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Cosenza, il 2° Forum del Turismo apre una finestra sul turismo culturale

COSENZA – Un dibattito a più voci, sintesi di riflessioni ed esperienze, continua ad animare il 2° Forum sul Turismo Città di Cosenza, organizzato dall’Assessorato al turismo e marketing territoriale guidato da Rosaria Succurro.

Ma l’occasione è utile anche per guardare ai numeri che restano i veri indicatori della bontà o meno della strada che si sta percorrendo in materia di strategie turistiche. I dati sulla città di Cosenza, riferiti da Antonella Mesolella del Gruppo Expedia, relativi al 2018, parlano di un aumento del 21% delle notti prenotate, in altissima percentuale prepagate (leggasi vacanza pianificata), ma soprattutto ci restituiscono una presenza turistica straniera del 48% ed il turista internazionale, si sa, è quello che maggiormente muove economia, perché la sua permanenza media è più lunga ed ha un maggiore potere d’acquisto. Per tutti vale la medesima ispirazione, che muove a scegliere l’una o l’altra destinazione: è la ricerca dell’esperienza da vivere. “L’asse si sposta sui territori e sulle comunità locali – ci dice il prof. Tullio Romita, ordinario di sociologia del turismo all’UniCal – che significa rispettare le nostre specificità”. L’attenzione del sociologo – che del turismo parla come fenomeno sociale ancor prima che economico – è ai borghi abbandonati da recuperare, ad un turismo che crea occupazione, ma che ha bisogno di competenze. E non è superfluo ricordare l’esistenza di corsi di laurea specifici che queste competenze le formano.

Vivere una experience è anche il motto della tour operator torinese Laura Audi, direttore tecnico di ‘Somewhere’, che individua nella creatività uno dei fattori fondamentali di una buona offerta turistica. “Bisogna partire dalle particolarità di un luogo, da quegli elementi che ne fanno una destinazione unica per il turista. Nel nostro caso ‘Torino magica’ e ‘Torino sotterranea’ sono stati, e sono ancora, i due prodotti turistici che creano un forte aggancio emotivo. E poi tutta quella quotidianità italiana, della quale i cittadini sono i migliori ambasciatori, che esercita sempre un grande fascino sul turista, soprattutto straniero”. Quotidianità e tradizioni. Stefano Tulli, di Winedering, ha trasferito in una piattaforma una delle migliori tradizioni italiane, il vino, ma non per farne un asettico database di cantine da visitare (ce ne sono oltre 4000), ma trasferendovi emozioni, sensazioni, accompagnando il viaggiatore a scegliere la cantina giusta, dove ‘non è importante solo Cosa bevi ma Chi bevi’. “La Calabria – non esita a riferire Tulli – è stata debolissima nella risposta e non sfrutta le potenzialità per un enoturismo, che invece ci sono tutte”.
Una crescita esponenziale (152%) delle presenze dall’Argentina nella nostra città (sempre da dati Expedia) si sposa perfettamente con quanto emerso da una ricerca di Tiziana Nicotera (UniCal) sul ‘Turismo delle Origini’, quello che porta in Italia, e soprattutto nelle regioni del sud, tante persone (molti i giovani) nate e cresciute all’estero, che vogliono scoprire il paese di origine di genitori e nonni. È un viaggio alla scoperta dell’identità individuale e familiare, ancora poco strutturato in Italia, che a Cosenza, però, e proprio di recente, ha portato i primi gruppi con pacchetti di viaggio dedicati, grazie ad un tour operator canadese. Il comune denominatore che, per molti, fa la differenza in Calabria, resta una particolarissima capacità d’accoglienza che colpisce anche chi nella nostra regione viene, ad esempio, per una vacanza outdoor, la cosiddetta vacanza attiva, che porta alla scoperta delle risorse naturali, che percorre sentieri sconosciuti (nel senso letterale del termine), che destagionalizza l’offerta turistica, eppure “uno dei primi feedback che ci arriva dai turisti, quando vanno via – testimonia un appassionato Lino Cangemi, tour operator specializzato – è sul calore dell’accoglienza.

Una interessante finestra, la prima giornata del Forum l’ha aperta sugli eventi culturali e di spettacolo quali fattori di sviluppo turistico. I contributi vengono da Giampaolo Calabrese, dirigente del Settore cultura del Comune di Cosenza, e da Walter Pellegrini che, per la Fondazione ‘Attilio ed Elena Giuliani’ dirige il Progetto Villa Rendano. È una riflessione che passa attraverso i luoghi e i beni artistico-architettonici, oggi contenitori di una qualificata offerta culturale. “Viviamo in una città – afferma Calabrese – che, tra le città medie, è oggetto di studio per come si sta posizionando. La rigenerazione urbana che stiamo vivendo è anche rigenerazione di natura contenutistica. Nuovi spazi che sono stati aperti, piazze che sono state riqualificate, sono divenuti scenari inediti che hanno liberato esigenze ed esperienze originali. La proposta culturale diventa anche frutto di un nuovo uso della città che è elemento cardine della discussione”. Tra i Centri di produzione culturale, Calabrese colloca in una posizione privilegiata, per l’unicità del progetto, i BoCS Art. “Questo progetto – commenta – aiuta la città a posizionarsi nei circuiti dei tour operators internazionali, anche on line. Non è infatti da trascurare la cassa di risonanza creata da centinaia di artisti che arrivano qui da ogni parte del mondo e poi parlano della loro esperienza che significa parlare di noi, della città”. L’Amministrazione comunale di Cosenza crede molto nella partnership pubblico-privato. Lo testimonia anche Walter Pellegrini che, nella dimora storica Villa Rendano, restaurata e restituita alla fruibilità pubblica dalla famiglia Giuliani, propone un’offerta culturale pensata anche per i giovani, che nel tempo si è arricchita con un innovativo museo multimediale dedicato alla città, ‘Consentia Itinera’ (diretto da Anna Cipparrone), che ha portato nuovi contenuti, nuovi pubblici. “La rete tra noi e l’istituzione esiste ed è testimonata da tanti eventi condivisi – afferma – più difficile a volte è farla con gli altri operatori culturali”. E’ un’esigenza di tutti ed emerge nelle testimonianze di imprenditori culturali, giovani e consolidati – Giada Falcone, che lavora per fare di Cosenza la capitale del sud della moda; Giuseppe Citrigno, imprenditore culturale di lungo corso, che dal cinema al teatro, crea eventi che accendono i riflettori sulla città – così come dell’associazionismo culturale che con passione investe nella valorizzazione dei luoghi e dei talenti della musica classica, di cui racconta Luigia Pastore. Il messaggio è comune: c’è più di un buon motivo per vivere l’esperienza Cosenza.

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