Rende, “Femminismo e processo penale” ne è parlato con l’avvocata di Differenza Donna Ilaria Boiano · Cosenza Page CosenzaPage

Cosenza Page Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Cosenza, da Rende e dal cosentino, dalla Calabria.

Rende, “Femminismo e processo penale” ne è parlato con l’avvocata di Differenza Donna Ilaria Boiano

Print Friendly, PDF & Email

fare_rende_conversazione_con_ilaria_boianoRENDE (COSENZA) – Diritti e libertà delle donne nella giustizia, la potenzialità trasformative dello strumento giuridico attraverso il lavoro delle giuriste: se ne è parlato lo scorso venerdì al museo Civico di Rende con l’avvocata di Differenza Donna Ilaria Boiano nell’ambito degli incontri “Relazioni, lavoro, giustizia, verso il post-patriarcato” promossi dall’assessorato alle pari opportunità.

“Abbiamo inteso presentare un volume -ha affermato Marina Pasqua- che è tecnico ed insieme politico: dialogare oggi di questi temi implica un forte valore simbolico. “Femminismo e processo penale” è importante per la riflessione che muove intorno ai cambiamenti del diritto penale mossi dall’influenza e le contaminazioni apportate dalle donne. Abbiamo normative riguardo al tema della violenza contro le donne, ma nel nostro Paese spesso rimangono inapplicate. Per questo occorre scardinare la diffidenza verso la politica poiché non vi è nulla di più politico del processo penale.”.

La giornalista Angela Azzaro nel ribadire l’importanza della legge regionale n. 20 ha rivolto alla platea l’invito a firmare l’appello lanciato dal centro antiviolenza “R. Lanzino” per sbloccare i finanziamenti che tale legge prevede per sostenere i centri che si occupano di tutelare le donne vittime di abusi.

Nell’introdurre Boiano, la giornalista ha sottolineato come: “il volume sia summa di ciò che è stato fatto da un punto di vista giuridico e dal punto di vista femminista: è mappa che da il quadro normativo per ricostruire il dibattito intorno a questo tema. Oggi assistiamo ad una maggiore visibilità dell’argomento violenza alle donne, ma al tempo stesso si ha un approccio, ne è esempio l’approvazione in parlamento del cosiddetto “codice rosa”, che tende a non parlare di tutela delle donne.”.

“L’argomento non è neutro -ha detto l’autrice del libro edito da Ediesse- poiché riguarda il rapporto tra uomo e donna: abbiamo chiarito prima nella politica e poi nella giustizia che questo riguarda il potere degli uomini, di una società che ha legittimato la giustizia domestica e che mette a tacere l’esperienza delle donne nelle sentenze attraverso una terminologia che tende a neutralizzare e a patologizzare i soggetti. Come giuriste abbiamo il dovere di abbattere tali schemi di una certa politica del diritto.”.

La criminologa Chiara Merlo sottolineando come attraverso il processo penale sia possibile mutare definizioni e linguaggio, ha posto l’accento sulla necessità di decostruire un sistema maschile e patriarcale: “questo libro -ha affermato- ha avuto la forza di smuovere diversi miei convincimenti sulla violenza maschile contro le donne. È una scrittura che va “ascoltata” ed è soprattutto una scrittura sincera, supportata da una grande motivazione.”.

È la stessa Boiano a chiarire quali siano queste motivazioni alla base del lavoro svolto: “La prospettiva femminista mi ha permesso di partire dal processo penale per difendere i diritti delle donne, degli uomini, degli immigrati (sessismo e razzismo non sono infatti separati) dalla deriva antidemocratica che legittima la violenza attraverso la prassi di specifiche dinamiche sociali e relazionali tipicamente patriarcali che per l’uomo rimangono marginali e sulle donne, invece, servono a stigmatizzare, mettere in discussione l’adeguatezza delle donne.”.

Ambra Pirri curatrice della collana “Sessismo&Razzismo” di cui “Femmismo e processo penale” fa parte ha sottolineato come: ” l’approccio estremista da parte del femminismo abbia portato a dei ritardi sul tema. C’è qualcosa di più sessista del diritto? Il diritto è androcentrico, fatto a misura maschile in questo neutro universale che è la giustizia. Quello che manca nel diritto è il corpo delle donne.”.

L’avvocata di Differenza Donna ha concluso auspicando la possibilità di una strategia comune nel femminilizzare la condizione maschile: “il diritto è già sessuato poiché utilizza il maschile. Bisogna dunque rifondare il pensiero e lo studio delle materie giuridiche attraverso il percorso tracciato dal femminismo. La giurisprudenza va sempre monitorata ed alimentata poiché è il prodotto del vissuto quotidiano.”.

pubblicità

loading...