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Da dicembre a marzo la nuova Stagione del Progetto More

COSENZA – Il More è realmente ‘qualcosa di più’, e non soltanto nell’anglicismo del titolo ma soprattutto nella sostanza di un progetto che in modo sempre diverso essplora il contemporaneo, partendo da una stagione che accoglie il meglio della scena teatrale, tra artisti under 35 ed esponenti di spicco.
More è anche teatro Morelli, il luogo che l’Amministrazione comunale – anche se il triennio di residenza artistica è terminato e non c’è all’orizzonte un bando che inviti a rinnovare l’esperienza – affida ancora una volta alla compagnia Scena Verticale, perché “è uno di quei progetti che – afferma il dirigente del settore cultura Giampaolo Calabrese – si possono prendere un po’ al buio” come dire, “quando ci si trova di fronte ad un’impresa teatrale seria, il rapporto pubblico- privato va favorito e diventa un’opportunità reciproca”.
Ed eccola la nuova stagione del More – ideata e diretta da Scena Verticale in partenariato con il Comune di Cosenza, il MiBACT e la Regione Calabria – presentata nella sala Montimurro del Morelli dai protagonisti, il direttore artistico Dario De Luca, il direttore organizzativo Settimio Pisano, per l’amministrazione comunale il già citato dirigente del settore cultura Giampaolo Calabrese.
Esordio di stagione il 6 dicembre, ed il mondo delle fiabe, filo conduttore del cartellone di eventi natalizi del Comune, è anche sul palcoscenico del More, rivisitato in chiave contemporanea da Fibre Parallele nel loro The Black’s Tales Tour: dalla semplicità del cartone disneyano alla drammaturgia delle fiabe con Licia Lanera che ci restituisce cinque fiabe classiche nella verità della loro versione autentica, priva di edulcorazioni.
L’evoluzione 2017/2018 del More c’è tutta nell’immagine che ne dà il direttore organizzativo Settimio Pisani, quei vasi comunicanti tra vocazione nazionale e vocazione territoriale, “qualcosa in più rispetto a quello che facciamo a Castrovillari,ì – ci dice – un bel festival che raccoglie spettacoli importanti ma che rientrano nella logica del circuito, oggi qui, domani in un altro festival. Il More, sebbene in continuità, aggiunge qualcosa in più”. Ha una marcia in più, diciamo noi, che, “al progetto più ampio di Cosenza Cultura, lanciato dall’Amministrazione comunale, da un sud sempre meno malinconico e da unacittà in cui accadono belle cose – ricorda Calabrese – affida la coesione tra tutti i soggetti del sistema cultura”.
Il More abbraccia il DAMS dell’UniCal per una vera occasione di formazione del pubblico, accompagnato nei linguaggi e nelle poetiche degli artisti coinvolti, per sperimentare nuove metodologie di partecipazione e di relazione con la comunità e il territorio. Dell’UniCal abbraccia anche il TAU, il suo teatro, anch’esso protagonista di un’offerta qualificata, sperimentando lo ‘scambio’ di pubblico grazie alla scontistica sui ticket d’ingresso.
Di questa nuova annualità del More, il direttore artistico Dario De Luca si sofferma sul progetto delle tre residenze teatrali. “Tre autori stranieri – spiega – lavoreranno insieme ad artisti calabresi per giungere, prima a delle mise en espace dei testi, nel mese di marzo, e poi al debutto degli spettacoli nella 19esima edizione di Primavera dei Teatri, a fine maggio”. Anche qui, la vocazione dei luoghi. Spazio di residenza e di creazione saranno i BoCS Art, “uno degli esperimenti artistici più importanti – afferma Dario De Luca – che Cosenza abbia prodotto”, “ai beni pubblici vanno dati dei contenuti – aggiunge Calabrese – ma dislocare nei luoghi pertinenti è fondamentale”. Il direttore artistico del More ci racconta poi la stagione, spettacolo dopo spettacolo, “praticamente quest’anno gli spettacoli candidati all’UBU sono programmati in città. È un momento molto bello per Cosenza. Dobbiamo essere bravi a non farci abbaglire solo dalle cose importanti, contemporaneo è stare nelle pieghe dell’ombra”.
Infine, anche quest’anno il More apre la sua finestra sulla musica, grazie alla collaborazione di Loredana Ciliberto, con una programmazione dedicata alla nuova scena contemporanea. Tre concerti: Leelo (Estonia), Fraulein Hona (Austria) e il singolare incontro tra l’americano Ian Fisher e la tedesca Ida Wenøe.

Il Programma degli Spettacoli

Inaugura la nuova stagione, il 6 dicembre, Fibre Parallele con The Black’s Tales Tour di e con Licia Lanera. Partendo da cinque fiabe classiche spogliate della loro parte edulcorata e presentate in tutta la verità della loro versione autentica, Licia Lanera firma una scrittura originale che racconta incubi notturni e storie di insonnia, per parlare di alcune donne, delle loro ossessioni, delle loro manie, delle loro paure.

Il 21 dicembre sulle tavole del Morelli arriva la compagnia Frosini/Timpano con Acqua di Colonia di Elvira Frosini e Daniele Timpano. Lo spettacolo, candidato quest’anno agli Ubu come migliore nuovo testo italiano, è una riflessione sulla storia, rimossa e negata, del colonialismo che dura 60 anni ma che nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista.

Il 26 e il 27 dicembre, in doppia replica, i padroni di casa, Scena Verticale, presentano per la prima volta a Cosenza, l’ultimo lavoro di Saverio La Ruina, Masculu e fìammina. Un uomo semplice parla con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale. Un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza.

L’anno nuovo del More inizia con la compagnia Punta Corsara che il 28 gennaio andrà in scena con Il cielo in una stanza. Dalla nota canzone interpretata da Mina nasce l’ispirazione per il nuovo brillante spettacolo scritto a quattro mani da Armando Pirozzi ed Emanuele Valenti. Il racconto comincia proprio da qui: il cielo, con il crollo, è entrato veramente nella stanza, che ora ‘non ha più pareti’. Una comunità di personaggi continua a vivere in questa architettura sbilenca, non riuscendo ad allontanarsi da quel che resta del palazzo.

Il 18 febbraio, al Teatro Cinema Italia, arriva Pueblo di Ascanio Celestini. Seconda tappa di una trilogia inaugurata a Romaeuropa Festival nel 2015 con il debutto dello spettacolo Laika, Pueblo è la nuova produzione dell’istrionico Celestini. Accompagnato dalle musiche originali composte da Gianluca Casadei, Celestini crea un nuovo ritratto dei margini della società e invita lo spettatore a identificarsi con i suoi protagonisti: personaggi che, al di là della loro particolare condizione sociale, come tutti noi, affrontano la propria condizione di esseri umani.

Il 24 febbraio sul palcoscenico del Morelli saliranno i Motus con uno degli spettacoli più acclamati in tutto il mondo, MDSLX. Uno “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni, candidata agli Ubu come migliore attrice performer, che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento concepito nel formato di un eccentrico Dj/Vj set. In MDLSX collidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie oscillando sulla confusione tra fiction e realtà.

Il primo marzo ritorna per il More Collettivo Cinetico con 10 miniballetti di e con Francesca Pennini. Un’antologia di danze in bilico tra geometria e turbinio dove correnti e bufere, ventilatori e droni, uccelli e grand-jeté diventano allegorie sul legame tra coreografia e danza. Un’indagine che rimbalza tra la ripetibilità del gesto e l’improvvisazione, tra la scrittura e l’interpretazione.

A chiudere la stagione la compagnia ACTI Teatri Indipendenti con lo spettacolo Piccola Società Disoccupata, diretto da Beppe Rosso. Tre attori di diversa generazione, interpretando vari ruoli, in un gioco cinico ed esilarante formano una “piccola società disoccupata” che riflette sul passato e sul futuro. Immersi dentro un mondo in cui tutto è mercato, un vortice di mutazione sociale ed antropologica sempre più veloce dominato da formule matematiche, statistiche e ricerche di mercato.

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