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Festival della Comunicazione, inaugurata la mostra di Parola di Vita. Tra passato e futuro

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mostra_parola_divitaCOSENZA – “Tra passato e futuro”. Parola di Vita si inserisce in una storia locale ed ecclesiale e guarda al domani. Il novantesimo anniversario della fondazione della storica testata cosentina è stato celebrato lo scorso 5 maggio presso la Sala degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Cosenza.

Nell’occasione, è stata inaugurata la mostra di Parola di Vita, 12 pannelli che ripercorrono, in pillole, i momenti essenziali della storia del giornale. L’incontro ha consentito di riproporre anche il Quaderno “Parola di Vita. Una storia che continua”, che porta la firma di Lorenzo Coscarella e Alessandra Pagano, giornalisti di Parola di Vita. L’incontro, moderato da Fabio Mandato, uno dei redattori del Settimanale diocesano, è stato introdotto dal direttore di PdV, don Enzo Gabrieli, che ha voluto richiamare l’attenzione che monsignor Salvatore Nunnari, Arcivescovo di Cosenza – Bisignano, ha voluto dare alla testata, desiderando, nel 2008, la sua rinascita. Don Gabrieli ha poi presentato alcuni degli appuntamenti essenziali del Festival della Comunicazione, l’iniziativa itinerante che vede la diocesi cosentina protagonista nei prossimi giorni.

Il saluto iniziale è stato portato dal padre Arcivescovo, che ha speso parole di vicinanza alla giovane redazione e ai collaboratori del Settimanale, che sono convenuti nella Sala. “Sono veramente emozionato per quello che stiamo celebrando questa sera, i novant’anni di un giornale, di un settimanale, di un foglio, che ha segnato un po’ la storia della nostra Chiesa cosentina” – ha detto il Pastore cosentino. “Una Chiesa che, anche con questo Settimanale, è al passo dell’uomo che cammina. Non un giornale di Curia, ma di Chiesa”. Un giornale che oggi ha una redazione di giovani, capaci “di collegarsi al passato e al presente, un gruppo che è cresciuto insieme”. Vicino all’uomo che cammina. È questa l’esperienza di comunicazione espressa anche da monsignor Luigi Renzo, Vescovo di Mileto – Nicotera – Tropea e delegato della Conferenza episcopale calabra per le comunicazioni. “In quasi tutte le diocesi calabresi ci sono i giornali diocesani. Tutti sentono il bisogno di un organo di comunicazione. La comunicazione è fondamentale per farci conoscere e ascoltare”.

“La famiglia – per il presule miletese, che è partito dal messaggio della Giornata mondiale della comunicazione sociale di papa Francesco – è il luogo privilegiato di educazione alla prossimità. Nella prossimità mettiamo tutto ciò che riguarda l’impegno per il bene comune, per il rispetto delle regole, per la cittadinanza attiva, per la partecipazione responsabile alla vita pubblica. Prossimità è sentire la vicinanza dell’altro non come avversario, ma come fratello”. “Nella società caratterizzata dalla frammentazione, dalla fragilità, dall’indifferenza verso gli altri, dallo scarto di cui ci sta parlando il Papa, è più importante richiamare il tema della prossimità”. Per la formazione della prossimità, il luogo principe è la famiglia. Qui si impara a stare insieme. Ma altro luogo per formare alla prossimità è la Chiesa, e all’interno di essa la stampa. Essa è uno strumento importante e aperto di formazione alla prossimità in senso cristiano, ma anche in senso civile e umano. Qui allora si colloca il senso del valore della celebrazione di 90 anni di Parola di Vita, con un senso di gratitudine a questa Chiesa locale che l’ha voluto, recuperato, ripreso, rilanciato”.

L’esperienza dell’editoria cattolica e non della città cosentina è stata poi ripercorsa da Luigi Intrieri, direttore dell’Archivio diocesano. Intrieri ha ricordato che “il primo giornale si chiamava ‘Lo studente cattolico calabrese’. Era un sacerdote che insegnava nel liceo classico e con un gruppo di ragazzi nel tempo aveva fondato questo giornale”. Dallo Studente Cattolico a Parola di Vita, passando per l’impegno di Don De Cardona, che Intrieri ha accostato a papa Francesco per lo stile di semplicità. La genesi e i lmetodo di ricerca del Quaderno storico di Parola di Vita sono stati spiegati dagli autori, Lorenzo Coscarella e Alessandra pagano, che hanno ripercorso gli anni di Parola di Vita, una testata capace – si pensi soprattutto agli anni del Fascismo, di fare opinione e di entrare in grande contrasto con gli stessi organi di stampa del regime. Coscarella ha ricordato il famoso articolo “Gli ariani e il loro inventore”, in cui l’allora direttore di Parola di Vita, don Luigi Nicoletti, ironicamente attaccava il Nazismo. Alessandra Pagano ha trattato invece gli ultimi decenni di vita della testata.

(da Paroladivita)

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