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Gdf sequestra 115,61 kg di cocaina purissima al porto di Gioia Tauro

Dopo un 2017 nel corso del quale nel porto gioiese, grazie ai controlli serrati della Guardia di Finanza e dell’Ufficio Antifrode di Gioia Tauro, sono state sequestrate circa due tonnellate di cocaina, stimato dal rapporto della Direzione centrale per i servizi antidroga (DCSA) come l’80,98% del totale dei sequestri a livello nazionale, per il 2018 si è prospettato uno scenario ben diverso.

Alcune analisi di recente pubblicazione, avvalorate da diverse operazioni concluse negli ultimi anni, sostengonoche sia verosimile ritenere che le locali “’ndrine”, divenute oramai referenti quasi uniche a livello Europeo dei narcos sudamericani, siano alla continua ricerca di altri porti con un volume di traffico rilevante e, allo stesso tempo, con dei controlli più tenui da parte delle forze dell’ordine: in particolare, i porti di Rotterdam e Anversa,rappresenterebbero oggi i maggiori hub utilizzati per il traffico di cocaina destinata al mercato europeo.

Lo stesso presidente della Commissione Antimafia, On. Nicola Morra, lo scorso 16 dicembre in riferimento ai risultati dell’operazione “European ‘ndrangheta connection”, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e che ha visto la contemporanea collaborazione delle Autorità di Olanda, Germania, Belgio e Sud America e culminata con 90 arresti, ha avvalorato questa tesi affermando che “la ‘ndrangheta ha delocalizzato l’arrivo di sostanze stupefacenti dal porto di Gioia Tauro verso i porti di Rotterdam e Anversa che vengono preferiti perché i loro sistemi di controllo sono più blandi”.

Ulteriore conferma a questa tesi, viene dai notevoli sequestri in ambito europeo effettuati nel corso del 2018, a Valencia (325 kg), Genova (300 kg), Barcellona (257 kg), Rotterdam (230 kg), Livorno (200 kg), Rijeka (100 kg) e, in particolare, ad Algeciras, dove il 25 aprile 2018, è stato messo a segno il più grande sequestro della storia spagnola: 8.740 chilogrammi di cocaina.

Nonostante tutto, lo sforzo investigativo della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore  Giovanni Bombardieri,  non è venuto mai meno ed i controlli posti in essere dai Finanzieri e dai funzionari delle Dogane, sono addirittura aumentati nel numero: dopo aver messo comunque a segno nel corso dell’anno 3 distinte operazioni antidroga che hanno consentito di sottoporre a sequestro oltre 100 kg di cocaina, a testimonianza del fatto che la ‘ndrangheta non sembra aver completamente abbandonato l’idea di utilizzare lo scalo Gioiese per l’importazione della polvere bianca, nei giorni scorsi è stato intercettato un nuovo ed imponente quantitativo di cocaina.

Nello specifico, all’interno di un contenitore che trasportava bobine di carta proveniente da San Antonio (Cile) e che, dopo aver effettuato uno scalo a Rodman (Panama), era diretto a Livorno, sono stati rinvenuti tre borsoni al cui interno erano stati stipati 100 panetti di cocaina, per un totale di 115,61 kg di sostanza stupefacente purissima.

I 100 panetti nelle mani dei criminali, tagliati anche fino a 4 volte prima di essere immessi sul mercato, ad un prezzo che oscilla dai 50 ai 100 euro al grammo, avrebbero fruttato ben 23 milioni di euro alle organizzazioni criminali di stampo ‘ndranghetistico’ che operano nel settore.

La sinergia tra Guardia di Finanza ed Agenzia delle Dogane, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, resta quindi costante, sempre tesa a contrastare un fenomeno che affligge purtroppo non solo le fasce di popolazione più giovani ma anche una platea molto più vasta, cui sono da imputare anche una serie di costi “sociali” che possono essere intesi come quelli sopportati dai cittadini e dalla collettività, direttamente ed indirettamente, derivanti dalle conseguenze dell’uso di droga e del mercato ad esso connesso.

 

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