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Rende, un piccolo viaggio dedicato a Corrado Alvaro. Il dovere di non dimenticarlo…

RENDE (COSENZA) – Nella splendida cornice del Museo del Presente, si è svolto ieri sera un interessante incontro organizzato dalle associazioni culturali Koinòs e l’Aquilone (rispettivamente guidate da Franco Sergio e Renè Puntillo), in partnership con la Fondazione Corrado Alvaro, col patrocinio della Regione Calabria e in collaborazione col Comune di Rende, incentrato sulla figura di Corrado Alvaro.

Scrittore, giornalista, poeta e sceneggiatore, Alvaro collaborò al periodico Il mondo di G. Amendola e fondò il Sindacato nazionale scrittori. Scrisse romanzi (Vent’anni, L’età breve), ma fu soprattutto nella forma del racconto (Gente in Aspromonte) che trovarono l’espressione più appropriata le caratteristiche della sua scrittura, fatta di profonde e sofferte antinomie.

“Un piccolo viaggio dedicato allo scrittore calabrese Corrado Alvaro, troppo spesso dimenticato interprete del ‘900. Accingerci ad affrontare Alvaro è come seguire la corrente di un fiume che sfocia a delta con mille rivoli. Un fiume che comunque nel suo corso principale segue un tracciato già noto, quello della narrativa meridionale che offre affreschi, immagini, codici da secoli consolidati e che in certi narratori evocano nostalgia o che come accade per Alvaro che va innestandosi su questo fiume, suscitano altre tematiche”. Così ha introdotto i lavori la giornalista Luisa Loredana Vercillo che ha moderato il convegno.

Dopo i saluti dell’assessora alla Cultura del Comune di Rende, Marta Petrusewicz (assente il sindaco Marcello Manna per improvvisi impegni istituzionali), hanno portato il loro breve messaggio i rispettivi presidenti delle associazioni promotrici Franco Sergio e Renè Puntillo.

Ha quindi preso la parola Fortunato Nocera, segretario emerito della Fondazione Nazionale Corrado Alvaro di cui è stato direttore, il quale con un interessante excursus storico ha messo in risalto i momenti salienti della vita di Corrado Alvaro, fin dalla sua infanzia in quel di San Luca.

Roberto De Napoli, programmista – regista RAI fino al 2013, ha proposto ad un uditorio molto attento ed entusiasta, il ruolo della radio, secondo Alvaro, alla nascita delle metropoli e all’inquietudine della società e dell’uomo.

Nel corso del suo intervento ha riproposto un audio contenente la voce di Corrado Alvaro, risalente al 3 ottobre 1955. Un momento davvero emozionante per gli appassionati e studiosi di Alvaro.

Non poteva mancare l’ascolto di alcuni brani. A prestare la voce Luigi Di Chiara che ne ha letto alcuni scelti da Calabria, estratto di “Itinerario Italiano” del 1933 pubblicato da Bompiani, una raccolta di prose e memorie sul viaggio che lo scrittore intraprende per l’Italia.

Il docente dell’Unical, Antonio Costabile, da parte sua, ha approfondito la conoscenza dei fenomeni e delle dinamiche proprie della famiglia contemporanea, sulla scia delle riflessioni suggerite dalle opere di Corrado Alvaro.

Lorella Anna Giuliani, Dottore di ricerca, Dip. Studi Umanistici, Unical, ha sviluppato la sua relazione avente come obiettivo quello di  “Sistemare Alvaro nella storia”. Un contributo che ha inteso ricostruire i tasselli di un libro che non c’è, il progetto mai realizzato di una raccolta degli scritti politici sul destino e la destinazione dell’Italia e del Sud che Alvaro scrive e pubblica in ordine sparso tra il 1943 e il primo decennio di vita democratica.

Questi incontri offrono certamente un contributo importante ai fini della divulgazione, specie se incuriosiscono a tal punto da spingere ad approfondire sui testi.

Restiamo comunque dell’idea che manca nei giovani calabresi oggi la consapevolezza di un tesoro letterario che ha lasciato un segno nella prima metà del novecento.

Dovere degli studiosi di Alvaro è certamente quello di portare la sua scrittura nelle scuole e impegnarsi affinché venga inserito nei programmi scolastici. Dovere che deve esplicarsi anche nel coinvolgimento dei ragazzi in iniziative di questo tipo.

Candida Maione

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