Tuck & Patti chiudono al Morelli sabato 9 maggio “AlterAzioni Festival” · Cosenza Page CosenzaPage

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Tuck & Patti chiudono al Morelli sabato 9 maggio “AlterAzioni Festival”

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tuck_pattyCOSENZA – Chiusura col botto ad “Alterazioni Festival”, la rassegna di musica internazionale, diretta da Marco Verteramo, promossa da MK Live e Be-Alternative (due realtà molto collaudate nell’ambito dell’organizzazione di eventi musicali e culturali cosentini) e patrocinata dall’Assessorato al teatro, agli eventi e allo spettacolo guidato da Rosaria Succurro.

Sabato 9 maggio, alle ore 21,00, in programma al Teatro “Morelli”, l’ultimo appuntamento della rassegna, con il concerto dello storico duo statunitense “TUCK & PATTI”, ormai stabilmente opzionati ogni anno da festival internazionali come “Umbria Jazz”. Un’affermata coppia musicale da oltre trent’anni che porta in giro per il mondo un originale repertorio jazz, gospel, soul e new age per sola chitarra e voce. Tuck Andress, vero e proprio virtuoso delle sei corde, è uno dei chitarristi più originali ed eclettici emersi nel jazz negli anni ’80. Patti Cathcart, afroamericana di San Francisco, è una cantante di estrazione gospel e blues dalla voce potente, limpida e densa di feeling e musicalità.
Nei primi anni Ottanta San Francisco e la Bay Area sono stati la palestra per memorabili e in qualche caso epocali esperimenti nell’area del canto jazzistico. Una particolare risonanza la ebbero la fluida e brillante trama vocale-strumentale di Tuck & Patti, un duo dalla rara complementarità che ha rappresentato e continua a rappresentare, in una chiave insieme ariosa e minimalista, l’elegante eclettismo musicale della città nordcaliforniana. Tuck è un chitarrista radicato nel fertile terreno blues e country del Sud-Ovest (è originario di Tulsa, Oklahoma) che ha saputo però evolversi nel segno stilistico di Wes Montgomery, sino a giungere a una complessa dimensione armonico-ritmico-melodica: da solo, intrecciando linee di basso, accordi e controcanto, diventa un’intera, articolatissima sezione ritmica. Patti, creatura di San Mateo, nell’area del San Francisco, ha conosciuto esperienze formative tra rock’n’roll e Rhythm &Blues, in particolare alcuni mesi (gli ultimi di vita del grande bluesman) trascorsi con la band di T-Bone Walker.

Il suo contralto vibrante e umorale, ombreggiato ma screziato da liquide tonalità di testa (quasi-folk), sobrio e insieme accorato nel suo abbandono lirico, conserva tuttavia la sensuale e elettrica comunicativa e la tensione descrittiva del gospel delle sue radici – in una luce prevalentemente serena e solare – anche a confronto di materiale jazz e pop. Lungamente meditato (la totalità dei brani è stata sperimentata e affinata per anni sui palcoscenici di club e festival della California del Nord), l’album di esordio è uscito nel 1988, per la Wyndham Hill. “Tears Of Joy”, questo il titolo, testimonia della mirabile integrazione del duo: la loro è una dialettica contagiosa, studiata (anche se l’impressione è del dialogo che si sviluppa per osmosi, istintivamente) sin nei più minuti dettagli del bilanciamento sonoro, nella cangiante e ingegnosa trama ritmica. E illustra la peculiare visione spirituale e ottimistica di Tuck e Patti: una sorta di gioiosa contemplazione del bello terreno, una celebrazione dell’esistenza, un messaggio di amore e di armoniosa letizia che si apprezza nei brani di loro composizione, dalla struttura dinamica e dal colore e dal respiro di fondo gospelizzanti (“Everything’s Gonna Be Alright”, “Tears Of Joy”, l’assorto “Takes My Breath Away”) come pure nelle personalizzate versioni di standard jazzistici quali “My Romance” “I’ve Got Just About Everything” o lo swingante e luminoso “Better Than Anything”.
Love Warriors dell ’89 e Dream del ’91 (sempre per la Wyndham Hill), Learning How To Fly del ’95 (su Epic), Paradise Found del ’98 (di nuovo su Wyndham Hill, con svariati ospiti), hanno via via consolidato l’immagine del duo – attivissimo in patria e oltreoceano – e ampliato il ventaglio del repertorio, che ha toccato Jimi Hendrix e Jon Hendricks, Stevie Wonder, Joni Mitchell e Laura Nyro.
Formidabile l’evoluzione in Patti del senso percussivo della sua enunciazione e della sua improvvisazione scat, che in più occasioni mostra di sapersi eloquentemente integrare allo stesso sviluppo lirico dei brani che affronta.
Nella primavera del 2004 è uscito il CD “A GIFT OF LOVE” e nella primavera del 2006 il Primo “Live” DVD registrato a GRONINGEN,in Olanda, “LIVE IN HOLLAND” per la Universal. Uno dei loro ultimi cd è “I REMEBER YOU”, un tributo ad Ella Fitzgerald e Joe Pass.
A fare da apripista a “Tuck & Patti” sabato 9 maggio al “Morelli” sarà il duo cosentino “In the loop”, formato dalla voce di Marida Longo e dal basso elettrico di Marcello Politano. L’esperienza formativa di entrambi, di matrice prevalentemente afroamericana, dà vita ad un repertorio che è l’esatta fusione tra il blues-jazz di lei e il funk-rock di lui, con incursioni nel pop internazionale. Un progetto dalle molteplici sonorità che prende per mano lo spettatore e lo accompagna lungo un percorso in cui, attraverso il susseguirsi di atmosfere ritmiche, intrise di armonia e melodia, sperimenta nuove e suggestive dimensioni.

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