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Nasce l’Archivio Storico del Teatro Rendano. Viaggio nella storia del Teatro di Tradizione cosentino in una mostra allestita nella Sala Quintieri

COSENZA – Maria Carmela Ranieri, Marilena Gallo, Pierangela Pingitore. Sono musiciste e musicologhe le tre animatrici dell’archivio storico del Teatro Alfonso Rendano, realizzato, con pazienza e dedizione, in due anni di lavoro.

Alla vigilia del 108esimo compleanno del Teatro di Tradizione cosentino, l’archivio è stato presentato nella sala Quintieri, accompagnato da una mostra di documenti che testimoniano l’attività del teatro dalla sua ‘rinascita’, quel 1966 che lo restituì ai cosentini in tutto il suo splendore dopo i danni devastanti causati dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. “Un viaggio emozionale nella storia del teatro – così lo definisce il Vicesindaco, con delega alla cultura, Jole Santelli, che ha tenuto a battesimo il neonato archivio. “E’ importante re-innamorarsi di tutto ciò che ci appartiene – è il suo messaggio – che è patrimonio della città. Non c’è artista, che abbia calpestato questo nostro palcoscenico, che non ne parli con rinnovata emozione”. E con i medesimi sentimenti, il Vicesindaco Santelli lancia un appello – a quanti sono passati dal Rendano e magari custodiscono tra le cose personali un qualunque documento che ‘parla’ del teatro – a volerlo condividere per arricchire ulteriormente l’archivio. “Abbiamo un’ambizione più grande, – annuncia Jole Santelli – che è la realizzazione di un vero e proprio Museo del Rendano, che racconti in modo dinamico la storia di questo meraviglioso teatro”.

È un work in progress l’archivio del Rendano, “ad oggi – commenta il Direttore Artistico Lorenzo Parisi, che coordina il progetto – abbiamo catalogato oltre tremila documenti, mettendo ordine in ciò che si è fatto in questo teatro”. L’archivio è storico ma viaggia sui binari della contemporaneità, è infatti consultabile on line sulla piattaforma SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale) in virtù di una convenzione con la Biblioteca Nazionale di Cosenza. “Questa importante casella della memoria e dell’identità – aggiunge il dirigente alla cultura Gianpaolo Calabrese – è sì conservazione ma presuppone soprattutto una nuova e creativa fruizione che passa attraverso il digitale. Tutto sarà trasferito nel contenitore di ‘Cosenza Cultura’ attraverso il quale dovremo essere bravi a raccontare all’esterno la nostra realtà culturale ed a coinvolgere il tessuto sociale e di impresa nel nostro viaggio”.

La raccolta dell’archivio storico testimonia particolarmente e con grande dovizia di fonti quanto accaduto nel Rendano dal 1976, quando il teatro comunale ricevette il titolo di Teatro di Tradizione. “Fu l’anno della svolta – racconta il M° Parisi – la trasformazione da teatro che ospitava spettacoli a centro di produzione, da quel momento è la vita artistico-culturale della città a cambiare, poco tempo dopo nasce un’orchestra, l’associazionismo diventa un’attività fervida, la parte viva della città è fortemente stimolata ad avviare professioni ed esperienze”.

Nell’archivio biblioteca del Rendano Parisi vede più chiavi di lettura – storica, sociale, oltre che artistica in senso stretto. “Il lavoro non è finito, ci sono ancora tanti supporti video e fotografici da digitalizzare – ma l’archivio – afferma – è una realtà e, soprattutto, ora bisogna metterlo a sistema”.

E’ un bel regalo di compleanno per il Teatro Rendano e per la sua città che si appresta a festeggiarlo con il concerto dell’orchestra d’archi del teatro, lunedì 20 novembre alle 20.15, su iniziativa dell’associazione Quintieri, nella stessa sala in cui rimane allestita la mostra. Musica del presente per un emozionante tuffo nella storia.

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