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L’arte contemporanea contamina la città. Prosegue l’esperienza creativa degli artisti ospiti della residenza “BoCs Art”

bocs_art_3COSENZA – La prima edizione della Residenza d’Artista BoCS Art sta trasformando la città in un luogo espositivo aperto, un contenitore di esperienze artistiche di alto profilo.

Gli spazi espositivi/studio creativi dislocati sul Lungofiume hanno aperto la città alla produzione artistica contemporanea e stanno favorendo con il territorio lo scambio delle competenze e la crescita culturale, in un clima di coworking.

Artisti che leggono il territorio e lo reinterpretano nella propria opera, artisti che compiono vere e proprie “incursioni” nella città e nel territorio per lasciare i segni del proprio passaggio, artisti che nello spazio del Box si isolano per creare ispirandosi al contesto, artisti che riscoprono l’identità della città e la restituiscono ai cittadini sotto forma di opera d’arte: è questo il progetto BoCS Art, un’esperienza che fonde arte, cultura e territorio attraverso l’opera di 30 artisti nazionali e internazionali, ciascuno con un personale linguaggio artistico ed una propria sperimentazione.

Nei prossimi giorni le opere prenderanno sempre più forma e sono previsti incontri con le gallerie, con gli artisti del luogo, con i critici, con i cittadini tutti nell’aspirazione a creare uno spazio unico di produzione artistica e scambio di generi e linguaggi.

Tra gli artisti che giorno dopo giorno materializzano il proprio pensiero in opera d’arte nello spazio del Box, Leonardo Petrucci e Danilo Bucchi, romani. La ricerca cosentina del primo si focalizza sulla reinterpretazione del planetario “Giovan Battista Amici”. Esteticamente l’opera si presenta come un ambiente che simula un sistema solare, la cui luce irradia vari corpi (solidi geometrici e pietre) come se ci trovassimo all’interno di un ambiente cosmico.

L’attività del secondo si configura come un dialogo tra musica elettronica, contesti urban, editoria creativa e linguaggio video. Bucchi si esprime attraverso il verbo transitivo della pittura, organismo polimaterico più che semplice codice formale, eterna archeologia in cui si sente la memoria del segno, la potenza del gesto, l’essenza del colore, la circolarità della figurazione.

Brevi presentazioni quotidiane che aspirano a stimolare i cittadini nella visita, in qualunque momento, dei Box e nel dialogo con gli artisti che da 8 giorni risiedono a Cosenza. Domenica scorsa Alessandro Bulgini ha nuovamente condotto la propria Opera Viva – titolo della sua personale ricerca artistica – nei vicoli del centro storico di Cosenza per riconfigurarne l’aspetto grazie al segno del proprio passaggio e della propria vitalità. Nel pomeriggio di mercoledi 15 luglio, lo stesso Bulgini agirà nuovamente in piazza dei Bruzi in una performance artistico-musicale.

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