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Arcavacata, un aquilone e tanti cuoricini per dire grazie alla maestra Buono

ARCAVACATA DI RENDE (COSENZA) – Giugno. Tempo di pagelle e di attestati “al bambino/a più coraggioso per aver lasciato la mamma a casa!” Chissà quante volte questi attestati sono stati tra le mani laboriose della maestra Maria Antonietta Buono!

Tempo di vacanze e di festa presso la scuola dell’Infanzia di Arcavacata, dove questa mattina si è avuta una chiusura di anno scolastico davvero speciale: la comunità intera infatti, ha voluto stringersi con affetto intorno alla maestra Maria Antonietta Buono. La maestra, giunta al termine della sua carriera professionale ha visto alternarsi nelle sue classi intere generazioni di piccolissimi alunni accolti sempre con un luminoso ed amorevole sorriso sin dal lontano 1999.

Ed è per questo che in occasione della recita scolastica presso la Scuola dell’Infanzia, fiore all’occhiello del paese, l’Associazione di Volontariato “L’Aquilone”, ha voluto portare all’insegnante, il “grazie” delle tante famiglie di Arcavacata che hanno visto il cammino dei loro piccoli incrociare quello di un’educatrice così amata: 18 anni sono tanti ed infatti non c’è famiglia, come è stato raccontato, “che non abbia avuto almeno un figlio, che non sia stato un suo alunno.” La maestra Buono, capace di far realizzare ai piccoli, come viene ricordato, una recita tutta interamente in inglese, anche per quest’ultima volta ha salutato i genitori chiudendo l’anno scolastico con la consueta rappresentazione di fine anno. Ed anche questa volta ha stupito tutti, mostrando le capacità e le potenzialità dei piccoli alunni. Rappresentato stamane il “Mago di Oz”: i piccoli sono stati bravissimi nell’essere sempre in scena e nel cambiarsi interpretando i vari personaggi senza l’aiuto di nessuno, ma rimanendo davanti le quinte e supportandosi a vicenda. La maestra poi ha ringraziato commossa e distribuito dei piccoli doni ai “suoi bambini”. Al termine della recita, sono seguiti i saluti del Presidente dell’Associazione, L’Aquilone, Renè Puntillo e della vicepresidente Passarelli che hanno rivolto all’insegnante, affiancata dalla valida collega di sempre, anch’essa al termine della carriera, Anna Campanella, parole di elogio e di affetto. “Maestre che lasciano in maniera indelebile segni che ricorderemo sempre e saranno per i nuovi arrivi strade da seguire per un roseo futuro dei nostri figli” ha ringraziato Puntillo, a nome dell’intero paese. Poi tra la gioia dei presenti, si è alzato nel cielo un aquilone a rappresentare tutti, grandi e piccini, i cui nomi e sogni simbolicamente si sono ritrovati nei tanti cuoricini appuntati sul grande “uccello di carta”.

Grandi attestati di stima, dunque, per una maestra che si è distinta innanzitutto come educatrice prima ancora che come insegnante. La maestra, una figura importante nella vita di ogni bambino, quella che lo rincorre  in corridoio e poi magari si siede per terra a fare un cerchio per giocare. La maestra, colei che asciuga lacrime e nasini, raccoglie segreti e dispetti.

Quasi venti anni di professione per la maestra Buono, saranno passati come un film nella sua mente e di sicuro guardando negli occhi i genitori presenti avrà rivisto i tanti piccoli che anziché dire “maestra” si sono sbagliati e l’hanno chiamata “mamma”, e poi le lentiggini, le trecce, i calzoncini caduti, le ginocchia sbucciate… Anni di professione spesi con entusiasmo e competenza a cui il paese ha voluto dire “grazie!”; grazie perché, quando dei bambini incontrano educatori così pazienti, creativi, stimolanti credono assolutamente che il mondo è bello, che la vita ha in serbo per loro sorprese meravigliose e che ogni giorno accade qualcosa di magico, se si è in grado di accoglierlo e vederlo. Ogni bambino merita di avere un’insegnante così, perché, come scriveva Gianni Rodari, “la maestra è fatta per passare ai bambini tutte le cose che sa. Se guardi bene dentro la maestra, ci trovi le tabelline, il teorema di Pitagora, la prova del nove, I Sumeri, Romolo e Remo, il congiuntivo, il gerundio, il Passero solitario e Rio Bo. Una maestra si può dividere per venti e anche ventotto bambini, e ce n’è sempre per tutti!”

Poi ti capita di incontrarla al supermercato o in chiesa o all’ufficio postale e la saluti un po’ vergognoso, lei invece vorrebbe abbracciarti: “la maestra si ricorda per sempre le facce dei suoi alunni. Quando sei grande e cerchi le cose imparate, una poesia, il nome di un fiume, la storia di Pinocchio o quanto è alto il monte Bianco, basta che chiudi gli occhi e le trovi tutte là, come ce le ha messe la tua maestra. In fila per due, i piccolini davanti, senza spingere.”

Come questa mattina per la maestra Maria Antonietta Buono: “in fila per due, i piccolini davanti, senza spingere”, un’ultima volta…

Luisa Loredana Vercillo

ph Aquilone ( Antonella Doninelli)

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