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Grande successo per I Promessi Sposi alla “nostra maniera” con le classi quinte della Scuola Primaria S. Stefano di Rende

RENDE (COSENZA) – Uno strillone con l’“Edizione Straordinaria” dei quotidiani: l’anteprima sul coinvolgimento della Monaca di Monza nel rapimento di Lucia e la conversione dell’Innominato, introduce l’anno 1827. Il sommo poeta viene nientemeno invitato in scena per evitare il suo turbamento alla vista della rivisitazione “alla nostra maniera”, del Romanzo per eccellenza, ed eccolo declamare la celeberrima “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno…. Sulla scena un “Alessandro Manzoni” in miniatura apre la rappresentazione tenuta dai piccoli attori della V^ A e V^ B della Scuola Primaria di Santo Stefano di Rende Istituto Comprensivo G.Falcone Rende – Quattromiglia.

Standig ovation, questo pomeriggio, per gli alunni che hanno portato sulle scene del Cine Teatro Garden di Rende, “I Promessi Sposi”, capolavoro di Alessandro Manzoni.  Applausi a scena aperta, tanta nostalgia ed emozioni per gli adulti, che guidati dai piccoli attori hanno rivissuto le vicende di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, ostacolati nel loro amore dal malfattore Don Rodrigo. “Questo matrimonio non s’ha da fare!”: i bravi di Don Rodrigo affrontano l’impaurito Don Abbondio che si muove con il suo pancione come “ un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro” ed iniziano le prime battute che strappano sorrisi e diventano risate, quando gli sgherri, capeggiati dal Griso, ballano sulle note dell’hully-gully: “noi siamo i bravi…”.

Il pomeriggio scorre leggero, gli alunni hanno saputo interpretare le vicende descritte nell’opera del Manzoni con naturalezza e spiccate doti recitative, rendendo questa rappresentazione un vero e proprio spettacolo teatrale. La cura dei bellissimi abiti e la freschezza e sinteticità delle battute sono stati l’arma in più di uno spettacolo coinvolgente e dinamico, dalla prima all’ultima scena. Per circa un’ora abbondante, i bambini recitano con disinvoltura e il pubblico assiste divertito a uno spettacolo che mescola fedeltà al romanzo sia pure in chiave moderna e leggerezza, come quando ci capita di assistere ad una Perpetua che cerca con il cellulare, il curato Don Abbondio, insistendo per portarlo in TV a spifferare delle mancate nozze in un talk show, o di Renzo che balla e canta con l’intero cast, sulle note del O’Sarracino, la sua versione: O’ Tramaglino! E poi ancora il giovane, che si rivolge all’avvocato Azzeccagarbugli in cerca di giustizia; l’arrivo di fra Cristoforo che porta la sua parola di speranza, invitando tutti a credere che “le cose volgeranno al bene” e si reca da Don Rodrigo perché rinunci al suo desiderio di avere in sposa Lucia. Dopo l’intermezzo del cattivo che canta, “son don Rodrigo, sono bello, sono figo”; struggente è il famoso “addio ai monti” di Lucia, ben interpretato dalla piccola attrice: “addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!”.

La storia prosegue, senza mai annoiare, piccole ma incisive le scene dell’incontro delle due donne, Agnese e Lucia, che fuggite a Monza incontrano la monaca, Gertrude. E dopo l’Innominato che incontra don Rodrigo, il rapimento di Lucia, complice la suora, e la conversione dell’Innominato che incontra il cardinale Borromeo, ecco un nuovo momento di leggerezza ed allegria con i monatti che nella peste di Milano portano via il cattivo Rodrigo ed il Griso ormai morti, sulle note dei “Giardini di Marzo” di Lucio Battisti. I promessi sposi si ritrovano nel lazzaretto sotto lo sguardo benedicente di frate Cristoforo e finalmente “vissero tutti felici e contenti”.

Lo spettacolo è stato ben diretto dalla maestra, Anna Perri che a nome anche delle altre insegnanti e della collega Rosa Vuono ha ringraziato al termine del pomeriggio, i bravissimi attori. Si intuisce dalla bravura interpretativa dei bambini che non hanno studiato “I Promessi Sposi” ma lo hanno letto! Hanno cioè scoperto, fatte proprie e amato, senza costrizioni, grazie alla loro appassionata insegnante, Perri, le più belle pagine del capolavoro della nostra letteratura. Al termine dello spettacolo, sono proprio i trenta scolari a ricordare che, mettendo in scena il romanzo, hanno voluto sottolineare le riflessioni fatte sulla fratellanza, l’umiltà, il perdono, la pace, l’amicizia, condivisa nei cinque anni di scuola primaria; in fondo, l’opera del Manzoni ci chiama a riflettere proprio, come scrive il poeta, sul “guazzabuglio del cuore umano”. Si chiude un ciclo così importante nella vita di un fanciullo che contiene i ricordi più belli ed anche qualche difficoltà, da portare con sé nel viaggio della vita. Le maestre fanno una sorpresa ai piccoli: scorrono sulle note di “Ciao mamma” di Jovanotti, le immagini dei momenti trascorsi in classe, in gita, nel lavoro scolastico. In una parola: la vita, che con la bellezza della conoscenza e dell’arte, come in questo caso, vengono trasmesse dalle maestre ai “loro” bambini.

“Grazie maestre!” Gridano in coro i piccoli attori tra le lacrime di gioia che già diventa nostalgia. Una piccola importante lezione, arriva da chi abiterà il domani ed è per i grandi di oggi: spesso ci si dimentica che dalla vita e nella vita, bisogna imparare a conoscere i propri limiti e superarli per potersi amare.

Proprio come Renzo e Lucia.

Luisa Loredana Vercillo

 

Ecco i nomi dei piccoli protagonisti:

Classe quinta A:  Ilva Maria Aiello, Manuel Cerminara, Cristina Chianelli, Vincenzo Antonio Chiappetta, Mattia Alex Conforti, Francesco Gervasi, Filippo Guzzo, Daniele Imbrogno, Emilio Italia, Enrico Mannarino, Francesco Pio Molinaro, Nicola Pellicori,  Marco Principe, Alessia Rio e Alessia Ruffolo.

Classe quinta B:  Carmine Bartucci, Martina Chiappetta, Vittoria Chiappetta, Giuseppe Cosentini, Nicola Crispo, Mattia De Bartolo, Niccolò Di Santo, Francesco Iorio, Francesca Maggiolini, Simone Marigliano, Mario Muto, Gaia Pasqua, Giuseppe Pellicanò,Giulia Georgiana Piliero,  Carlo Piraino.

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