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“La mia città come opera d’arte”. Il bilancio di fine anno, ma soprattutto di un quinquennio, del sindaco Mario Occhiuto

sindaco_occhiuto_1COSENZA – E’ stato un brindisi speciale quello di questa mattina fra il sindaco Mario Occhiuto (naturalmente nella veste, anche, di Presidente della Provincia nel palazzo di XV Marzo dove si è svolta la conferenza) e i giornalisti della carta stampata, delle tivù e del web.

Un incontro organizzato non soltanto per tracciare il classico consuntivo di fine anno, ma proprio un momento che sancisce il giro di boa del quinto Natale che caratterizza un intero ciclo: il suo primo mandato politico-amministrativo alla guida di palazzo dei Bruzi.

“Proverò a tracciare un bilancio più complessivo”, ha difatti esordito Occhiuto prendendo la parola e facendo un excursus a 360 gradi prima di rispondere alle domande dei cronisti.

Di seguito, i punti principali passati in rassegna durante le due ore di chiacchierata in cui ha spaziato su ogni singola azione di governo.

Baraccopoli rom – “Pure il Prefetto ce ne ha dato atto: riguardo a quanto abbiamo fatto per smantellare la baraccopoli sul fiume Crati, potremmo esportare come best pratica la soluzione che abbiamo trovato e che si è rivelata efficace. E’ stata una soluzione non cruenta, con cui abbiamo completamente eliminato un problema che era presente a Cosenza da molti anni. Certo, secondo il Prefetto non è facile esportarlo come procedura istituzionalizzata perché ci vuole anche una buona dose di coraggio e di incoscienza da parte del Sindaco che la pone in essere.
Ma in questi anni abbiamo risolto diverse problematiche: oltre al campo abusivo dei rom, pericoloso per la sicurezza e per le condizioni igieniche, abbiamo provveduto al riefficientamento delle Cooperative sociali di tipo B. Queste persone oggi lavorano anche meglio. Abbiamo pensato prima ai contratti del personale e poi alla manutenzione del verde.
In più, abbiamo risolto la situazione dei cumuli di rifiuti per le strade. Oggi siamo la prima città della Calabria in fatto di raccolta differenziata e occupiamo i vertici delle classifiche nel Meridione. Per non dire che in questo settore specifico siamo partiti da sotto zero”.

Servizi – “Abbiamo realizzato una nuova parte di rete idrica con un quinto degli utenti che adesso sono allacciati a queste reti con la possibilità di beneficiare tutti di più acqua nonché con la riduzione drastica della dispersione idrica. Nei prossimi mesi partiranno altri lavori per ampliare la realizzazione di nuove condotte idriche”.

Non solo centro città – “Qualcuno mi dice: avete abbandonato le periferie. Non è affatto vero. Purtroppo, dagli anni ‘50 sono stati costruiti palazzoni in quartieri senza un’anima, senza riconoscibilità, con edifici ripetuti. Una città si costruisce con un’idea degli spazi. Noi i servizi li abbiamo riefficientati ovunque, vedi il trasporto pubblico urbano con la circolare veloce portata anche nel centro storico. Per quanto concerne l’illuminazione pubblica, le lampade a led le abbiamo portate su via Popilia e a Donnici e ora le stanno installando su via Sicilia. È chiaro che recuperare le periferie significa costruire sul costruito, ripensare quei luoghi. A fine gennaio, posso anticiparlo, presenterò delle idee fantastiche su Serra Spiga.
Il cittadino deve abituarsi a non essere egoista. Ad esempio, avere un corso principale bellissimo pur vivendo in un’altra zona, non può che rappresentare motivo d’orgoglio per ognuno. Avere la città che cresce e migliora, significa una migliore qualità della vita per tutti”.

Centro storico e rete museale – “Il discorso qui è ampio. Per cominciare, la proprietà privata va recuperata tramite i privati. Per quanto attiene le proprietà immobiliari del Comune abbiamo fatto tutto ciò che andava fatto e che rientrava nelle nostre competenze.
Ai piedi della zona vecchia, sul lungofiume Dante Alighieri, abbiamo realizzato i BoCS-Art, progetto ormai noto e importantissimo che ci è valso le prime pagine delle riviste specializzate.
Dunque: riqualificazione ad ampio raggio del centro-città con nuovi marciapiedi, restyling delle piazze, percorsi pedonali e poi, da gennaio, quasi sicuramente la Regione consentirà l’attivazione della circolare veloce Cosenza-Rende-Unical. Si tratta di un servizio essenziale per ridurre il traffico e l’inquinamento ambientale. La ‘Grande Cosenza’, ovvero l’area urbana, esiste già, anche se non esiste da un punto di vista amministrativo e questo rallenta alcuni processi come, appunto, il servizio di trasporto pubblico urbano. Si tratta di elementi basilari di democrazia urbana perché chiunque si sposta deve essere libero di muoversi con facilità.

Piazza Bilotti sarà la più grande area commerciale, con un parcheggio, la ludoteca, una piazza-museo che parte da qui e arriva fino al Comune (ricordo che sono in atto anche i lavori di restyling del complesso di San Domenico)”.

Capitolo Alarico – “Andremo avanti con la bonifica alla confluenza dei fiumi. Marina Mattei, curatore archeologo dei Musei Capitolini, ci ha dato la disponibilità per supervisionare gli interventi previsti. Siamo felici di essere citati nella guida rossa dei tedeschi per quanto riguarda Alarico.
Alla Villa vecchia sono già iniziati lavori, abbiamo riavviato le botteghe storiche su corso Telesio, abbiamo restituito a residenti e visitatori il Castello svevo, disegnato una rete museale dall’ampio asse longitudinale e aperto tutti i teatri cittadini che funzionano con le rispettive stagioni di Prosa, Lirica e Scena contemporanea”.

In conclusione – “La mia città io la chiamo opera d’arte, fabbrica creativa. Immaginate tutto quello che abbiamo fatto in questi anni con il Ponte di Calatrava, il museo di piazza Bilotti che accoglierà con gli ologrammi, e tante altre opere: a mio parere, non esistono città di questa valenza in cui si sono investite tutte queste risorse in opere di architettura contemporanea.
Certo, non è stato facile governare in questi anni di crisi.
Il Comune di Cosenza oggi spende sette milioni di euro in meno per gli stipendi dei dipendenti. Abbiamo dato tanto anche in termini di competenze.
Implementato il servizio di trasporto ai disabili e agli anziani. I miei progetti per il futuro sono progetti di riqualificazione urbana delle aree marginali.
Dobbiamo insomma parlare di servizi e costruire sul costruito.
La città è fatta per poli con grandi elementi catalizzatori. Nei quartieri devono esserci la stessa qualità e quantità di servizi. Lungo la strada, forse, lascio qualche errore, ma soprattutto posso dire di aver lavorato secondo giustizia e secondo coscienza”.

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