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Tre nuovi artisti di fama internazionale per il Mab: Pomodoro, Modigliani, Raphaeel Mafai

cosenza_spirale_82COSENZA – Giò Pomodoro, Amedeo Modigliani, Antonietta Raphael Mafai: le opere di tre artisti italiani tra i più importanti a livello internazionale saranno presto inserite nel Mab, il Museo all’aperto Bilotti a Cosenza. Le nuove acquisizioni accresceranno in maniera prestigiosa la dotazione del Museo e della città.

Roberto Bilotti, figlio ed erede di Vincenzo Bilotti e nipote del defunto Carlo Bilotti, ideatori del Museo all’Aperto, ha nei giorni scorsi comunicato al Sindaco Occhiuto la disponibilità immediata, da parte delle rispettive Fondazioni che curano gli interessi dei defunti autori, a destinare gratuitamente al Comune le opere. E ieri la Giunta municipale, presieduta da Mario Occhiuto, ha autorizzato l’accettazione della donazione.

Le tre opere sono:
– una scultura di Giò Pomodoro, intitolata “Spirale 82” del 1982 in pietra di Trani, delle dimensioni di cm 1.020 x 197 x 125, dedicata a G. Leopardi, con incisi i versi tratti da “L’Infinito”, considerato uno degli esempi più caratterizzanti in scala monumentale di Pomodoro;
– una scultura di Amedeo Modigliani, intitolata “Testa di Cariatide” in bronzo, alt. m. 2,10;
– un’opera in bronzo di Antonietta Raphaeel Mafai, intitolata “Grande maternità (o Angoscia n. 2) del 1960”, delle dimensioni di cm. 124 x 58 x 48.

Si tratta di artisti le cui opere, presenti nei maggiori musei del mondo, hanno quotazioni altissime, anche nell’ordine di milioni di euro.

Il Comune avrà solo l’onere del rimborso dei costi di fusione, trasporto e installazione.

La Giunta ha anche stabilito che le sculture siano posizionate sul percorso del Mab, nel tratto di corso Mazzini che va da via Piave a Viale Trieste, dove non vi sono altre opere e che, comunque, risulta già chiusa al traffico.
Naturalmente bisognerà completare la sistemazione del tratto con un prolungamento della pavimentazione già presente sul resto dell’isola pedonale, in modo da renderlo adeguato ad ospitare le nuove espressioni artistiche in arrivo.

La Giunta ha perciò contestualmente approvato il progetto dei lavori complementari di costruzione del tratto di pavimentazione in questione, comprensivo dei basamenti per le nuove opere e delle necessarie opere di manutenzione dell’intera pavimentazione di corso Mazzini precedentemente realizzata, affidando l’appalto integrato, alle stesse condizioni economiche del contratto iniziale, al concessionario Bilotti Parking srl, che attualmente ha in corso i lavori di piazza Bilotti ed analoga pedonalizzazione nel tratto tra piazza Kennedy e piazza Bilotti, nonché la completa musealizzazione del percorso d’arte di corso Mazzini.

L’importo di spesa previsto è di circa 490.000,00 euro.

Di seguito alcune note fornite da Roberto Bilotti sulle nuove opere.
AMEDEO MODIGLIANI “Testa di cariatide”
bronzo cm 226,5 x75x85
proprietà già di Laure Modigliani Nechtshein figlia di Jeanne Modigliani figlia dell’artista.
oggi del “Modigliani Institut Archives Legales Paris-Rome”, in rapporti operativi con il Museo Bilotti di Villa Borghese – Roma. La dona al MAB il presidente Luciano Renzi (tel 373 7481074).
Esposta nel 2006 nel cortile del Borromini alla Sapienza alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli; fino al 2007 quando fu trasferita, e ad oggi ancora esposta, davanti l’ospedale San Camillo – Forlanini dove Modigliani fu ricoverato nel 1909, trasferimento concordato con il Ministro della Salute Livia Turco presente all’installazione.
L’opera è la fusione in bronzo di un modello in legno del 1910 oggi in museo australiano
“testa di cariatide” attinge dalla classicità greca, nostro periodo d’eccellenza, contaminata dalla purezza dell’arte africana di cui vi fu grande mostra a Parigi nel 1906 con avveniristici occhi opachi tipici nei volti di donna. In un periodo dove prevarica l’astrattismo Modigliani rimane legato alla grande cultura figurativa rinascimentale e in quest’opera è riconosciuta una delle più alte sintesi di classicismo e purezza.
“Il sindaco Mario Occhiuto -dice Roberto Bilotti- ha saputo cogliere e gestire con grande determinazione questa opportunità irripetibile per la nostra Città interloquendo anche direttamente con il presidente della Fondazione Modigliani che ha condiviso con entusiasmo il progetto e la valorizzazione del MAB consentendo di arricchirci, scientificamente e patrimonialmente, di un opera preziosissima che renderà Cosenza più nota nel mondo”.

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“Spirale ’82” di Giò Pomodoro
I fratelli Giò e Arnaldo Pomodoro sono tra gli scultori italiani più noti con opere nei principali musei. Due sfere sono divenute elementi iconici dei luoghi più significativi, una nel cortile del Bramante in Vaticano dove affacciano le stanze di Raffaello e si passa per la Cappella Sistina, l’altra davanti la Farnesina. il MAB si arricchisce di un altra eccellenza implementando il progetto originario del mecenate Carlo Bilotti, cioè di portare a Cosenza il repertorio più completo possibile dei massimi scultori moderni noti internazionalmente e creare una raccolta unica al mondo.
Nota di Bruto Pomodoro, figlio di Giò, su “Spirale ’82”.
“Trattasi del modello in scala 1:1 in pietra di Trani (cm 1020 x 197 x 125) da cui è stata ricavata l’omonima opera in bronzo per il vecchio aeroporto di Malpensa (foto allegata).
Quest’opera – ascrivibile al ciclo degli “Alberi” – è forse uno dei più caratterizzanti esempi, in scala monumentale, sui movimenti a spirale che sono stati (oltre alla sezione aurea e alla ricerca sul vuoto) fra i temi cardine della ricerca di mio padre.
L’opera è dedicata a Giacomo Leopardi, di cui sono scolpiti sulla parte più bassa alcuni versi tratti dal'”Infinito” (“…COSI’ TRA QUESTA/IMMENSITA’ S’ANNEGA IL PENSIER MIO:/ E IL NAUFRAGAR M’E’ DOLCE IN QUESTO MARE”).
Il peso dell’opera è stimato in kg 30.000.”

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“Grande Maternità” (o Angoscia) 1960 di Antonietta Raphaeel Mafai
cm 124x58x48

Bronzo da opera in pietra donazione al MAB della figlia dell’artista Giulia Mafai.
Venuta a Cosenza a visitare il MAB accompagnata dall’assessore Giulia Fresca è rimasta entusiasta della grande proiezione culturale attuata dal sindaco Occhiuto e i grandi lavori di valorizzazione del Mab che le ha fatto maturare la volontà di partecipare a questo grande progetto artistico.
Antonietta Mafai Raphaeel (1895-1975) è l’unica artista donna al MAB, caratterizzata da una concezione vigorosamente antiaccademica che riesce a trasferire nella materia delle sue sculture, pietra e bronzo, tenera e vibrante carnalità.
Celebri le sue opere nella sezione del Novecento alla Galleria Nazionale di Roma.
Mafai-Kounellis è stata una mostra di grande successo al Museo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese curata dalla stessa Giulia Mafai e Bruno Corà dove vari linguaggi artistici si sono fusi, un omaggio dell’Arte povera di Kounellis ai grandi insegnamenti di Mafai.
La convenzione stipulata tra il mecenate Carlo Bilotti e la Soprintendenza Capitolina per la collaborazione culturale tra Roma e Cosenza dà i suoi frutti. Roberto Bilotti ne continua l’impegno nel comitato scientifico del museo e con la delega del sindaco al Mab.

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