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Nascite, matrimoni e morti registrate a partire dal 1809: la storia dei cosentini nell’archivio storico finalmente consultabile negli uffici demografici

COSENZA – In pochi sanno che prima del 1809 le nascite e le morti dei cittadini venivano registrate solo nelle parrocchie. Così come non è conosciuto il fatto che, a partire dal 1809, tutte le città annesse al Regno di Napoli avviarono la catalogazione sui registri dei Comuni, e Cosenza era tra questi, in largo anticipo rispetto al Settentrione della penisola (1860). Da un lungo e certosino lavoro del personale municipale del settore coordinato dalla dirigente Maria Molezzi, oggi è possibile accedere agli archivi anagrafici e di stato civile storici, finalmente sottratti alla polvere degli scaffali a cui avevano difficoltà di consultazione persino gli stessi impiegati. Si è così provveduto al loro riordino complessivo sin dal 1809, sistemando con criterio gli atti in cui si ritrovano tutti gli eventi principali riguardanti la vita dei cittadini di Cosenza: nascita, matrimonio, morte e l’eventuale partecipazione alla leva militare.

Sono volumi di indubbio valore che nel tempo, purtroppo, non avevano trovato la giusta collocazione, con scarsa possibilità di essere consultati da studiosi della materia, studenti o semplici cittadini che per le leggi sulla privacy possono comunque avere accesso a tutti quei registri che siano di almeno 70 anni fa.

Il sindaco Mario Occhiuto proprio nella giornata odierna ha effettuato un sopralluogo insieme al vice sindaco Jole Santelli negli spazi del complesso “I due fiumi” dove hanno sede i servizi demografici e dove appunto sono stati allocati i registri di stato civile relativi al periodo 1809-1929. La visita si è svolta dopo che la Giunta aveva approvato il regolamento per la consultazione degli atti storici che hanno ricevuto appunto una nuova e dignitosa collocazione.

I volumi in questione, catalogati in spazi che verranno inaugurati ufficialmente il prossimo 19 maggio, contengono al loro interno elementi significativi che storicizzano i vari periodi della società cosentina, come ad esempio i numeri sulla mortalità infantile, la partecipazione dei cosentini ed il loro sacrificio in occasione della guerra del 1915/1918, nonché la consistenza dei nuclei familiari, il censo, lo stato sociale eccetera.

Tale riorganizzazione dell’archivio storico ha costituito, tra l’altro, occasione di impulso all’analisi statistica dei fattori caratterizzanti negli anni la “cosentinità”.

Dal momento che si tratta di volumi molto datati e che, pertanto, vanno maneggiati con cura (da qui la necessità di un apposito regolamento), è previsto un progetto finalizzato alla digitalizzazione dei registri per una più agevole consultazione. All’interno dell’archivio storico sono depositati gli atti di stato civile della città di Cosenza e delle frazioni di Donnici e Sant’Ippolito, precisando che gli atti di stato civile della città di Cosenza e della frazione di Donnici risalgono al 1809, quelli di Sant’Ippolito, Torzano (oggi Borgo Partenope) al 1897.

Alcune curiosità: per l’anno 1844, il registro che contiene l’atto di morte dei fratelli Bandiera è custodito presso il Museo dei Brettii. Mentre per l’anno 1854, relativamente al territorio di Donnici, esistono ben tre registri di atti di morte a causa di un terribile terremoto che decimò la popolazione.

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