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Riconoscimento della Commissione Cultura a Mario Lo Gullo, autore del libro “Informazione e comunicazione commerciale in Calabria”

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cosenza_cultura_mario_lo_gulloCOSENZA – 40 anni nella trincea televisiva. Da quando l’emittenza locale emetteva i primi vagiti.
Prima la radio, poi le televisioni locali (non ce n’è una che non lo abbia annoverato nel proprio staff o tra i propri collaboratori), infine alcuni quotidiani.

Un’esperienza che pochi possono vantare e sbandierare con orgoglio e che lo ha visto partire come corrispondente da Sartano, il suo amatissimo paese, del “Giornale di Calabria” diretto da Piero Ardenti per poi approdare alla pubblicità e al marketing, curando in prima persona, anche da direttore di produzione, infinite campagne promozionali per tantissime aziende calabresi che a lui devono una buona fetta di notorietà ed altrettante manifestazioni di spettacolo, come le selezioni per Miss Italia, che lo hanno condotto a girare la Calabria in lungo e in largo, senza avvertire il peso degli enormi sacrifici affrontati.

Ora, buona parte della sua quarantennale attività Mario Lo Gullo l’ha racchiusa in un libro, “Informazione e comunicazione commerciale in Calabria”, pubblicato qualche mese fa da “Editoriale Progetto 2000” e che nel volgere di poco tempo ha riscosso successo e apprezzamento nel giro di presentazioni che, insieme all’editore Demetrio Guzzardi, Lo Gullo sta portando avanti nella provincia di Cosenza.

Del tutto fisiologico che il libro arrivasse fino alla Commissione Cultura del Comune di Cosenza che ha promosso nella Sala “Quintieri” del Teatro “Rendano” un incontro con Mario Lo Gullo, sia per tornare a parlare della sua pubblicazione, ma anche per riconoscerne i meriti della sua attività.

Molto partecipata la cerimonia di consegna del riconoscimento della Commissione Cultura, presieduta dal consigliere Claudio Nigro; segno che la proverbiale bonomia di Mario Lo Gullo è stata puntualmente ricambiata dai tanti estimatori ed amici che non hanno fatto mancare in Sala “Quintieri” il loro affetto.

Sulla targa consegnata dai componenti l’organismo consiliare campeggia l’incisione “A Mario Lo Gullo, il grande principe dei media” che la commissione ha preso a prestito dalla definizione di Fulvio Stoja, docente di lingue e letteratura straniera che ha curato la presentazione del volume. Ma un’espressione che calza a pennello e che sintetizza cosa ha rappresentato e continua a rappresentare Mario Lo Gullo per il composito universo massmediologico locale cosentino.

La relazione introduttiva dell’incontro del “Rendano” è stata svolta dal consigliere comunale Mimmo Frammartino che ha sottolineato come il volume di Lo Gullo rappresenti “un significativo diario di bordo, dal 1974 al 2014, ma anche un’antologia di nomi, innumerevoli storie, incontri e racconti . Il successo di questo libro – ha detto ancora Frammartino – risiede nel fatto che si legge tutto d’un fiato, costituendo un piacevole tuffo nel passato che rappresenta per molti l’occasione per riaccendere ricordi e rivivere un periodo della propria vita. Un libro che è un’autobiografia a 360 gradi, nella quale entrano centinaia di persone con le quali l’autore ha interagito e condiviso esperienze, nel bene e nel male, nella gioia e nella delusione”.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, anche il Vice presidente della Commissione Maria Lucente e il consigliere Francesco Perri. Anche loro, come il Presidente Nigro, hanno espresso apprezzamento all’indirizzo di Mario Lo Gullo.
Che nel suo libro, inizialmente un racconto in 71 puntate pubblicato su Facebook, e poi divenuto tale grazie alle insistenze dell’editore Guzzardi, sfoglia l’album dei ricordi, per niente ingialliti, annotando scrupolosamente incontri, nomi e dettagliate circostanze. A partire dal suo ingresso nel giornalismo, quasi dalla porta principale.

La scintilla scocca a 16 anni, nel 1972. Ricorda l’incontro con Piero Ardenti, direttore de “Il Giornale di Calabria”, nella sede di Piano Lago. Un incontro che lo proietta, quasi inconsapevolmente, a fare il corrispondente da Sartano. In questa veste Lo Gullo comincia a masticare i diversi generi : politica, sport, cronaca, quest’ultima materia prima per i corrispondenti. Nel ’76 la sua prima intervista: ad Iva Zanicchi, l’aquila di Ligonchio, dopo una festa in piazza. Poi fu il turno di Orietta Berti e Pupo, icone della musica popolare, e della lite con Maurizio Vandelli dell’Equipe ’84 che gli fece fare una figuraccia davanti a tante persone. Nel libro affiorano gli inizi a Radio Sartano, la radio del suo paese, che trasmetteva sui 99 in modulazione di frequenza. L’arrivo dell’antenna somigliò tanto allo sbarco di un’astronave con gli extraterrestri a bordo, proprio come quell’avvistamento, molto fantasioso, che Lo Gullo aveva raccontato sempre dalle pagine del “Giornale di Calabria”. Non mancano gli episodi divertenti come quando le frequenze di Radio Sartano entrarono a gamba tesa a disturbare quelle della Rai. Alla sera, quando l’azione di disturbo aumentava, i telespettatori della Rai, invece delle notizie del TG1, si ritrovavano ad ascoltare il programma radiofonico di dediche a richiesta trasmesso da Radio Sartano.

E fu sempre a Radio Sartano che prese ad occuparsi di marketing, un lavoro che oggi continua imperterrito, che gli ha procurato gioie e dolori, sicuramente tante soddisfazioni, e che non ha mai smesso di amare.

Nel libro, dedicato alla moglie Anna Chiodo, considerata il vero timone della sua vita, Mario Lo Gullo ricorda la solida amicizia con il leader di “Diritti civili” Franco Corbelli e di quell’uscita fuori strada con l’auto che li trasportava a caccia di notizie. Nel libro c’è ancora, ed è per questo che risulta prezioso anche come fonte di consultazione, la storia delle tv locali della città ed anche delle radio locali: dal pionierismo televisivo all’avvento del digitale terrestre: Cam Tele 3, Teleuno, Telecosenza, Radio Bruzia, il circuito Cinquestelle, Telespazio, Ten, Televiva, Metrosat. Un giornalismo televisivo d’antan, tutto artigianato e romanticismo.

E poi una serie di commossi ricordi che Mario chiama “carezze”, riservate ad alcune figure che hanno fatto la storia delle tv locali e che oggi non sono più tra noi: da Luciano Achito, editore e fondatore di Rete Alfa, a Roberto Cimadori, professore di Conservatorio con la passione del giornalismo e voce e volto di Teleuno, a Gigi Guarascio, infaticabile ed indimenticato motore della direzione marketing di Ten.

Tra le esperienze nal campo della pubblicità, accumulate da Mario Lo Gullo c’è stata anche quella alla SPE (Società Pubblicità Editoriale) di Milano, sede operativa di Messina. Lo Gullo fu responsabile della pubblicità e direttore di produzione di diverse televisioni. Nel periodo più difficile di Teleuno si catapultò persino in video a leggere il telegiornale.

Quanti ricordi, spesso a tavola: le abbondanti libagioni, a base di salsiccia e pancetta, consumate con l’indimenticabile “sparviero” Silvio Taranto. Anche questa una delle tante carezze distribuite nel libro. Roba da far venire i lucciconi agli occhi di chiunque! E Mario c’è riuscito, pienamente.

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