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Rende, Morrone: prima di Manna la saga delle incompiute, il cinema Santa Chiara e Palazzo Martino non furono aperti per colpa di irregolarità amministrative

rende_cinema_santa_chiare_esternoRENDE (COSENZA) – “La riapertura del Cinema Santa Chiara dovrebbe essere una festa per tutti, senza colore politico. A qualcuno invece interessa cercare visibilità spicciola”. E’ quanto afferma Gaetano Morrone, consigliere comunale di Rende, iscritto al Laboratorio civico.

“L’amministrazione guidata da Marcello Manna, invece, – afferma Morrone – ama citare numeri e idee. E soprattutto è attenta a evitare uno sport molto in voga in un certo passato della politica rendese: la costruzione di “contenitori vuoti” poi distrutti dall’incuria”.

“Poteva succedere – continua il consigliere di Laboratorio civico – lo stesso a Palazzo Martino e al Cinema Santa Chiara. I lavori in entrambe le strutture sono iniziati nel 2010 e finiti nel 2013. Tuttavia, nel mese di novembre 2014 i collaudatori hanno rilevato diverse irregolarità amministrative. In primo luogo, l’assenza di qualsiasi autorizzazione della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria: solo dopo apposito sopralluogo nel mese di aprile 2015, a seguito di esplicita richiesta degli uffici nel marzo 2015, con nota acquisita al protocollo comunale in data 26 giugno 2015, la stessa Soprintendenza ha emesso un parere favorevole sugli interventi effettuati, rilevando però la necessità della preventiva autorizzazione e comunicando le irregolarità circa il mancato rispetto di quanto prescritto dal D.Lgs. n.42/2004 alla competente Procura della Repubblica. Altre irregolarità sanate nella gestione Manna hanno riguardato la parte impiantistica e strutturale delle due strutture, con deposito presso gli uffici competenti. Da rilevare, altresì, l’assenza di qualsiasi progetto delle forniture, essenziali per garantire la funzionalità delle opere. Solo con deliberazione di Giunta n°211 del 26/10/2015 si è proceduto all’approvazione di uno specifico progetto delle forniture, messo a base di gara tempestivamente dai competenti uffici, al fine di rendere fruibili gli immobili nel più breve tempo possibile, evitando di creare altri “contenitori vuoti” (vedi Palazzo Basile, poi soggetto all’incuria e a ripetuti atti vandalici)”.

“Il solito giornalista-agiografo di famiglia – dice Morrone – ha la memoria corta o distorta. Ecco alcuni elementi che possono aiutarlo a ricordare meglio quanto accaduto. Altre opere hanno corso il rischio di trasformarsi in eterne incompiute. Mi riferisco a palazzetto dello sport, viale Parco Tratto B, parco Acquatico per come concepito nell’impostazione iniziale, Castello, piscina di Quattromiglia. Sono esempi evidenti di una cattiva gestione che i cittadini non vorrebbero più vedere. Ebbene, la restituzione alla cittadinanza di questi immobili e infrastrutture è l’inizio di una stagione nuova basata su fattori concreti: il progetto esecutivo che garantirà la fruibilità della piscina di Quattromiglia sarà approvato nella prossima seduta di Giunta, il progetto di completamento del viale Parco è stato già inserito nel programma triennale 2016-2018 (Annualità 2016) delle Opere Pubbliche con utilizzo di residui mutui, il progetto definitivo del castello è stato approvato con deliberazione di G.C. n.53 del 27/03/2015 ed è stato pubblicato il bando di gara, il progetto di completamento del parco acquatico è stato approvato con Deliberazione di G.C. n.226 del 11/11/20. Ecco le risposte della Giunta Manna ai cittadini rendesi. Quando un’opera non viene completata è come se non esistesse”

Gaetano Morrone,
consigliere comunale di Rende

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