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La storia di Pina: da Rende in Terra Santa per aiutare gli altri!

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RENDE (COSENZA) – Oggi vogliamo raccontarvi l’esperienza di una giovane 30enne di Rende, Pina Belmonte, che ha trovato nello spirito di servizio agli altri il suo equilibrio, la sua direzione, tutto ciò che da senso alla sua vita. Dal volontariato presso la caritas diocesana alla missione in Terra Santa, il passo è stato breve.

“Da circa 13 anni mi dedico al mondo del sociale, del volontariato. Varie le esperienze fatte nella mia città ma anche in altre città italiane come Assisi. Da circa tre anni ho iniziato a lavorare nei luoghi della Terra Santa. Ho sempre desiderato in cuor mio sin da piccola di prestare il mio aiuto nei paesi più difficili del mondo ma questo non significa dimenticarsi dei piu bisognosi della propria città.

Attualmente faccio parte del direttivo dell’Associazione “Casa nostra”, parte operativa della caritas diocesana nel cuore del centro storico di Cosenza dove ogni giorno garantisce i servizi di prima necessità a persone che si trovano in situazioni di disagio economico e non solo.

La mia esperienza in Terra Santa inizia tre anni fa tramite una mail mandata al patriarcato latino di Gerusalemme. Ho iniziato il mio servizio presso la sede del patriarcato, poi sono stata mandata in un centro per anziani in un villaggio della Palestina e attualmente presto il mio servizio di nuovo a Gerusalemme presso una struttura per persone disabili.

La mia giornata qui in Terra Santa inizia presto: alle sei del mattino la sveglia per poi iniziare il mio turno lavorativo alle sei e trenta. Dopo il lavoro dedico un po del tempo a me stessa e cerco di coltivare le amicizie che ho qui. Come membro della commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della mia città mi sento in dovere di ” lavorare” molto sul dialogo interreligioso perché tutto parte da questa terra che è la culla di tutte le religioni.

La vita qui e diversa; sono diversi i ritmi e le situazioni da affrontare. Questa terra non ha pace: troppi muri, soldati, divisioni, incomprensioni ma nonostante tutto è una terra che non si stanca mai di aspettare la pace. Vedo tanti pellegrini affascinati da questa terra ricca di spiritualità ma è una terra anche piena di contraddizioni. Camminando per strada gli occhi vedono tante scene poco belle e il senso di impotenza è grande. Spesso ci sono scontri per le strade tra soldati israeliani e palestinesi, spesso le mura di questa terra vengono macchiate di sangue. Ormai tutto questo qui è entrato a far parte nella quotidianità di questa terra. Non ci sarà mai pace a fino a quanto i “potenti della terra” non la vorranno e a pagarne le conseguenze è la gente.

Cerco di svolgere il mio lavoro con umiltà e passione e di portare attraverso quello che faccio la mia città in questi luoghi. Non mi dimentico mai delle mie origini ma non potrò mai dimenticare come questa terra mi ha accolta, mi ama e quante cose mi ha insegnato. Invito i giovani in particolare a donare del proprio tempo verso gli altri, verso chi ha più bisogno iniziando dalla propria città come ho fatto io. Da Gerusalemme mando un forte abbraccio alla mia città con un sogno nel cuore: un gemellaggio tra Cosenza e la Terra Santa!”

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