“Dignità per il centro storico”, il dibattito in Consiglio comunale di Cosenza · Cosenza Page CosenzaPage

Cosenza Page Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Cosenza, da Rende e dal cosentino, dalla Calabria.

“Dignità per il centro storico”, il dibattito in Consiglio comunale di Cosenza

Palazzo dei Bruzi - Comune CosenzaCOSENZA – Il Consiglio ha brevemente dibattuto sulle prime pratiche all’ordine del giorno, con interventi di Damiano Covelli, Gisberto Spadafora, Bianca Rende, Marco Ambrogio, ma l’attenzione principale è stata per il documento sul centro storico letto in aula da una rappresentante dei cittadini, di cui si dà conto nell’allegato.

Carlo Guccione (Pd):
Ha invitato alla collaborazione maggioranza-opposizione su un programma di interventi mirati da realizzare con l’ausilio delle risorse comunitarie attraverso un ruolo attivo della Regione.

“L’azione di riqualificazione urbana dell’ultimo decennio non ha interessato aree popolari e periferiche e in particolare il centro storico. Interi quartieri di edilizia residenziale pubblica mostrano criticità strutturali e in termini di spazi pubblici da fruire.Nel centro storico c’è un problema di sicurezza allarmante, sia per i cittadini che in termini di perdita di patrimonio storico ed artistico. E’ necessario un programma organico di interventi: servizi socio-assistenziali, educativi, culturali, integrativi per i migranti.

La strategia di sviluppo urbano sostenibile ci può venire in aiuto attraverso i fondi Pac e Fers della Regione Calabria, quale quadro di riferimento finanziario su cui coinvolgere altre istituzioni. Circa 35 milioni di euro sono previsti per l’asse urbano Cosenza-Rende. Le risorse ci sono e Agenda urbana può essere lo strumento per ripartire. Poi bisogna andare ad un riutilizzo degli immobili non occupati e alla loro riqualificazione, che rappresenta anche un’occasione per le imprese locali per misurarsi con la sperimentazione di nuove tecniche e nuovi materiali eco compatibili.

Il centro storico può diventare il distretto culturale della conoscenza. Nuove imprese possono trovare una nuova dislocazione. L’esempio del polo di cyber security rappresenta un esempio di buon utilizzo dei fondi comunitari.

Va fatta una scelta politica: i prossimi cinque anni si deve trovare il modo di avviare un percorso certo per messa in sicurezza e riqualificazione del centro storico. Le risorse che ci sono:

-Agenda urbana, 35 milioni per l’asse Cosenza-Rende, può essere l’inizio per la messa in sicurezza

-Legge Abruzzo: 124 milioni di euro destinatialla Calabria per la sicurezza da rischio sismico con oltre 30 milioni ancora disponibili. Il Comune si doti di un Ufficio che faccia assistenza tecnica per la presentazione di domande. Verificare gli edifici privati che abbisognano di questi interventi

– Economie sulla delibera Cipe 2012. Milioni di euro che possono andare ad implementare il fondo per la sicurezza rischio sismico

– Avviare possibilità che centro storico possa essere inserito nel Piano Juncher, con finanziamenti cospicui prolungato fino al 2018. L’Amministrazione comunale incontri la Commissione Affari regionali su questa questione. L’obiettivo del Piano è di creare lavoro, mettere in sicurezza il patrimonio storico. Siamo disponibili a lavorare in questa direzione. Per noi è Telesio, non Alarico il punto di partenza, però noi oggi con questo odg non facciamo solo una denuncia ma presentiamo una proposta affinchè attraverso anche il contributo dell’opposizione rimettiamo il centro storico al centro del lavoro dell’Amministrazione comunale.
Giuseppe D’Ippolito (Cosenza positiva):
Ha proposto uno strumento nuovo, il crowdfounding, raccolta fondi online dando ai cittadini la possibilità di scegliere come intervenire nel centro storico e finanziare l’opera scelta.

Ha infirmato che il sistema sta dando buoni risultati in molte città italiane (Napoli, Bologna). “Noi potremmo essere la prima città del sud a dotarci di uno strumento del genere che sarebbe anche una forma di democrazia partecipata. Chiedo un tempo breve per dotare il Comune di un sito istituzionale per la raccolta fondi di tutela di un bene comune”.
Enrico Morcavallo (Grande Cosenza):
“La situazione del centro storico è allarmante. Mentre in tutte le città i centri storici sono fiori all’occhiello, Cosenza è controcorrente rispetto all’Italia e all’Europa: noi facciamo crollare le case. Una prova palese sta nel fatto che oggi l’assessore al centro storico Sgarbi è assente, come nei precedenti Consigli comunali. Questo assessore come adempie al suo compito? Mai avevo visto assessori latenti. Invito Giunta ed assessore a badare di più ai problemi reali di questa città e non a luci e lustrini.”
Marco Ambrogio (Pd):
“La manifestazione dei cittadini è una grande prova di democrazia e maturità, la stessa che dobbiamo dare noi amministratori.

L’emergenza vera è quella di crisi identitaria e di persone che rasentano la fame. Non ci si può dividere su questi problemi. L’Amministrazione certamente coglierà le sollecitazioni di Guccione. Dobbiamo ripartire dal basso, è giusto che i cittadini siedano ad un tavolo con le istituzioni. Negli ultimi trent’anni la classe dirigente evidentemente non ha fatto le scelte giuste. Maggioranza e opposizioni stiamo insieme per il vero rilancio del centro storico, che dovrà fungere da traino anche dal punto di vista turistico e per candidare Cosenza a capitale della cultura italiana 2018. Oggi Cosenza non è attrattiva, sta a noi, alla politica, mettersi insieme e remare tutti verso la stessa parte”.
Gisberto Spadafora (Mario Occhiuto Sindaco):
“Evitiamo il populismo su una vicenda sulla quale tutti ci dobbiamo impegnare. Giusta la battaglia dei cittadini per uscire dall’isolamento, rendere il centro storico più sicuro e vivibile. Con il ruolo attivo della popolazione sono sicuro che stavolta ce la possiamo fare, con azioni che stimolino il commercio, che può essere il motore iniziale. Dobbiamo risolvere anche il problema dei rom, che non possono vivere in abitazioni a rischio crollo. L’impegno forte deve essere della Regione Calabria, che è l’unico Ente che ha a disposizione fondi congrui”.
Anna Fabiano (Partito socialista italiano):
“Di centro storico si parla molto, ma oggi finalmente su nostra iniziativa se ne parla nella sede giusta, il Consiglio. E’urgente intervenire. Innanzitutto per tutelare l’incolumità, quindi è necessario un distaccamento dei vigili urbani ed uno dei carabinieri, entrambi esistenti ai tempi del Sindaco Mancini.

Occorre poi mettere mano alle strutture abitative, promuovendo un censimento degli immobili abitati, delle scuole, degli edifici pubblici.

Il problema del centro storico è immenso, il Sindaco dimostri di mantenere le promesse. Tutti insieme affrontiamo il problema.

Istituiamo anche uno Sportello per il centro storico per dare informazioni sui finanziamenti per la sicurezza”.
Lino Di Nardo (Cosenza Positiva):
“Il documento degli abitanti del centro storico è apprezzabile perché riesce a focalizzare i problemi. Dal punto di vista politico, questi problemi sono la conseguenza di trent’anni di dissennata politica fatta da forze politiche che oggi vengono a riproporre l’asse Cosenza-Rende. Ma è stata proprio quella politica a determinare lo svuotamento del centro storico. “
Damiano Covelli (Pd):
“Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, ma oggi siano qui a parlare del centro storico per iniziativa della nostra parte politica.

Il problema è tentare di capire come l’Amministrazione può essere messa nelle condizioni migliori per mettere in sicurezza il centro storico e poi per recuperarlo.

Bisogna avere un’idea progettuale. Le casse comunali da sole non bastano. Vi abbiamo dato un suggerimento. Siamo qui per dare un contributo. Il Sindaco ha il dovere di fare la sua parte. Sediamoci attorno a un tavolo e vi indicheremo dove trovare le risorse necessarie. Ci convochi il Sindaco.

Ai problemi strutturali si è aggiunta l’emergenza sociale. I rom non sono andati via dopo lo sgombero dal fiume. Ce ne sono tantissimi nelle case pericolanti del centro storico. Investiamo il Corpo dei vigili urbani per fare una schedatura di chi realmente abita nel centro storico. Questo è a costo zero. Era stata offerta dall’Associazione Urban Center all’Amministrazione, che non ha accettato, la mappatura dei fabbricati.

Se il Sindaco parla solo di brand Alarico per portare i turisti a Cosenza, io sono preoccupato. E’ questa la priorità? Noi abbiamo una storia vera da presentare, Telesio, i fratelli Bandiera e tanto altro ancora. Puntiamo sulle cose vere, non su Alarico. L’asse città Cosenza-Rende: uniamo il vecchio e nuovo, le due realtà. Immaginate se questi due poli culturali venissero uniti velocemente con i trasporti, gli studenti verrebbero a stare qui oltre che ad Arcavacata. Se riuscissimo a creare con la metrovia il collegamento veloce, anche questo gioverebbe al nostro centro storico.”
Bianca Rende (Pd):
Anche Bianca Rende insiste sulla necessità di una mappatura degli edifici, “come già fatto con il Piano quadro di vent’anni addietro: aggiorniamolo incaricando esperti veri e indipendenti dalla politica che ci diano un quadro reale dell’emergenza. Non si può prescindere dalla conoscenza dell’esistente per bene operare.”

Propone, tra l’altro, l’apertura di un poliambulatorio, uno sportello orientamento, postazioni di vigili urbani, l’istituzione di un’isola ecologica.

“Ci sono molte risorse previste dall’Agenda urbana. Quel che manca è una volontà politica determinata a risolvere i problemi reali del centro storico.

Questa è la premessa di ogni dialogo, rispetto al quale c’è tutta la disponibilità per il reperimento delle risorse necessarie. Ma è indispensabile un Piano di intervento.”
Giovanni Cipparrone (Pse per Cosenza):
“Il consigliere Guccione si sveglia oggi e offre i finanziamenti, ma dimentica tutte le passeggiate inutili fatte in centro storico.

L’unico documento che mi sento di votare è quello dei cittadini, altri non ne voterò, sono solo chiacchiere.”

Rispondendo ad una osservazione della consigliera Rende, rivendica al Sindaco, tra l’altro, il merito di aver trovato alloggi stabili e regolari a una ventina di famiglie, requisendo stabili.”
Andrea Falbo (Mario Occhiuto Sindaco):
“Cipparrone ha descritto bene la situazione. L’elemento di novità è la mobilitazione dei cittadini, che noi come maggioranza accogliamo con grande favore. Due sono le questioni.

Da un lato c’è un’Amministrazione che da cinque anni realizza con fondi comunali opere visibili e concrete.

Dall’altra parte c’è una classe politica che ogni tanto si ricorda del problema e viene a fare enunciazioni. Più di un anno fa in questo Consiglio ci è stato richiesto dai parlamentari e consiglieri regionali del Pd di chiedere lo stato di emergenza del centro storico per portarlo a livello nazionale. Io spero che quanto oggi ha detto Guccione abbia un seguito reale. Il resto sono parole, enunciazioni fumose.”
Assessore Fedele Bisceglia:
Ricorda il problema della violenza alle donne e la manifestazione da lui stesso organizzata a Cosenza. Poi passa al tema, sottolineando innanzitutto la grande povertà che si registra a Cosenza

“Nel centro storico decine e decine di persone dell’est europeo vivono nel degrado assoluto. Urge un dormitorio per debellare questa situazione. Il Sindaco ha già impegnato a questo fine l’istituto Canossiane e l’ex scuola elementare di Portapiana, ma non sono sufficienti. Più in generale, va riconosciuto che il programma del Sindaco è rivolto soprattutto alle zone degradate.”

Infine, Fedele Bisceglia ha attirato l’attenzione sulle problematiche relative alle disabilità ed ha censurato lo spreco, da parte della Regione, di risorse che pure erano disponibili e non sono state utilizzate. “Mi batterò insieme all’amico Franco Corbelli con il quale spingeremo chi di dovere per il recupero del denaro da destinare a servizi per i diversamente abili. Spero che il Presidente della Regione accolga le mie richieste.”
SINDACO:
Ha esordito ricordando che da cinque anni la sua Amministrazione è impegnata sul centro storico. Ha salutato come fatto estremamente positivo la partecipazione attiva dei cittadini.

“Ringrazio i cittadini che hanno presentato questa richiesta, vogliamo un tavolo vivo, di partecipazione autentica.

Non siamo riusciti a risolvere i problemi in soli 5 anni. Ma abbiamo fatto molto, come ho già detto nella conferenza stampa di sabato scorso. Abbiamo ristrutturato immobili pubblici e riaperto luoghi e monumenti. Sul piano dell’emergenza sociale, questo Sindaco si è assunto la responsabilità di requisire immobili privati e destinarli ai bisognosi. Abbiamo così anche sanato situazioni di occupazioni abusive nel centro storico. E tanto altro.

Non abbiamo risolto tutto, vero. Ma la situazione oggi è sicuramente diversa rispetto a cinque anni fa.

Ora bisogna pensare alle case private che crollano oggi come vent’anni fa.

I disastri di oggi sono frutto delle scelte urbanistiche del passato. L’urbanistica contemporanea fa scelte politiche diverse.

Approvo senz’altro le richieste contenute nella lettera dei cittadini. In cinque anni, mi sono rivolto a tutti gli organi superiori per avere aiuto sul centro storico. Ho scritto a tutti, ho sottolineato l’importanza del fattore tempo per la sicurezza, auspicando meccanismi procedurali per reperire le risorse finanziarie necessarie.

Cosa possiamo fare? Le risorse cui faceva riferimento Guccione sono destinate ad investimenti, non a recuperi privati. E lui stesso ha riconosciuto che, pur avendo la Regione milioni di euro a disposizione, questi negli anni non sono stati spesi.

E infatti la Calabria è la penultima regione per spesa di fondi comunitari 2014/2020. Ci sarà un motivo perché siamo sempre ultimi.

Allora dico: questi soldi dateli a noi. Abbiamo già utilizzato 180 milioni di fondi strutturali. Siamo in grado di spendere le risorse a disposizione.

La Regione ci dia i fondi. Possiamo impegnarci –come già stiamo facendo- sugli edifici privati, facciamo le schedature, convegni e tutto quanto necessario. Ma facciamo anche gli interventi, anche sul privato. Le case vanno recuperate perché producano una rendita e ci sia sempre interesse a curarle.

Detto ciò, la visione di sviluppo del territorio deve essere molto più ampia.

Sgarbi non serve che stia a Cosenza, ha un’altra funzione che non andare a vedere i crolli o la povertà che vediamo già noi. Abbiamo bisogno di qualcuno che promuova la città, le attività culturali. Questo è l’obiettivo.

Noi vogliamo portare avanti, già entro Natale, demolizioni di case private a danno dei proprietari. Nello stesso tempo favorire contributi per quei proprietari che vogliono intervenire.

Poi i programmi di riqualificazione: contratti di quartiere, Museo Alarico, collegamento con ovovia da bocs art alla Villa, parcheggi per accessibilità, e così via.

Ci serve la collaborazione dei cittadini. Attraverso questo tavolo e anche al di fuoi i cittadini dovranno partecipare direttamente e darci una mano. Sì a una delegazione di polizia municipale nel centro storico, per dare maggiore senso di sicurezza ai cittadini; sì anche ai programmi di produzione culturale. Vi chiedo di credere in questa politica di promozione turistica della città. E’ importante per tutto il resto.

E attenzione a non spostare altre funzioni importanti come l’Ospedale dal centro storico, una scelta che sarebbe incomprensibile rispetto a quanto stiamo dibattendo anche rispetto alle politiche del passato che ci dicono che il centro storico non può essere svuotato di funzioni.

Non esistono città storiche della valenza di Cosenza. Sono convinto che riusciremo a fare molto.”


Sono seguite le operazioni di voto, dopo che Carlo Guccione aveva chiesto una integrazione del documento con alcune proposte da mettere al centro del tavolo interistituzionale di prossima costituzione. Il Consiglio ha invece ritenuto dover votare solo sul documento dei cittadini, che è stato appprovato all’unanimità.

Analogamente, dopo la sospensione di pochi minuti e la riunione dei capigruppo che hanno deciso per il rinvio, non ha trovato accoglienza analoga richiesta del consigliere Damiano Covelli.

Commenta

loading...