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Il Comune espone i primi dati su due progetti innovativi. Occhiuto: “Siamo ai livelli dell’Emilia Romagna”

palazzo-dei-bruzi_comune_cosenzaCOSENZA – Grande attenzione ai servizi sociali nonostante i tagli dello Stato. Cambia la società, cambiano le problematiche che la riguardano, e di conseguenza anche il settore Welfare ha necessità di adeguarsi all’erogazione di servizi mirati che vengono richiesti dalle famiglie.

Si inseriscono in questo quadro i due progetti innovativi già avviati dal Comune di Cosenza (capofila dei 17 Comuni del Distretto socio-sanitario N.1), e di cui questa mattina sono stati esposti i primissimi dati in una conferenza stampa che si è svolta nel palazzo della Provincia alla presenza del sindaco Mario Occhiuto. Priorità dell’Esecutivo municipale, infatti, è proprio l’ottimizzazione degli aiuti alle persone in difficoltà nonostante i tempi di spending review.

La città di Cosenza, in questo, non è seconda neppure ai Comuni dell’Emilia Romagna, notoriamente un’eccellenza quando si tratta di servizi sociali.

I progetti in questione.

Il PAC, Piano di Azione per la Coesione, è uno strumento di riprogrammazione strategica e di innovazione di metodo a cui il Ministero per lo Sviluppo e la Coesione ha fatto ricorso nel 2012 per dare risposta agli impegni assunti dal Governo italiano in sede di vertice europeo del 2011 al fine di recuperare i ritardi accumulati nell’uso dei fondi strutturali 2007-2013. E’, in pratica, il primo riparto anziani, un progetto che riutilizza appunto il mancato uso dei fondi nel settennato europeo 2007-2013 per un ammontare di 1 milione e 200mila euro.

“Il Comune di Cosenza – ha esordito la dirigente del settore Welfare, Giuliana Misasi – ha il merito, insieme al distretto sanitario ambito di Cosenza, di essere riuscito a realizzare qualcosa di importante, e non era semplice. Quando si parla di assistenza agli anziani parliamo delle famiglie, cioè di mantenere gli anziani in difficoltà perlopiù nelle loro case e con i loro cari per evitare degenerazioni”.

Il PAC si divide in due fasce, “in adi”, ovvero in assistenza domiciliare integrata con personale specializzato di cui si occupa la cooperativa Don Bosco. E non “in adi”, che è la parte del progetto affidata invece alla cooperativa Adiss.

I dati del PAC: La fascia non in adi è partita il primo giugno con l’assistenza in tutto il distretto, al momento, a 250 utenti. Sono utilizzati 58 operatori. Da qui alla fine del progetto sono state programmate 37.556 ore di assistenza.

La fascia NON in adi è partita lo scorso primo luglio con 12 operatori per 50 assistiti. Sono previste 20.056 ore di assistenza da qui alla fine del progetto.

Progetto Home Care Premium 2014: Si tratta di un progetto sperimentale e innovativo, rivolto alla disabilità. Attivato dall’Inps ex Inpdap, il Comune di Cosenza ha aderito come Comune capofila del distretto sottoscrivendo con l’Inps un accordo di programma. È un premio per la cura della persona: anche qui, si dà modo ai meno fortunati di vivere al meglio l’ambiente familiare. Il Comune di Cosenza prende in carico continuativo i soggetti che hanno fatto richiesta all’Istituto nazionale della previdenza sociale. L’innovazione sta nel redarre un piano personalizzato proprio insieme alle famiglie. Gli utenti – ha spiegato Giuliana Misasi nel corso della conferenza – vengono così monitorati per l’intero periodo del progetto. Si instaura un contatto diretto fra l’ente pubblico e le famiglie attraverso una porta sociale a cui le famiglie potranno fare riferimento per tutta la durata del percorso di assistenza. Enti pubblici, famiglie e terzo settore, dunque: è una rete di progetto molto articolata. E siccome le famiglie hanno anche bisogno di assistenza amministrativa, attraverso un avviso pubblico sono stati individuati CAF, sindacati e patronati presenti nell’elenco degli accreditati e pubblicato sul portale del Comune di Cosenza (www.comune.cosenza.it).

Un po’ di numeri: gli utenti che hanno fatto richiesta di questo tipo di servizio ammontano a 94 e si prevede che dal prossimo primo agosto si riuscirà in breve tempo ad accogliere la totalità delle domande.

Il sindaco Mario Occhiuto, davanti ai giornalisti e ai sindaci del distretto sanitario presenti nel salone degli Stemmi (al tavolo dei relatori anche l’ex assessore al Welfare Alessandra De Rosa con la quale aveva preso avvio il PAC), ha voluto rimarcare il risultato di questi progetti quale ulteriore primato per la città: “Su questi temi – ha detto Occhiuto – il Comune di Cosenza è un Comune di avanguardia, in Italia fra i pochi ad offrire questi servizi. Al pari dei Comuni dell’Emilia Romagna. Abbiamo ottimizzato le erogazioni dei servizi. Da un punto di vista dell’attenzione a certe problematiche, anche con problemi nei fondi di bilancio a seguito dei tagli dello Stato, siamo riusciti a mantenere attivi prodotti nati da una progettualità. E abbiamo retto nel campo del sociale immaginando dei percorsi con una precisa idea programmatica. Il risultato, oggi, sono questi due piani per i quali abbiamo ottenuto un finanziamento. Sono servizi alle persone e alle famiglie, e dunque fra le attività più importanti che un Comune possa sperimentare”. Il Sindaco ha poi ampliato il discorso sulle attività ad ampio raggio di azione sociale che sono state attuate. “A Cosenza avevamo una problematica estesa sulla casa – ha aggiunto – per cui abbiamo stilato una graduatoria con dei requisiti ben precisi e criteri oggettivi nelle assegnazioni. Adesso non abbiamo più quotidianamente quell’assalto pressante che abbiamo trovato quando ci siamo insediati. Si seguono dei criteri precisi e l’accesso in graduatoria segue solo la priorità nella scala dei diritti. Garantiamo l’assistenza domiciliare per il trasporto degli anziani e, inoltre, siamo fieri di avere risolto la problematica del campo rom sul fiume Crati portando via le persone da quel luogo ad alto rischio geologico e senza igiene. Infine – ha concluso il Sindaco – abbiamo ricevuto l’attestazione da parte dell’Associazione nazionale dei ciechi e degli ipovedenti perché Cosenza, grazie ai tanti chilometri di percorsi tattili che abbiamo realizzato, è la città più accessibile ai non vedenti”.

Da par suo, Giuliana Misasi ha voluto ringraziare la dirigente che l’ha preceduta al settore Welfare e che ha fatto partire i sopracitati progetti, Filomena Redavide, come pure gli altri collaboratori.

Antonio Perri, direttore del distretto sanitario ambito di Cosenza, ha parlato di una Cosenza fiore all’occhiello nel settore dei servizi sociali: “E’ bello poter esporre qualcosa che si è già fatto e non qualcosa che si farà – ha affermato – Sono stati realizzati due progetti importanti perché la realtà cambia e noi di questo dobbiamo farci carico. E’ un percorso di civiltà perché il problema degli anziani sarà sempre più pressante. Si tratta di una realtà su cui dobbiamo tenere alta l’attenzione – ha precisato – visto che dobbiamo pensare che fra vent’anni una notevolissima percentuale della popolazione sarà costituita da over sessantacinquenni”.
Certamente, occorre migliorare alcuni aspetti. Ad esempio i PUA (Punti unici di accesso). In tale direzione, il sindaco Mario Occhiuto ha annunciato che si farà promotore presso la Regione Calabria per assicurare la risoluzione di queste necessità. Ma la conferenza stampa di questa mattina è servita anche a sollecitare il salto di qualità con l’invito agli operatori a quell’impegno sempre in crescita e ad una maggiore formazione.
Il Comune di Cosenza procederà a condurre delle verifiche a campione sulla qualità del servizio come nella qualità del rapporto che gli operatori riescono ad instaurare con le famiglie.

Il prossimo appuntamento è stato fissato per ottobre-novembre in modo di trarre le somme sulla validità e sulle criticità dei due progetti che in quel periodo staranno per terminare.

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