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Il mio servizio civile. Roberta, volontaria AVIS, si racconta

roberta_volontaria_servizio_civileACRI (COSENZA) – Non vi è che un modo per essere felici: vivere per gli altri. In questa citazione dello scrittore russo Lev Tolstoj, Roberta De Vincenti, 29 anni, racchiude la sua esperienza di servizio civile presso l’AVIS – Associazione Volontari Italiani Sangue di Acri.

Roberta, laureata in Scienze dell’Educazione all’Università della Calabria, ha appena concluso il suo percorso formativo nell’associazione e racconta di come i 12 mesi di servizio civile le abbiano cambiato la vita.

“È stato un anno pieno di emozioni, di fatiche e soddisfazioni, ho mostrato a me stessa che con l’impegno e la passione è possibile realizzare grandi cose, ho dato il meglio di me e tirato fuori il meglio degli altri”.

Roberta è orgogliosa di aver offerto il suo contributo all’associazione e snocciola i numeri di tutte le attività svolte nel territorio acrese. “In un anno abbiamo raccolto 662 sacche di sangue, di cui 484 dall’inizio del 2016, abbiamo organizzato 54 giornate di donazione con la presenza dell’autoemoteca, abbiamo incontrato le scuole superiori coinvolgendo ben 30 ragazzi che poi sono diventati soci donatori ed abbiamo effettuato, con il Camper della Salute, 140 esami MOC per la prevenzione dell’osteoporosi”.

Ora si trova fuori regione per cercare lavoro. Una sorte che, purtroppo, tocca a tanti giovani che al Sud, in modo particolare in Calabria, non riescono a spendere le proprie competenze. “Il servizio civile – spiega Roberta – ha contribuito a migliorare l’organizzazione del mio lavoro, mi ha aiutato nelle relazioni con le persone e in ambito comunicativo e, grazie alla formazione effettuata dall’AVIS regionale, ho acquisito abilità che mi torneranno sicuramente utili nel mondo del lavoro”.

Roberta ringrazia il presidente dell’AVIS di Acri, Mario Benvenuto e tutti i volontari, amici e familiari che l’hanno sostenuta in questo percorso.  Il testimone ora passa ad Assunta Esposito, la nuova volontaria di servizio civile. “Le auguro di svolgere un buon lavoro e di godersi appieno tutte le emozioni che questa esperienza ha da offrirle”.

Le chiediamo, infine, cosa le è rimasto veramente nel cuore al termine di questa avventura. Risponde: il donatore.“Grazie donatore, sono fiera di averti incontrato, ti considero un fratello di sangue, con un piccolo gesto salviamo vite, dedicare un po’ del proprio tempo al servizio degli altri non può che essere qualcosa di straordinario, diamo speranza, dignità e nuovi inizi. Con te ho condiviso la gioia più grande”.

FONTE: csvcosenza

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