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Casa Nostra, un segno di carità nella Curia di Cosenza. Inaugurati cappella e mensa della struttura che ospita indigenti e senza tetto

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imageCOSENZA – Un’opera segno che apre confini e orizzonti, abbracciando gli ultimi e i poveri. Un’intuizione pastorale forte, importante, partorita dal cuore di monsignor Nunnari, e fatta propria da monsignor Nolè. Questo e altro è Casa Nostra, la struttura di carità in un’ala dell’episcopio che ospita e serve senza dimora e piccoli della città. L’ennesima espressione di una carità di una Chiesa che vuole farsi prossima, non dimenticando chi vive ai margini, ai crocicchi delle strade, e ogni giorno è costretta a stare nell’indigenza. A presiderla, Pino Salerno, che fa gli onori di casa.

Nello stesso Palazzo della Curia, sorge un’oasi di carità. Nella stessa casa del Vescovo, per essere segno di quella vicinanza bella del Pastore con le sue pecorelle, quelle che, per un motivo o per l’altro, sono smarrite, o hanno bisogno di una mano per uscire da povertà, difficoltà, ristrettezze. La colazione al mattino, il servizio docce, grazie ai tanti volontari che ogni giorno prestano servizio. Ora, la mensa, perché chiunque abbia necessità possa avere un piatto caldo e un ristoro maggiore. Benedetta proprio da monsignor Nolè, in una piccola cerimonia. Anche la cappella della struttura, affidata alle suore missionarie francescane dei poveri, è stata benedetta. Il tabernacolo, anzitutto, con la speciale e per la prima volta reposizione del Santissimo. L’altare, incensato, per la celebrazione dell’Eucarestia. A portare i saluti e spiegare il perché dell’opera, don Bruno Di Domenico, direttore della Caritas diocesana, e poi lo stesso Arcivescovo. “Questa è una delle cose più belle che c’è in questa diocesi” – “sono ogni giorno più contento per quello che sto incontrando e vedendo sul nostro territorio” – ha detto monsignor Nolè, che ha lodato il lavoro dei tanti volontari presenti. La cappella, luogo per celebrare la Messa, riunirsi attorno alla Parola, per la riflessione personale. Secondo la propria sensibilità.

Tanti i presenti. Anche alcune associazioni della città che, in un modo o nell’altro, spendono il proprio tempo a favore delle criticità del territorio. Alla spicciolata arrivano anche gli ospiti più illustri, quei giovani che ogni giorno frequentano Casa Nostra per trovare un riparo e rifugio dal freddo delle notti invernali; per bere una tazza calda; per cambiare il vestito. Proprio come se fosse “Casa Nostra”. D0’altronde, così era nata. Dal cuore di un Pastore che vuole ricondurre all’ovile ogni pecorella. Perché niente vada perduto.

(da Parola di Vita)

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