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Il Sindaco precisa: “Annullai quel bando perché avremmo avuto più dirigenti del Comune di Milano. Altra cosa è la recente procedura per due dirigenti a tempo determinato”

occhiuto_sindacoCOSENZA – “In relazione alla nota con cui i concorrenti del bando dirigenziale revocato immediatamente dopo il mio insediamento mi contestano una presunta contraddittorietà rispetto al recente bando ex art. 110 della L. 267/00, mi preme sottolineare alcuni passaggi”.

A dichiararlo è il sindaco Mario Occhiuto, che aggiunge: “Ho ritenuto al mio insediamento di annullare un bando che avrebbe portato il Comune di Cosenza ad avere più dirigenti di Comuni ben più vasti e popolosi come ad esempio Milano. La scelta amministrativa – aggiunge il primo cittadino – è stata pienamente legittimata dal Tar, il quale ha stabilito che ‘L’eventuale conclusione dell’illegittimo concorso sarebbe stato in conflitto con le esigenze di buona amministrazione’. Si pensi, poi – prosegue Occhiuto – alle conseguenze benefiche per la situazione finanziaria dell’ente, conseguenti alla citata revoca. Difficilmente l’accidentato cammino che ha comunque portato ad evitare il dissesto dell’Ente avrebbe avuto buon esito se i giudici contabili si fossero trovati davanti a tanto spreco. Per ultimo, tengo a precisare che il recente bando pubblicato non c’entra assolutamente nulla con il suddetto concorso perché si fonda sull’art. 110 della L. 267/00, che facultizza l’amministrazione – in caso di posti dirigenziali vacanti e nella misura massima del 30% dell’organico dirigenziale – al reperimento di personale dirigente. È una procedura assolutamente non equiparabile ad un concorso per titoli ed esami ed ispirata al vigente principio dello spoil system, con durata dell’incarico fino al termine del mandato del sindaco, così come, allo stesso modo, avviene per la Regione e per tutti gli altri enti”.

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