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L’assessore Massimo Bozzo replica a Giacomo Mancini jr

massimo_bozzo_cosenza_comuneCOSENZA – “A Giacomo Mancini jr, che da quando non è più assistito dal nonno non è stato capace di centrare alcuna elezione, sono indeciso se dire ‘auguri’ per i suoi propositi o ‘riposa in pace politicamente”.

Lo afferma l’assessore alla Qualità della vita Massimo Bozzo, in riferimento alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’ex assessore regionale.

“Evidentemente – aggiunge Bozzo – il ‘nipote di’ sa fare politica solo denigrando, tant’è che offende anche i suoi ex amici dicendo che sarebbero, secondo il suo dire, ‘voltagabbana che hanno cambiato casacca per promesse di incarichi e prebende’. Mentre, al contrario, Carmine Manna, Carmelo Salerno e Francesco Caruso sono semplicemente rimasti fedeli ad un progetto politico a cui hanno partecipato per quattro anni e che sta vedendo con il sindaco Occhiuto la città rinascere a nuova vita.

Loro, con pulizia e coerenza, si sono rifiutati di seguire ora i propositi velleitari e personali di Mancini jr. Prima di ricandidarsi a qualsiasi carica, però, gli consiglio di chiedere scusa per i ritardi a cui ha costretto la Calabria nella sua fallimentare esperienza di assessore regionale ai fondi comunitari nella giunta Scopelliti e anche perché queste risorse, che per sua incapacità saranno restituite a Bruxelles, avrebbero davvero potuto dare sollievo alle imprese e creare lavoro, molto di più di quanto potrebbe il miglior Sindaco con gli strumenti a sua disposizione.

Sugli studi professionali favoriti nel progetto della metropolitana leggera, così come su tanti altri o sulle prebende distribuite, e ancora gli atti pubblici che riguardano il dipartimento regionale che è stato guidato da Mancini, potrebbero riservare molte sorprese.

Ma questa per ora è un’altra materia della quale ci si occuperà in altra sede, avendo già il Sindaco, per quello che ne so, dato incarico per la querela nei confronti dell’ex on. Giacomo Mancini molto junior. Io – conclude Bozzo – sono figlio di emigrante e soprattutto nella mia vita privata e professionale mi sono realizzato da solo. Forse in questa terra dovrebbe essere arrivato il momento di dire basta ai nepotismi e ai soliti cognomi che per anni, sempre uguali, hanno dettato legge in questa regione, in questa provincia, in questa città”.

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