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Furto all’ALT al Mariano Santo. Solidarietà del CSV, Gianni Romeo: “il volontariato è un bene per tutti e va protetto”

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presidente_romeo_csv_cosenzaCOSENZA – “Questa è la nostra missione e non molliamo, anzi attiveremo nuovi servizi gratuiti”. Anna Maria Rende, presidente dell’ALT – Associazione Lotta Tumori Cosenza risponde così al vile furto perpetrato ai danni dell’associazione nello spazio accoglienza che la stessa gestisce nel reparto di radioterapia oncologica del Mariano Santo di Cosenza. Ignoti, nei giorni scorsi, hanno portato via tutto il materiale promozionale e informativo dell’ALT (brochure, locandine, bigliettini del 5 per mille) e anche il banner di tre metri con il logo e i contatti dell’associazione più una targa che si trovava accanto ad un televisore donato al reparto dai volontari.

“Un gesto spregevole che penalizza il lavoro quotidiano di persone che si mettono a servizio di altre gratuitamente, con amore e passione – ha affermato Gianni Romeo, presidente di Volontà Solidale CSV Cosenza – proprio in questi giorni abbiamo assistito alla grande mobilitazione e alla bella testimonianza di tanti volontari per rispondere all’emergenza terremoto del centro Italia e ci chiediamo come sia possibile che avvengano episodi di questo tipo. Il volontariato che è un bene per tutti va protetto, non osteggiato. Quanto accaduto è veramente inspiegabile”.

All’ALT è giunta la solidarietà di tutto il mondo dell’associazionismo cosentino. L’associazione opera da quattro anni all’interno del reparto di radioterapia oncologica, l’unico rimasto aperto al Mariano Santo e al pronto soccorso dell’ospedale Annunziata di Cosenza offrendo vari servizi come l’accompagnamento dei pazienti e il supporto psicologico.

“Purtroppo non è la prima volta che subiamo furti di questo tipo. Probabilmente diamo fastidio a qualcuno. Siamo stati assenti tredici giorni e quando siamo tornati abbiamo trovato tutto vuoto – ha sottolineato Rende – ci siamo stancati di subire, ma non ci fermeremo mai. Anzi continueremo ad andare avanti a favore delle fasce più deboli, degli ultimi”.

L’associazione, intanto, ha denunciato il fatto ai carabinieri e sta avviando nuove attività per i prossimi mesi tra cui un corso di pilates e la pubblicazione di un libro con le storie dei pazienti.

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