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Vice sindaco di Acquaformosa denuncia Maroni

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giovanni_manoccio_acquaformosa_csACQUAFORMOSA (CS) – Il vice sindaco di Acquaformosa con delega all’accoglienza, Giovanni Manoccio, ha dato mandato ad un pool di avvocati di denunciare il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, per istigazione all’odio razziale e abuso di potere.

La denuncia riguarda le frasi di Maroni sui migranti. “Le frasi rivolte ai Sindaci ed ai Prefetti – afferma Manoccio – sono una chiara minaccia a Pubblici Ufficiali per costringerli a compiere atti contrari ai propri doveri o omettere atti di ufficio”.

Da anni ad Acquaformosa, comune del cosentino, sono state attivate politiche di accoglienza e di integrazioni dei migranti. In passato l’attuale vice sindaco Giovanni Manoccio ha ricoperto l’incarico di primo cittadino promuovendo progetti ed idee in favore dei migranti. “Ho dato mandato ad un pool di avvocati – aggiunge Manoccio – per approfondire le dichiarazioni rese dal Presidente della Regione Lombardia per accertare se si ravvisano gli estremi per una denuncia, sia civile che penale, per istigazione all’odio razziale e per abuso di potere. Qualora il signor Maroni dovesse attuare quanto annunciato pubblicamente, saremo in presenza di veri e propri atti discriminatori, creando per i trasferimenti regionali ai Comuni distinzioni basate soltanto sulle convinzioni politiche dei sindaci. Sostenendo quindi l’attività amministrativa su preferenze e differenze basate sull’origine nazionale ed etnica, da censurare al livello giudiziario, amministrativo e civile”. “Peraltro, essendo la materia dell’accoglienza – prosegue – riservata esclusivamente allo Stato, secondo la nostra Costituzione, gli atti eventualmente posti in essere da Maroni e aventi effetti indiretti su tale settore, potrebbero configurare ipotesi di abuso d’ufficio. Infine non è da sottovalutare la condotta sotto l’aspetto, forse ancor più grave, dell’incitamento all’odio razziale, visto che nelle esternazioni di Maroni, erroneamente o volutamente, si confondono i termini clandestini, immigrati e rifugiati, strumentalizzandoli politicamente e accumunandoli tutti in modo dispregiativo, alimentando cosi i sentimenti di intolleranza e di odio nella opinione pubblica”. “Tra l’altro, se non ricordo male – conclude Manoccio – il Presidente Maroni ha già subito una condanna penale negli anni scorsi per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale”. (ANSA)

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