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Arcavacata, sì all’accoglienza dei migranti, ma nel rispetto delle regole “umane” e civili

imageARCAVACATA DI RENDE (COSENZA) – Sono arrivati in 76 al centro di accoglienza di Santo Stefano ma un comitato spontaneo di cittadini non ci sta e manifesta dubbi sulle modalità e soprattutto sul mancato rispetto delle normative vigenti.

Non si tratta certo di un atteggiamento discriminatorio, ma non sembra opportuno concentrare un elevato numero di migranti (76) in una zona con circa 400 residenti. Si correrebbe, infatti, il rischio, di favorire, più che l’integrazione sociale, la ghettizzazione.
Inoltre, i cittadini del comitato mettono in dubbio il rispetto delle normative in tema di accoglienza: per fare un esempio, in una struttura di accoglienza ogni sei ospiti dovrebbe esserci un bagno, e così non sembra essere a Santo Stefano.
Il sindaco di Rende, Marcello Manna, ha effettuato un sopralluogo ma i componenti il comitato evidenziano come il controllo dovesse essere fatto prima di accogliere i migranti, e non dopo.
Il fenomeno dell’immigrazione interessa tutta l’talia e l’Europa intera. I cosiddetti Paesi civilizzati hanno l’obbligo di rispondere con intelligenza a tale fenomeno, nel rispetto della dignità dell’individuo innanzitutto. Non è quindi giusto “ammassare” queste persone in centri che non possono rispondere adeguatamente a quelle che sono le regole base della comodità e dell’igiene.
Allo stesso modo non è sano non tener conto della proporzione tra il numero di abitanti di una zona e i migranti che ivi vengono ospitati.
Ci auguriamo che accogliere e aiutare chi ha bisogno, coincida con le necessità della città che li ospita.

C.M.

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