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Il Gala lirico ha aperto la 55ma stagione del Teatro “Rendano”. Il tenore Antonello Palombi sugli scudi

Cosenza: gala lirico - Palombi-KybalovaCOSENZA – Un gala lirico di grandi qualità che è risultato essere una sorta di summa del miglior repertorio sinfonico e belcantistico italiano.

Attinge a piene mani a Giuseppe Verdi, Ruggero Leoncavallo e Giacomo Puccini, il concerto di apertura della 55ma stagione lirico-sinfonica del Teatro “Rendano” , affiancando a pagine plurieseguite e molto note al pubblico, anche arie tratte da opere che nel teatro di tradizione cosentino o non sono state mai rappresentate, è il caso del “Macbeth” di Verdi, o mancavano dal cartellone dal 1971, come nel caso di “Otello”, sempre del compositore di Busseto.

E’ anche per questo che il direttore artistico del “Rendano” Lorenzo Parisi ha incluso nel gala di apertura di stagione un repertorio neanche troppo scontato affidandolo alle cure del giovane direttore d’orchestra triestino Carlo Goldstein, rodatissimo da un’esperienza internazionale non da poco che lo ha visto formarsi in contesti molto prestigiosi come il “Mozarteum” di Salisburgo. Goldstein ha preso per mano una compagine, quella che porta il nome del teatro cosentino, entrando subito in medias res ed in sintonia con gli orchestrali, senza alcuna difficoltà. L’Orchestra del “Rendano”, che rappresenta uno degli obiettivi su cui tanto l’Amministrazione comunale, con il Sindaco Occhiuto, quanto il direttore artistico Parisi, intendono investire energie e puntare con decisione anche per il futuro, ha messo in luce eccellenti qualità e potenzialità che potranno venir fuori ancora meglio una volta che
il travaso di esperienze tra i luoghi di formazione, come il Conservatorio, e quelli dove la musica professionalmente si produce, diverranno ancora più frequenti e durevoli.

Il significativo apporto dell’Orchestra del “Rendano”, favorito da una disposizione sul palcoscenico più acustica e a semicerchio, è emerso soprattutto nell’ouverture dal “Nabucco” con cui il gala è stato aperto e negli intermezzi da “Pagliacci” e dalla “Manon”, ma anche durante le fasi di accompagnamento delle due voci opzionate dal direttore artistico Parisi per questo avvio di stagione.

Il tenore spoletino Antonello Palombi ha confermato le attese. D’altra parte per un cantante che è di casa alla Scala di Milano, come al “Metropolitan di New York”, logico attendersi una grande prova. Il pubblico del “Rendano”, ad onor del vero più numeroso ieri di quanto non sia stato alla “prima” di venerdì, ma che certamente non farà mancare la sua presenza sia il 2 gennaio 2016 in occasione del Concerto di Capodanno, sia il 22 gennaio per la “prima” di Tosca di Giacomo Puccini, ha molto apprezzato con insistiti battimani e chiamate al proscenio. E Palombi è salito sugli scudi, non solo per le sue grandi qualità vocali, ma anche per una presenza scenica che ne ha sottolineato le entrate e che si avvicina a quel modello di attore-cantante da lui teorizzato anche nelle interviste della vigilia. Un condensato che è venuto fuori in tutta la sua evidenza nella celeberrima “Vesti la giubba” da “Pagliacci” di Leoncavallo, ma anche nella romanza intonata dal personaggio di Des Grieux, “Donna non vidi mai”, dalla Manon di Puccini. Non è stata a disagio al suo fianco il soprano di origini ceco-bulgare Stefanna Kybalova, ex enfant prodige che, da cinque anni stabilmente in Italia, studia sodo per ascendere a livelli ancora più alti, complice la sua mentore Fiorella Pediconi.

Se un certo impercettibile divario con Palombi si è potuto cogliere nei duetti, molto a suo agio è parsa la Kybalova con le due arie tratte dal IV atto dell’Otello: la “Canzone del Salice” e l’Ave Maria, debuttate proprio al “Rendano”. La cantante bulgara, ma ormai naturalizzata italiana, non può che avere, considerata la sua giovane età, molti margini di miglioramento.

Alla fine il pubblico del “Rendano”, presenti, tra gli altri, il Sindaco Mario Occhiuto, il Presidente del Consiglio comunale Luca Morrone e l’Assessore Loredana Pastore, ha mostrato di gradire e non si è fatto trovare impreparato nelle richieste di bis, puntualmente accolte dal cast. Prima dall’Orchestra, con il ballabile del II atto dell’Aida di Giuseppe Verdi e poi, ancora con protagonisti Palombi e Kybalova, con il duetto “O soave fanciulla” dalla “Bohème” di Giacomo Puccini.

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