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Il Consiglio comunale approva il Conto consuntivo 2016 ed il regolamento per l’autotutela in materia tributaria

COSENZA – Il Consiglio comunale di Cosenza, presieduto da Pierluigi Caputo, ha approvato con 22 voti favorevoli e due contrari (Rende e Mauro) il Rendiconto della gestione relativo all’esercizio finanziario 2016 ed il Regolamento comunale per l’esercizio del potere di autotutela in materia tributaria.

Su richiesta del consigliere Davide Bruno, presidente della Commissione urbanistica, accolta favorevolmente dall’aula, è stato invece rinviato, per favorire maggiori approfondimenti in sede di commissione consiliare, il punto relativo alla modifica della convenzione allegata al Piano Unitario di Riqualificazione.

Torniamo al bilancio. Puntuale la relazione dell’assessore competente Luciano Vigna che, già in prima battuta, valuta il rendiconto 2016 “in linea con l’azione di risanamento che l’ente sta portando avanti, L’obiettivo finale è arrivare alla scadenza del 2022 con il completo risanamento dei debiti.” Afferma che “chiudiamo con un avanzo di 8 milioni di euro” e sottolinea la novità che “quest’anno si è approvato il bilancio di previsione prima del consuntivo”.

“Avevamo un obbligo di riduzione della spesa ed il dato 2016 evidenzia l’ampio raggiungimento del risultato, dal 2012 al 2016 si sono risparmiati svariati milioni di euro. Questo dato, rapportato al funzionamento della macchina amministrativa, ci fa concludere che l’efficienza dei servizi offerti può anche essere inversamente proporzionale alle risorse che si possiedono”.

L’assessore Vigna esprime inoltre grande fiducia nell’andamento relativo all’incasso dei crediti così come “relativamente alla cassa, l’ente oggi può ritenersi soddisfatto di aver chiuso in attivo, ha totalmente restituito l’anticipazione bancaria che aveva utilizzato nel corso dell’anno. È un fatto significativo perché i finanziamenti a breve termine rappresentavano una piaga importante. Teniamo anche conto – aggiunge – della riduzione dei tempi medi di pagamento, la percezione della capacità di un ente di avere i conti in equilibrio sta soprattutto nel riuscire a far fronte ai propri impegni”.

Un altro aspetto evidenziato da Luciano Vigna attiene alla riduzione del monte debitorio, “il miglioramento del trend di cassa – afferma – ha fatto sì che i pagamenti, il rapporto tra ciò che si impegna e si spende nell’anno è pari al 65%”. E poi sui residui passivi “il rendiconto evidenzia che abbiamo stralciato ulteriori crediti per 5 milioni circa che, aggiunti agli sforzi degli anni precedenti, ci porta ad uno stralcio totale di circa 140 milioni di euro”. Infine il capitolo collegio dei revisori. “L’insieme dei numeri come previsto dalla norma è stato oggetto di valutazione e analisi da parte del collegio dei revisori che approvano l’allegata relazione al rendiconto della gestione. Rispetto ad alcuni rilievi mossi, paragonati a quelli del passato, non possiamo che registrare netto miglioramento. Nei risultati della gestione si evidenzia l’aderenza delle scritture ai risultati di bilancio. E’ importante analizzare che l’elemento di verifica fondamentale del collegio è la congruità dei fondi. I revisori sottolineano la logica prudenziale adottata dall’ente e sanciscono il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica (il cosiddetto patto di stabilità). Gli stessi revisori raccomandano un aumento delle performance nel campo delle entrate e comunque evidenziano che nell’ambito degli obblighi di legge vi è un sostanziale rispetto della norma rispetto alla percentuale minima di copertura. Prendono atto come siano stati eliminati residui attivi per 5 milioni, oggi il totale dei crediti è di 3.279.000 euro che in raffronto ai 39 milioni del 2011, rappresentano uno sforzo importante. Le anomalie evidenziate si muovono intorno al mondo delle partecipate, che entrano nel cosiddetto bilancio armonizzato, è un obbligo per il quale gli enti locali non sono pronti tant’è che l’ANCI ha chiesto al Governo un rinvio al bilancio 2017 di questo adempimento”.

Solo due le voci che si fanno sentire dai banchi del Consiglio, quella di Bianca Rende (PD) per la minoranza e di Piercarlo Chiappetta (I Moderati) per la maggioranza.

“Non ci sono grandissimi ragionamenti di tipo politico da fare – esordisce Bianca Rende – ma bisogna leggere i dati e i rilievi effettuati dall’organo di revisione che è garanzia rispetto alla serietà dei conti. Mi spiace che i componenti del collegio dei revisori non abbiano accolto l’invito a partecipare alla seduta del Consiglio come previsto dallo Statuto e dalla legge, perché avremmo chiesto loro dei chiarimenti rispetto all’emissione di parere favorevole che essi stessi definiscono limitato, manca nella dichiarazione dei revisori la parte relativa alla contabilità economica, e non capisco come si possa dare parere favorevole ad un oggetto che manca di una parte”.

Il consigliere del PD pensa che i rilievi dei revisori non siano di poco conto e che bisognerebbe interrogarsi sulla tenuta dei conti comunali”. Secondo Bianca Rende, “la pagina più preoccupante è quella legata alle società partecipate. Siamo di fronte ad un’inadempienza grave da parte di chi dell’Amaco dovrebbe riferire all’ente partecipante la propria situazione contabile. I revisori attestano che al 12 aprile 2017 non è stata trasmessa da parte di Amaco nessuna nota asseverata se non un prospetto. La conclusione a cui i revisori arrivano è che, non avendo Amaco trasmesso il bilancio al 31/12 /2016, l’organo revisione non è in grado di verificare se vi siano perdite per le quali si richiedono interventi di accantonamento. Sempre i revisori reputano non attendibili i risultati del conto economico e quindi non sono in grado di attestarne la competenza e l’attendibilità. Non risulta appostato alcun fondo svalutazione crediti, e non risultano accantonati importi su fondi per rischi ed oneri. Rappresento – conclude – la necessità che i cittadini siano opportunamente informati sulla qualità della gestione del bilancio che non giustifica toni trionfalistici se poi conduce a relazioni di questo tipo”.

“Più cresce la sfiducia nei confronti dei rappresentanti nazionali, più cresce la fiducia nei confronti degli amministratori locali, in particolare per quelli di prossimità, cioè i sindaci”. Lo afferma Piercarlo Chiappetta (I Moderati) per il quale “i sindaci sono diventati depositari delle gioie e dei dolori che i cittadini vivono, catalizzatori delle istanze del territorio, i veri risolutori di tutti i mali soprattutto laddove, come nel caso di Cosenza, nasce un rapporto forte, gli amministrati vedono nell’amministratore chi si dedica con passione allo sviluppo del territorio. A Cosenza il rapporto tra Mario Occhiuto e i cittadini ha toccato l’apice nell’ultima consultazione, a consuntivo di 5 anni di amministrazione. Comprendo che l’opposizione debba criticare e apprezzo il lavoro che il consigliere Rende sta facendo in questi mesi ma devo ricordare che 6 anni fa abbiamo trovato una città difficile, nel 2011 Cosenza era una pattumiera, con i rifiuti che arrivavano al primo piano degli edifici. E voglio ricordare ricordare le cooperative, che sono state recuperate e alle quali abbiamo dato una dignità lavorativa”. Il rappresentante di maggioranza rimprovera alla collega Rende di voler “bonificare la città di Cosenza” mentre “meglio farebbe a bonificare la Regione Calabria”. “È importante tranquillizzare la città – questo il messaggio conclusivo di Piercarlo Chiappetta – io mi fido del lavoro dei revisori e dico ai cittadini di stare tranquilli, il consuntivo è in regola, è stato approvato dai revisori e lo sarà anche da parte nostra”.

Prima del voto, breve intervento del Sindaco Mario Occhiuto il quale ringrazia l’assessore Luciano Vigna, “lo ringrazio sempre convintamente – afferma – perché in questi anni ha dato la possibilità al Comune da noi amministrato di andare avanti nell’azione amministrativa. Sappiamo bene che nel 2011, a seguito delle criticità sul consuntivo 2010, la Corte dei Conti aveva dato avvio alla procedura di dissesto. L’azione di riequilibrio da noi proposta fu addirittura bocciata dalla Corte dei Conti regionale, facemmo ricorso e dopo alcune determinazioni prese abbiamo avuto l’apprezzamento della Corte dei Conti che ha poi approvato il nostro piano di riequilibrio che entro il 2022 dovrà sanare il Comune”. Il Sindaco ricorda i 140 milioni di residui attivi, la riorganizzazione degli uffici, il notevole miglioramento delle performance rispetto alla riscossione, la riduzione della pressione fiscale, “siamo un’Amministrazione – evidenzia Occhiuto – che mira a ridurre le tasse comunali a fronte di un drastico taglio dei trasferimenti statali, per le utenze idriche applichiamo tariffe molto più basse rispetto alle altre città, per la Tari parliamo di 228 euro di media, tra i più bassi di Italia, abbiamo ridotto l’aliquota IMU dal 10,6 al 10,4. E poi una serie di politiche di welfare e di vicinanza a persone svantaggiate, con l’aumento delle fasce di esenzione. Oggi il Comune – conclude – ha una situazione molto più tranquilla”.

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