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A Cosenza la presentazione del volume “Basta poco. Segni di quotidiana serenità” del frate Minimo Alfonso Longobardi

basta_pocoCOSENZA – Appuntamento con i libri a Cosenza, nella sala della Chiesa di San Francesco di Paola – corso Plebiscito, mercoledì 6 aprile 2016 alle ore 19, verrà presentato il nuovo libro di fra Alfonso Longobardi, Basta poco. Segni di quotidiana serenità, pubblicato dalla casa editrice cosentina Progetto 2000. Oltre all’autore interverranno l’editore Demetrio Guzzardi e padre Giovanni Cozzolino, responsabile della Consulta della pastorale giovanile minima.

Il volume prende spunto dalla spiritualità di San Francesco di Paola, il santo della vita semplice ed essenziale. Un piccolo abbecedario delle esperienze di fra Alfonso in Italia ed in Camerun.

Alfonso Longobardi, nato nel 1981, con la sua famiglia ha vissuto a Sant’Antonio Abate (Na). Nel settembre del 2005 è entrato nell’Ordine dei Minimi fondato da San Francesco di Paola e, il 17 settembre 2011, nella Piazza del Mercato del suo paese, è stato ordinato sacerdote. Dal 2010 al 2012 ha vissuto nella comunità minima del Camerun. Con l’Editoriale progetto 2000, nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro Ritorno a Nazzarètt, 12 brani per raccontare la bellezza delle origini. Nelle sue catechesi giovanili fra Alfonso utilizza il linguaggio musicale rap; per l’ultima composizione su San Nicola Saggio, Radio Vaticana gli ha dedicato una lunga intervista.

«Quello che troverai in queste pagine sarà qualcosa di veramente scarno, asciutto, secco, forse senza un filo da seguire; qualcosa che assomiglia ad un quadro privo di cornice, uno scritto dalla veste penitenziale che ora si mostrerà narrato, ora in prosa, ora attraverso una frase. E sarà così semplicemente perché esprimo con i segni della scrittura, un modo di essere che attinge dalla spiritualità minima, quella che quotidianamente mi impegno a vivere e che mi spinge a non perdere d’occhio ciò che è essenziale, il Signore Gesù, che è morto e risorto affinché l’umano prendesse parte all’immensità del divino, a quella che è cioè “l’esperienza quotidiana” di Dio».

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