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Si sposta al Castello il 3 °Meeting della Polizia Locale. “Terrorismo e sicurezza locale” il tema guida. Grande spazio alle scuole

polizia_municipale_vigili_urbaniCOSENZA – Si annuncia con una bella novità il Terzo Meeting della Polizia Locale – POL 2016 – che, il 13 e 14 ottobre, cambia location trasferendosi in una delle più belle cornici che la Città di Cosenza possa offrire ad un evento, il Castello normanno-svevo.

Attraverso questo format di successo, firmato dalla Beta Professional Consulting di Ottavio Chiappetta il quale annuncia che quest’anno il numero degli iscritti è raddoppiato rispetto alla scorsa edizione, non passa soltanto l’aggiornamento professionale degli operatori della polizia municipale. “L’evento – lo sottolinea l’assessore al marketing turistico Rosaria Succurro – veicola una immagine della città, promuove la conoscenza di Cosenza e delle sue bellezze presso una platea ampia, quella dei vigili provenienti da tante parti di Italia. Per questo e per la qualità dell’offerta formativa, l’Amministrazione comunale ha rinnovato la partnership”.

Cambia lo scenario, ma non la formula di POL, che ha uno dei suoi punti di forza nel coinvolgimento delle scuole; dalle primarie della prima edizione, passando attraverso le scuole medie, per arrivare quest’anno alla collaborazione con alcuni istituti superiori della città: il Liceo Scientifico Fermi, il Liceo Artistico e l’Istituto Superiore Da Vinci-Nitti. “I lavori realizzati dagli studenti di queste scuole – ci dice sempre Chiappetta – accompagneranno i partecipanti verso le sale formative; tra tutti, ad uno sarà destinata una borsa di studio di  1000 euro”. Il progetto POL School prevede poi, nella seconda giornata, un incontro tra studenti  e vigili, in collaborazione con ANVU, “Pensa alla vita guida con la testa”, oltre alla rinnovata presenza del Crash Test Simulation per provare,  guidati da un istruttore, quelli che potrebbero essere gli effetti di una guida non in sicurezza. Si ripete anche il Premio  POL che viene conferito ad agenti che si sono distinti per la loro attività.

L’edizione 2016 di POL individua quale tema portante, al centro del dibattito che inaugura la due giorni al Castello, “Terrorismo e sicurezza locale: quale lo scenario operativo”, problematica quanto mai attuale che viene affrontata da affermate competenze del settore.

C’è poi, nei vari incontri di questa full immersion formativa, tutta la fluidità normativa che in questo momento tocca il settore della Pubblica Amministrazione. E’ il Comandante della Polizia Municipale di Rende, Vincenzo Settino, a condurci per mano attraverso le tematiche oggetto degli incontri, che vanno dalla complessiva riforma della PA al nuovo codice degli appalti, dagli illeciti ambientali ai controlli in materia di commercio, fino alla gestione delle entrate e delle spese della polizia locale in funzione dell’armonizzazione contabile. “Non c’è attività che non ci riguardi – è il commento del vertice della Municipale rendese – noi siamo concretamente la prossimità dei problemi.” Settino evidenzia l’importanza dei laboratori professionali inseriti all’interno dell’evento, “nei quali – afferma – si dà il taglio tecnico, ci si confronta sulle conoscenze tecniche per uniformare il comportamento di fronte al problema”.

“Se il numero degli iscritti è raddoppiato, si deve all’intelligenza di chi ha elaborato il programma dove agli incontri corrispondono altrettante novità legislative” – commenta il Comandante della Polizia Municipale di Cosenza Gianpiero Scaramuzzo, tra i protagonisti del dibattito su “Terrorismo e sicurezza locale”, che con compiacimento guarda anche alla presenza dei comandanti delle polizie locali di diverse municipalità calabresi. Scaramuzzo si sofferma poi sulle scuole per riaffermare la necessità di collaborare con le istituzioni scolastiche. “E’ dalle scuole che bisogna partire anche con la formazione al rispetto delle regole e allo sviluppo di un rapporto corretto col vigile urbano. Intervenire su personalità adulte, già formate, significa inevitabilmente far prendere il sopravvento al ruolo repressivo del vigile”.

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