santelli.

“L’Archivio – ha detto ancora Occhiuto – è una testimonianza vera della nostra identità non solo storica, ma delle persone che vivono in questa città ed è fondamentale per il processo di rafforzamento del legame con il nostro territorio come testimonianza di civiltà. La civiltà – ha aggiunto il primo cittadino – è testimoniata dalle situazioni che sono rispettose dell’uomo, della natura, dell’ambiente. Tutti i processi tecnologici e di trasformazione che ci sono stati nel ‘900 hanno cambiato radicalmente tutto ciò che c’era prima, originando in diversi casi situazioni anche catastrofiche per il consumo del territorio.

Siamo uomini contemporanei, non possiamo rinnegare il nostro tempo, siamo uomini che guardano al futuro, ovviamente con un senso di rispetto nei confronti del passato e della nostra memoria. Immaginiamo il centro storico: abbiamo recuperato tutti gli edifici antichi, come ad esempio il Castello Svevo e i ponti storici, ma ci troviamo in difficoltà quando crollano gli edifici privati. E’ un processo di deterioramento che è naturale e per certi aspetti anche normale. Tra cento anni potrebbero crollare anche le case in cemento armato, se non c’è manutenzione, se non intervengono le ristrutturazioni e le messe in sicurezza.

Noi in Italia abbiamo fatto malissimo. Siamo un paese con ricchezze straordinarie che ha il 70% di beni culturali, La bellezza della Calabria, poi, non esiste in nessun altra regione – lo dico anche come esperto di paesaggio ed anche di città -. Non abbiamo avuto molto rispetto del paesaggio. Negli anni della ricostruzione del Paese, dopo la guerra, tutti partecipavano con amore a questo processo di riqualificazione post-bellico. Dopo di che abbiamo assistito ad un calo, di tipo speculativo, di tempi che si accelerano e che non hanno avuto rispetto del passato”.

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