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Riconoscimento della Commissione Cultura al Prof. Michael Lettieri dell’Università di Toronto

riconoscimento_al_prof_lettieriCOSENZA – Il rovescio della medaglia, in termini positivi, di quella drammatica sofferenza alimentata dal distacco dalla propria terra che travolse intere famiglie di emigrati che negli anni ’50 e ’60 inseguivano il sogno americano, è rappresentato da storie come quella che tenacemente ha saputo scrivere Michael Lettieri, stimato e apprezzato docente dell’Università di Toronto, Mississauga, al quale la Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi, presieduta dal consigliere comunale Claudio Nigro, ha assegnato un riconoscimento, nella Sala “Quintieri” del Teatro “Rendano”.

L’iniziativa si è tenuta nell’ambito degli incontri della Commissione cultura con i conterranei illustri che hanno trovato successo e affermazioni nelle arti e nelle professioni all’estero, soprattutto in Canada e negli Stati Uniti.

Uomo di notevole spessore culturale e quotidianamente impegnato sul fronte della promozione e della diffusione della lingua italiana, Michael Lettieri- come ha spiegato il consigliere comunale Mimmo Frammartino che ne ha, con dovizia di particolari, ricostruito il profilo e l’attività accademica – è originario di Celico, ma ha abitato durante la sua infanzia a Cosenza.

Tranquilla la sua vita da bambino che giocava in piazza Ogaden, a pochi passi dall’Hotel Royal, che allora si chiamava Albergo Mondial e che aveva come concierge il padre di Michael.

Michele, come allora lo chiamavano tutti, non sapeva che di lì a poco la vita della sua famiglia sarebbe stata stravolta dalla decisione del padre di emigrare in Canada, a Toronto, per guadagnare qualche dollaro in più e dove il futuro appariva più certo.

Difficile il primo impatto oltreoceano e non solo per la diversità della lingua. In Italia stava frequentando la scuola media quando fu costretto ad interrompere gli studi. Appena arrivato in Canada, dovette ricominciare dalla quarta elementare, ma in breve tempo la sua intelligenza fu subito notata ed il salto alle medie fu questione di poco. Allora non aveva ancora compreso la decisione del padre, ma, con la maturità, tutto gli apparve più chiaro: il concierge del vecchio albergo Mondial di Cosenza era emigrato all’estero per garantire un futuro migliore ai suoi figli. Durante l’adolescenza Michael Lettieri alternò lo studio al lavoro. Fece di tutto: dalla consegna dei giornali porta a porta, al lavoro di operaio nell’azienda di latticini dove suo padre prestava servizio. Nel 1974 comincia il suo percorso universitario fino all’ingresso in una tra le più prestigiose università del mondo, quella di Toronto. Una carriera brillante la sua: professore di lingua italiana, autore di molti testi, tanti di grammatica, fino alla presidenza del dipartimento di scienze del linguaggio.

Con passione filologica Lettieri ha scritto saggi e monografie su Pietro l’Aretino, su Corneille e Vittorio Alfieri e ha contribuito anche a riesumare dalle biblioteche scrittori meno conosciuti come Antonio Liruti da Udine, autore di fine settecento, inizio ottocento.

Dal 2011 le sue responsabilità al campus di Mississauga sono notevolmente cresciute essendo Lettieri diventato Autorità morale dell’ateneo, quella autorità incaricata di valutare e di decidere delle azioni e dei comportamenti di qualunque membro dell’Università ( studente o docente che sia) che conta 80 mila studenti ed è la prima Università statale del mondo.

Michael Lettieri, che nel mondo culturale italiano, vanta ottimi rapporti con Umberto Eco e Dacia Maraini, è stato tra gli artefici del conferimento della laurea honoris causa dell’Università di Toronto a Roberto Benigni e alla moglie, l’attrice Nicoletta Braschi. Un frammento della cerimonia del 3 giugno scorso a Toronto, è stato proiettato durante l’incontro della sala “Quintieri” del “Rendano”.

Un altro breve filmato ha invece documentato la nomina di Lettieri a commendatore della Repubblica Italiana.
Per la Vice Presidente della Commissione cultura Maria Lucente “Lettieri è il simbolo di quegli italiani che non si sono accontentati, una volta che si sono separati dal paese d’origine, di integrarsi nella comunità di arrivo, ma che hanno fatto di tutto per imporsi, portando avanti uno stile di italianità che col tempo ha suscitato grande apprezzamento e divenendo protagonista di un percorso culturale che ha dato prestigio a lui e a tutti gli italiani”.

Quando prende a raccontarsi, Michael Lettieri fa trasparire tutto il suo garbo e la sua compostezza. E ricorda quando da bambino il preside della sua prima scuola in Canada gli insegnò a scrivere il suo nome. Michele non poteva più utilizzarlo perché in inglese è un nome femminile. Fu costretto ad optare per Michael. Poi la frequentazione di altri bambini italiani, nati da famiglie di emigrati, lo mise in contatto con quella sorta di esperanto che va sotto il nome di italiese. Non fa mistero quando dice che “il mio cuore è sempre in Calabria, anche perché – aggiunge – noi calabresi emigrati ci sentiamo sempre sospesi tra due realtà che per tanto tempo ci hanno in qualche modo attirato e forse anche respinto. Il Canada ci ha riconosciuto l’appartenenza senza respingerci, anzi, incoraggiandoci a fare sempre meglio”.

Della sua attività professionale la parentesi amministrativa in Università, da direttore di dipartimento, è quella che ricorda con maggiore soddisfazione, “nel mio dna avevo quello che altri non avevano e che solo il Meridione d’Italia può darci.

Non cambierei nulla di quegli anni sessanta che mi hanno permesso di essere la persona che sono – dice con grande consapevolezza. Qui abbiamo dei valori che dobbiamo far di tutto per conservare, che ci rendono unici e che ci arricchiscono, primo tra tutti la famiglia. Oggi ho visto rovesciato il luogo comune del “nemo propheta in patria”

L’accoglienza calorosa ricevuta, mi lusinga, mi onora e mi commuove. Questo è un riconoscimento speciale, perché, a differenza di tutti gli altri che ho ricevuto, proviene dalla mia gente e dalla mia terra”.

Tra i diversi interventi che si sono succeduti dal pubblico, quello più foriero di proposte è stato quello del giornalista Franco Bartucci, amico personale di Lettieri che, prima come addetto stampa dell’Università della Calabria e ora da Presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Unical” si è sempre battuto per una valorizzazione dei rapporti culturali tra le Università canadesi e l’Università della Calabria. Nella proposta di Bartucci c’è l’intenzione di incrementare ulteriormente questa collaborazione estendendola ad altre figure rappresentative, di origini calabresi e cosentine, come l’ex rettore dell’Università di Toronto e Presidente della Corte Suprema del Canada Frank Iacobucci, o Gabriel Niccoli docente all’Università di Waterloo fino ad accarezzare la possibilità di avere in Calabria il prof.David Johnston, governatore generale del Canada.

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