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Mercoledì delle Ceneri a San Carlo Borromeo, Mons. Nunnari: “La nostra amicizia col Signore ci fa essere noi stessi”. Una preghiera per la famiglia Giordano

RENDE (COSENZA) – “Dobbiamo amarci tra di noi”, è questo l’invito che questa sera, nella celebrazione solenne del Mercoledì delle Ceneri, nella chiesa di San Carlo Borromeo, Mons. Salvatore Nunnari ha rivolto all’assemblea.
All’inizio della Santa Messa il parroco don Aldo Giovinco ha indirizzato parole di ringraziamento al vescovo emerito di Cosenza: “Un uomo accogliente e di amicizia che fa trasparire nei gesti quello che è”.
“La parola oggi ci invita a due momenti – ha esordito il pastore – innanzitutto sentiamoci cercati dal Signore. Questo tempo di Quaresima è favorevole perché questo incontro avvenga. Il Signore sta alla porta del nostro cuore e aspetta: non deludiamolo.
Iniziamo questo tempo con un bel proposito: ci aspetta, dirigiamoci verso di Lui. Troviamo la strada. Viviamo questa attesa con la sincerità del cuore”.
Il secondo momento contiene un invito, evidenzia Nunnari: “oggi dove le chiacchiere sovrastano dedichiamoci ad ascoltare la Parola del Signore. Rientrate dentro di voi! La vita non è un teatro dove ci mettiamo una maschera: sii te stesso – è il monito del pastore – non mostrarti, non recitare, la vita è vita e va vissuta pienamente. Cari giovani la vita è vita, la nostra esistenza non si può disperdere. Quello che facciamo facciamolo per essere trovati da Dio. La nostra amicizia col Signore ci fa essere noi stessi. Facciamoci trovare perché lui ci cerca da sempre”.
Dopo l’omelia il momento saliente della giornata: il sacerdote cosparge le ceneri sul capo dei fedeli.
“La cenere sul capo – ha spiegato il vescovo – ci ricorda che siamo poca cosa ma che siamo una grande cosa perché Dio ci ha fatto suoi figli. Siamo noi stessi nella misura in cui viviamo da figli”.
Nel corso della celebrazione Mons. Nunnari ha chiesto ai fedeli di recitare tutti insieme l’Ave Maria per le anime dei componenti della famiglia Giordano, completamente distrutta in una notte di follia.

Candida Maione

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