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Provincia di Cosenza, sulla legittimità della nomina del Vice Presidente il PD mente sapendo di mentire

franco_brunoCOSENZA – «Mi corre l’obbligo di intervenire sul teatrino dell’assurdo andato in scena nell’ultimo Consiglio Provinciale, in cui un Partito Democratico totalmente allo sbando e in piena emergenza di buon senso ha messo in piedi una querelle, quella sì giuridicamente infondata, sulla presunta illegittimità della mia nomina a Vice Presidente della Provincia».

È quanto afferma Franco Bruno, intervenendo sulla questione della mozione pregiudiziale del centrosinistra contro la sua nomina e sulla risibilità della pretesa del Consigliere Di Natale di riconvocare l’assise provinciale in qualità di Consigliere anziano.

«”Aspettando Godot”, il Consigliere di Natale vorrebbe autonominarsi Vice Presidente reggente – continua Bruno – dimenticando che, anche nella commedia di Samuel Beckett, Godot non arriverà mai. Parafrasando, parliamo di una nomina che non può arrivare per divina grazia: per fare il Presidente della Provincia, Di Natale deve prima candidarsi a Sindaco ed essere eletto tale; poi candidarsi, in qualità di Sindaco in carica, alle elezioni per Presidente della Provincia e anche in quel caso essere espressamente eletto. Naturalmente quando saranno indette le elezioni, come per legge. “Tertium non datur”».

Nella normativa Del Rio, difatti, non sono previsti meccanismi di fiducia/sfiducia nei confronti dell’Organo di Presidenza anche nel caso di “facente funzione” e nel rinnovato apparato istituzionale non sono previste maggioranze e minoranze e non è possibile sfiduciare la presidenza.

Tornando sulla mozione pregiudiziale presentata dal PD, il Vice Presidente specifica nel merito che un tale atto, presentato quale motivo per impedire una mera comunicazione al Consiglio (la nomina del Vice Presidente), si qualifica come un “assurdo”, soprattutto per incompetenza in materia, in quanto l’aula non poteva annullare la nomina a Vice Presidente disposta da un altro Organo istituzionale: «Qualche Consigliere affermava addirittura che è competenza del Consiglio revocare atti se affetti da illegittimità, omettendo di menzionare che tale facoltà è concessa al Consiglio stesso solo per i propri atti pregressi e non per quelli adottati da altri Organi dell’Ente».

A riprova della infondatezza della questione, di vero c’è che non si ha notizia di azioni giudiziarie di annullamento della predetta nomina, non essendo arrivata all’Ente alcuna notifica di ricorsi amministrativi. È solo questa l’unica via legittima disposta dal nostro ordinamento giuridico: il ricorso al TAR.

«Da parte nostra – conclude il Vice Presidente – continueremo a lavorare nell’interesse dell’Ente, dei dipendenti, dei cittadini, assumendoci anche responsabilità che non ci competono per sopperire alle inadempienze della Regione Calabria e dello Stato; come per la vicenda del Mercato del Lavoro, ai cui dipendenti il PD e l’intero centrosinistra continuano a negare le risorse per pagare gli stipendi, giocando sulla loro vita e sulla serenità delle famiglie».

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