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Cosenza, il 6 aprile inaugurazione Planetario: uno spettacolo-inno dedicato ai sognatori. Cosa c’è da sapere

COSENZA – Si intitola “Un Passo. Sognando la luna” e sarà dedicato all’Universo, ai suoi corpi celesti, ed in particolare al satellite a noi più vicino, la luna, lo show pensato apposta per la cerimonia di inaugurazione del Planetario di Cosenza.

Lo spettacolo in programma sabato 6 aprile all’imbrunire, è curato da Parente Fireworks Group e dalla Compagnia dei Folli. Si tratta di un evento multimediale unico, che unisce la magia della luce, la meraviglia di acrobati e danzatori aerei, il teatro, la musica.

Nel cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna, che nel 1969 vide per la prima volta un uomo conquistare il satellite terrestre, questo spettacolo vuole essere un inno ai sognatori e alla loro tenace ed instancabile voglia di raggiungere orizzonti sempre nuovi.

“Un passo, è così che inizia ogni viaggio. Un passo, anche piccolo, segna sempre l’avvio di percorsi spesso stravolgenti, percorsi capaci di cambiare radicalmente prospettive e confini. Un passo è il racconto dell’impresa di un uomo che con i propri sogni cambiò per sempre il mondo, è il racconto della fragilità che accompagna da sempre i grandi sognatori, della forza che li anima, della paura che a volte li fa tentennare”.

Questa la sinossi degli ideatori.

È il racconto di chi nell’impossibile vede una possibilità, di chi nell’intentato scopre la propria ragione di vita, come il cosentino Giovan Battista Amico, pioniere e studioso dell’astronomia moderna.

L’obiettivo dello spettacolo “Un passo. Sognando la luna”, è quello di emozionare e stupire gli spettatori presenti a questa magica inaugurazione.

“Parente Fireworks Group è una delle aziende di pirotecnia ed effetti speciali più importanti al mondo. Con centodieci anni di storia e migliaia di spettacoli realizzati in Italia e nei cinque continenti, è un partner affidabile e di grande esperienza capace di gestire singoli interventi privati e progetti complessi di respiro internazionale. L’azienda è stata protagonista dello show di chiusura del concerto epocale di Vasco – Modena Park, con uno spettacolo pirotecnico di incredibile bellezza. Il team di Parente Fireworks si è inoltre distinto nella Closing Ceremony di Expo Milano 2015, con uno evento piromusicale capace di emozionare il pubblico e le più alte cariche dello Stato presenti.

La Compagnia dei Folli è una compagnia di teatro di strada e d’immagine, una forma d’arte che trae la propria ispirazione dai grandi eventi Rinascimentali, dove il fantastico e la meraviglia erano protagonisti. I Folli raccontano storie e leggende senza tempo attraverso l’uso di trampoli, fuoco, acrobati sospesi e danzatori aerei.Tra i protagonisti di ‘Matera capitale europea della cultura 2019’ e dell’ultimo Capodanno capitolino al Circo Massimo”.

Direzione artistica: Antonio Parente (Parente Fireworks) e Carlo Lanciotti (Compagnia dei Folli)
Autore e voce narrante: Alessandro Martello – Regia pirotecnica: Giuliano Sardella (Parente Fireworks)

A chi è intitolato il Planetario

Giovan Battista Amico o Amici, come suggerito dallo storico Coriolano Martirano, nasce a Cosenza nel 1511 o forse l’anno successivo.

Contemporaneo di Telesio, apparteneva a una famiglia del patriziato: i suoi parenti sedevano nel Seggio che governava la città giacché, contrariamente a quel che accadeva per la gran parte dei centri urbani calabresi, la Cosenza rinascimentale era una città libera ovvero regia, non infeudata.

Amici studia nella città natale le arti del trivio: grammatica, retorica e dialettica, che gli assicurano la conoscenza delle tre lingue sapienziali: aramaico, greco e latino. Nel 1531 si trasferisce a Padova, culla dell’aristotelismo e dell’averroismo, capitale continentale del pensiero aristotelico di tradizione latina, dove, nella prestigiosa università, completa gli studi delle arti del quadrivio: geometria, aritmetica, astronomia e musica. Qui segue corsi tenuti da celebri docenti e nel 1536 pubblica in latino presso una tipografia veneziana un manuale d’astronomia dal titolo Opusculum, che possiamo considerare l’unica opera sua. L’anno successivo torna a Cosenza e diventa membro della locale, da poco fondata e già autorevole Accademia cosentina, dove viene cooptato come membro permanente. Nel 1538, ritornato a Padova, cura per la stessa tipografia veneziana la ristampa dell’Opusculum. Un anno dopo, non ancora trentenne, viene assassinato “nel miglior corso dell’età sua per invidia” da un sicario rimasto sconosciuto, come può leggersi tra le Iscrizioni della Città di Padova. L’Opusculum verrà ristampato postumo per la terza volta nel 1540 a Parigi. Nel 1543 appare a Norimberga il trattato di Copernico De Revolutionibus e l’indagine filosofica sul sistema del mondo diverrà un dibattito tra tolemaici e copernicani. Per secoli il nome di Amici scomparirà dalla letteratura astronomica, salvo che nelle cronache cosentine. Solo nel 1905 si troverà di nuovo una citazione dell’Opusculum nella celebre A History of Astronomy from Thales to Kepler di J.L.E.Dreyer.

Il sottotitolo dell’Opusculum suona così: Attorno ai moti dei corpi celesti secondo la filosofia aristotelica e senza l’uso di eccentrici ed epicicli. Amici compie i suoi studi padovani proprio in quel tornante di tempo in cui i grandi viaggi in mare aperto, soprattutto la circumnavigazione del Globo ad opera di Magellano, avevano messo in evidenza le incoerenze tra previsioni della teoria tolemaica ed esperienza della navigazione.

L’astronomo cosentino cerca un sistema del mondo che rappresenti i movimenti celesti così come realmente si svolgono nel Cosmo reale. Tolomeo non pretende che i pianeti ubbidiscano nei loro movimenti ad una geometria piana intessuta da referenti, cicli ed epicicli; piuttosto ritiene di riuscire a salvare i fenomeni celesti tramite un modello matematico, una specie di macchina analogica celeste, capace di ottenere previsioni numeriche in accordo con l’esperienza osservativa. Gli astronomi tolemaici sanno che il loro sapere astronomico è in contrapposizione con le leggi della fisica aristotelica, alla quale restano legati; non si occupano di cosmologia, non sono astronomi philosophi, solamente astronomi mathematici, cioè astrologi. Amici invece ricerca una rappresentazione fisica dei movimenti celesti che sia quanto più fedele al reale: dai suoi studi padovani di storia dell’astronomia trova che esiste una tradizione di pensiero materialistico fondata da Eudosso che arriva fino ad Aristotele, dove si tenta di simulare i movimenti celesti come si svolgono nello spazio, impiegando la geometria solida piuttosto che quella piana: quindi l’uso più espressivo anche se più faticoso delle sfere omocentriche. La rappresentazione omocentrica dei movimenti celesti era stata egemone nell’astronomia mediterranea fino al secondo secolo dell’era volgare, quando appare il sistema tolemaico che si rivela più maneggevole e affidabile in due settori della cultura greco-alessandrina: la formulazione delle Tabulae per i naviganti in mare aperto e la redazione degli oroscopi per i potenti. Amici modifica il sistema di Eudosso, introduce decine di altre sfere omocentriche e soprattutto consente agli assi delle sfere di porsi tra di loro ad angoli prima non consentiti. Il sistema omocentrico modificato dal cosentino è così in grado di ottenere previsioni sui movimenti celesti raffrontabili quanto non migliori di quelli ottenuti col procedimento tolemaico. In più, e questo è il punto decisivo, la novità introdotta da Amici è che non v’è più un procedimento di calcolo indipendente dalle ipotesi fisiche; la matematica e la filosofia si convertono l’una nell’altra, e nasce l’astronomia fisica.

Amici può essere considerato, nella civiltà occidentale, come il filosofo della natura che ha anticipato di oltre mezzo secolo, nella filosofia naturale aristotelica, quel realismo fisico-matematico, tutt’altro che peripatetico, che sarà poi di Galileo Galilei e quindi della modernità.

Scheda tecnica

La sala all’interno del Planetario di Cosenza è stata arredata con 113 poltrone basculanti e roteanti, con l’installazione del proiettore ottico starmaster ZMP della Zeiss, unico in Italia e tra i migliori d’Europa, capace di proiettare nella cupola fino a 4000 stelle. Un sistema di proiezione che rappresenta quanto di più avanzato esista attualmente in Italia e che risulta tra quelli più all’avanguardia sia in Europa che nel mondo. Lo starmaster è integrato da altri 6 proiettori digitali che possono funzionare o autonomamente o sincronizzati tra di loro. .

La cupola interna di 15 metri di diametro, invece, per dimensioni è seconda solo al planetario di Milano .

La sala del Museo della Scienza è quasi terminata. Al piano inferiore della struttura sono utilizzabili i servizi igienici ed è stata completata la control room dell’impianto della Zeiss dove sono allocati i terminali e i server di tutto il sistema di proiezione.

La struttura è dotata di un montascale per facilitare l’accesso alle persone con disabilità.

Cos’è un Planetario

La parola “planetario” viene dal latino planeta che a sua volta deriva dal greco planetes e significa “errante”. Qui è sottintesa la contrapposizione tra oggetti celesti fissi, come sono le stelle, e oggetti vaganti ovvero i pianeti. Il Planetario è un formidabile strumento didattico per apprendere i movimenti fondamentali che si svolgono nel Cielo con lo scorrere delle ore, dei giorni, degli anni, dei secoli e addirittura dei millenni. Un proiettore ottico, particolarmente versatile, in grado di riprodurre l’aspetto del Cielo stellato in modo assai sofisticato, ospitato in una apposita sala di forma semisferica, con una cupola bianca – cioè uno schermo che simula la volta celeste – sulla quale avviene la proiezione.

All’interno del proiettore v’è una sorgente di luce quasi del tutto mascherata, cioè racchiusa all’interno di una sfera (ball), sulle pareti della quale sono praticati dei piccoli fori circolari. La luce fuoriesce in fasci sottili che, dopo essere stati opportunamente focalizzati da un sistema di lenti, vanno a colpire lo schermo, cioè la cupola di proiezione, formando le immagini della maggior parte delle stelle più luminose, con il colore caratteristico di un determinato astro così come lo risolve l’occhio nudo. Altri piccoli proiettori indipendenti generano il Sole, la Luna e i Pianeti. Infine vi sono dei motori che permettono al proiettore di ruotare attorno a diversi assi: in questo modo il Planetario può simulare il moto orario della volta celeste, il moto annuo del Sole attraverso le costellazioni nonché l’effetto della “precessione degli Equinozi”, facendo trascorrere in pochi minuti molte migliaia di anni.

Lo STARMASTER costituisce un’attrezzatura ottica e di meccanica di precisione per la rappresentazione del cielo stellato (circa 4000 stelle), con il sole, la luna e i pianeti, visti da differenti punti di osservazione, all’interno e prossimi al sistema solare, in conformità alle circostanze naturali.

Il principio di tutte le rappresentazioni è la proiezione su una semisfera bianca (cupola di proiezione). Tutti i principi tecnologici del sistema di proiezione sono stati concepiti allo scopo di riprodurre nel migliore dei modi le leggi astronomiche e fisiche della natura. Le proiezioni illustrano i fenomeni con il massimo grado tecnologicamente possibile di naturalezza ed esattezza. Oltre alla rappresentazione dei corpi celesti naturali e i loro movimenti, si riproducono le linee di coordinate astronomiche, marcature e scale, mediante il sistema di planetario, nonché i disegni delle costellazioni.

Lo STARMASTER è stato progettato per cupole di proiezione tra 12 m e 18 m di diametro. La cupola di Cosenza è di 15 m di diametro.

Ogni strumento viene fabbricato per un determinato diametro di cupola e per una determinata inclinazione di cupola.

In posizione di proiezione devono coincidere esattamente il centro della cupola di proiezione e il centro della sfera di proiezione STARMASTER (starball).

Lo Starmaster è integrato con un sistema di proiezione digitale con 6 proiettori sincronizzati – utilizzabile autonomamente o in con lo Starball – per poter permettere rappresentazioni particolarmente spettacolari su tutta la cupola (full dome), a tema astronomico e non solo, completati da un coinvolgente sistema sonoro.

Il Planetario: cosa accadrà nei prossimi mesi

Luogo di diffusione del sapere scientifico, coniugato al sapere umanistico-letterario, il Planetario di Cosenza, la cui struttura viene inaugurata il 6 aprile, attiverà una serie di azioni che gradualmente condurranno i visitatori a prendere conoscenza e confidenza con questa nuova infrastruttura culturale, strumento di sviluppo sociale, civile, scientifico.

E’ una nuova offerta culturale quella che prende corpo nel Planetario, diversa anche nelle sue modalità di fruizione, che avrà una fase di approccio, già nel mese di aprile, attraverso un primo ciclo di conferenze scientifiche/lectio magistralis ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria (visto il numero limitato di 100 posti a sedere).

Il calendario

– 12 aprile “Il cielo sopra Cosenza”.

L’evento è diviso in due momenti:

in cupola alle ore 19, lectio a cura di Franco Piperno e di Angela Zavaglia.

A seguire, alle ore 21, il pubblico partecipante potrà trasferirsi al Castello Svevo per l’osservazione a occhio nudo del cielo guidata da Franco Piperno e Angela Zavaglia. Ai telescopi Francesco Veltri, Francesco Speciale e Alfonso Morelli;

– 13 aprile ore 19 “Sentieri tra le stelle”.

In cupola con Francesco Plastina, Angelo ed Emanuele Mendicelli.

– 26 aprile ore 19

Lectio a cura di Angela Zavaglia e Francesco Speciale. Collaboratore tecnico: Alfonso Morelli.

– 27 aprile ore 19 “Sentieri tra le stelle”

In cupola con Francesco Plastina, Angelo ed Emanuele Mendicelli, con la partecipazione dell’astrofisica Sandra Savaglio.

– 3 maggio “Il cielo sopra Cosenza”.

L’evento è diviso in due momenti:

in cupola alle ore 19, lectio a cura di Franco Piperno e di Angela Zavaglia.

A seguire, alle ore 21, il pubblico partecipante potrà trasferirsi al Castello Svevo per l’osservazione a occhio nudo del cielo guidata da Franco Piperno e Angela Zavaglia. Ai telescopi Francesco Veltri, Francesco Speciale e Alfonso Morelli.

– 4 maggio ore 19, “Il cielo e la Divina Commedia”

Segue questa suggestione l’evento curato da Francesco Plastina, Angelo ed Emanuele Mendicelli, con la partecipazione di Alessandra Romeo.

Dopo questa prima parte di appuntamenti, dove prevarrà la narrazione ed il racconto supportato dalle prime funzioni dello starmaster, la Zeiss perfezionerà il montaggio dei proiettori specifici che consentiranno, a partire dal mese di giugno, la fruizione anche multimediale del Planetario, ovvero le funzioni più spettacolari, caratterizzanti un planetario digitale.

Giugno e luglio l’apertura, dunque, al pubblico per più giornate nel corso della settimana.

Da settembre l’apertura anche alle scolaresche.

E’ il Dirigente del settore cultura, Giampaolo Calabrese, a spiegare il modello di gestione pensato per il Planetario. “Per consentirne da subito la fruibilità, valutando la miglior gestione possibile per un bene comunale che necessita di specifiche competenze tecnico-scientifiche, abbiamo ritenuto opportuno costituire un comitato scientifico, da supporto ad un indirizzo che è anche artistico e di programmazione. Una gestione sperimentale che, per un anno, farà capo direttamente all’Amministrazione comunale e al comitato di esperti, a partire proprio dall’ideatore del progetto, prof. Franco Piperno, l’astrofisica Sandra Savaglio, il prof. Vincenzo Carbone, Direttore del dipartimento di Fisica, i professori ed esperti del cielo Angela Misiano, Francesco Plastina, Gaetano Zimbardo, Manuela Zoccali.

L’azione del Comune si avvarrà del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, tra le facoltà di punta dell’Ateneo calabrese, luogo del sapere scientifico, che con la sua fucina di ricercatori e dottorandi, di studenti e giovani, è la ‘start up’ più competente per la narrazione e le proiezioni fulldome. Insieme arriveremo ad un modello di gestione definito, capace di mettere su un mercato più ampio, aperto al turismo, un’infrastruttura culturale che genera indotto ed economia”.

Il Comitato Scientifico

Prof. VINCENZO CARBONE – Direttore Dipartimento di Fisica Università della Calabria

Prof.ssa ANGELA MISIANO – Responsabile Scientifico Planetarium Pythagoras, Reggio Calabria

Prof. FRANCO PIPERNO – Astrofisico

Prof. FRANCESCO PLASTINA – Università della Calabria

Prof.ssa SANDRA SAVAGLIO – Università della Calabria

Prof. GAETANO ZIMBARDO – Università della Calabria

Prof.ssa MANUELA ZOCCALI – Direttore Instituto de Astrofisica, Santiago, Chile

Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza

Occhi al cielo, per uno spettacolo affascinante, attraverso un viaggio che conduce fino alle stelle.

Così l’amministrazione comunale consegna alla città di Cosenza e alla Calabria il Planetario più imponente e innovativo d’Italia.

Un’altra importante opera pubblica che viene finalmente realizzata sul territorio e che intitoliamo all’astronomo cosentino rinascimentale Giovan Battista Amico.

Con il Planetario, struttura all’avanguardia dello studio Monestiroli, restituiamo un altro pezzo di città alla vita e alla fruizione sociale, nell’ambito di un progetto più complessivo di rigenerazione urbana in cui rientra anche il ponte di Calatrava. Il Planetario di Cosenza è un presidio culturale con il quale – e dentro il quale – abbiamo avviato una concreta forma di collaborazione con l’Università della Calabria.

Il momento dell’inaugurazione vuole essere una grande festa collettiva, dedicata alla comunità, con uno spettacolo che vorremmo restasse nella memoria del territorio. E soprattutto dei più giovani, perché è il pensiero del loro futuro che guida la nostra rotta.

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