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“Grazie!”, l’Orchestra Falcone e la Banda “Franco Rodolfo Aiello” rendono omaggio allo scomparso maestro

RENDE (COSENZA) –  Si spengono di colpo le maestose note della meravigliosa colonna sonora di Trevor Jones, tratta dal bellissimo film “L’ultimo dei Mohicani”. Silenzio. E’ una frazione di secondo. Tutti in piedi, e un lungo, lunghissimo, interminabile, applauso accoglie il termine dell’esibizione. Possente si è alzata fino ad un attimo prima la musica, i musicisti hanno suonato con tutto il fiato rimastogli: 15 minuti vibranti, intensi, a momenti, dolorosi. Hanno una forza incredibile, alcuni sono molto giovani, appaiono piccoli e fragili, a tratti timidi, eseguono l’ultimo brano con un’energia trascinante. Ti sembra di vederli i cavalli e gli indiani, le praterie sconfinate. Cercano di non pensarci, ma di sicuro da qualche parte del cuore sanno che per alzarle fin lassù, quelle note che prendono vita dalle loro mani, dal loro respiro, devono mettercela tutta. E arriva l’applauso che accoglie come un abbraccio, libera la tensione, la commozione, la stretta alla gola e stringe in un unico cerchio d’amore, cielo e terra. Si è chiuso così un concerto davvero speciale, tenutosi ieri, 8 giugno 2017, presso l’Auditorium del Seminario G.Paolo II di Rende: Concerto in memoria del M° Franco Rodolfo Aiello”. Sul palco l’orchestra G. Falcone e l’orchestra Città di Dipignano 1994 “F. R. Aiello”, dirette dall’eccellente maestro, Giuseppe Ferraro, si ritrovano per testimoniare gli insegnamenti appresi dall’insegnante scomparso appena tre mesi fa e con la voglia di tenere sempre vivo il ricordo di una guida così importante nel proprio percorso formativo.

Mai i giovani allievi, dell’Istituto Comprensivo G. Falcone di Rende Quattromiglia, avrebbero pensato che il concerto di fine anno, appuntamento tanto atteso, questa volta li avrebbe visti sul palco schierati senza l’anima dell’orchestra; il maestro, il professore, il papà: Franco Rodolfo Aiello. Un anno fa nello stesso giorno, il maestro e i suoi musicisti insieme sullo stesso palco. “Tutto come sempre…”, la dirigente dell’Istituto Falcone, Franca Lucia Perri fa fatica ad introdurre l’evento; la voce è rotta dall’emozione e dal dolore per l’assenza di uno dei “suoi” docenti più amati.

Prima però, sul video alle spalle degli elementi, corrono le immagini del professor Aiello; ne resta una; “Grazie!”, si legge sulla foto del maestro con la sua bacchetta tra le mani ed è accompagnata da una breve biografia: gli studi al conservatorio di Cosenza per il diploma in clarinetto, il conseguimento del traguardo, con il massimo dei voti, di direttore d’orchestra, le collaborazioni con la Rai, i concerti in Russia, i premi vinti. L’insegnamento della musica ha però la meglio e questa passione diviene la sua ragione di vita condivisa con l’amore per la moglie Gabriella e i figli Ludovico ed Enrico. Nel 2007 nasce da una sua idea, la banda G.Falcone con i suoi 50 elementi dai 10 ai 16 anni così come la Banda Città di Dipignano che ora porta il suo nome, formata da membri di tutte le età.

Ora, giovani ed adulti si ritrovano per preservare un patrimonio costruito con passione. Come ricorda la dirigente, “l’orchestra Falcone è presente con tutti e solo alunni del professor Aiello, con gli strumenti in dotazione della scuola, i suoi brani da eseguire”. “L’amore e la stima vanno al di là del tempo e fanno la storia della comunità”, prosegue la Perri e dunque il concerto è un riconoscimento per il maestro Aiello e la sua opera educativa e formativa e al tempo stesso un “grazie per i semi sparsi”.

I primi ad esibirsi, sono i giovanissimi studenti dell’Orchestra Falcone annunciati dalla professoressa di musica, Cribari, che introduce i brani, tutti arrangiati dal maestro Aiello, con un tenero: “il professore dal cielo alzerà la sua bacchetta e guiderà le nostre note”. Si apre con “Aria for alto sax” di Pusceddu, sax solista Enrico Vanni, per poi passare ad un medley di canzoni napoletane, si prosegue con un brano del repertorio russo del 1938 che vede come clarinetto solista, Manuel Principe, per chiudere con un medley conclusivo dei capolavori del premio Oscar, Ennio Morricone ricordando anche il brano del film The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Applausi scroscianti e ben tre lunghe standing ovation hanno accolto l’esibizione. Il tempo di sistemare l’Orchestra dei fiati, Città di Dipignano, integrandola con membri della orchestra della scuola che si passa alla indimenticabile conclusione: si apre con il “Concerto d’amore”, poi “Napoli” (Funiculì Funiculà) con il solista Alessandro Sprovieri ed il suo eufonio (commovente la sottolineatura del maestro Ferraro circa le capacità del musicista, allievo di Aiello) ed ancora il celebre “Libertango” di Astor Piazzolla ed infine “Nessun Dorma” tratto dalla Turandot di Puccini con il tenore, Federico Veltri. Tutti in piedi ad applaudire la bravura dei musicisti e il lavoro svolto dal compianto maestro.

Consegna della targa

Nuova commozione al momento della consegna della targa da parte della dirigente Perri alla professoressa Gabriella Greco [VIDEO], vedova del maestro, per ricordare il contributo alla crescita culturale della scuola Falcone, il rigore, la passione, la rettitudine, l’amore profuso educando i giovani alla musica, alla bellezza, tenendo conto delle loro attitudini e storie personali; a tutti lascia un insegnamento speciale: “Non si insegna quello che si sa o si crede di sapere, si insegna e si può insegnare solo quello che si è”.

Si è giunti alla fine. La professoressa Cribari smette i panni di abituale “presentatrice” e racconta che in occasione del decennale dell’orchestra si era progettato anche un coro per accompagnare il brano che di lì a poco sarebbe stato eseguito; la partitura era pronta per il 14 febbraio. Una data emblematica. Quella partitura era la stessa con la quale i ragazzi avrebbero dovuto partecipare ad un concorso presso il teatro San Carlo di Napoli; quella partitura, “è andata con lui, per volere degli allievi”.

“La musica non muore mai, lui vive ogni volta che suonate ricordatelo così” aveva scritto poco prima la giovane Erica sul web. Ed eccole… Di colpo le note della meravigliosa colonna sonora di Trevor Jones, tratta dal bellissimo film “L’ultimo dei Mohicani” [VIDEO] si alzano struggenti nel crepuscolo della sera; la potenza della musica, che mai muore, che supera barriere e confini, che unisce terra e cielo. E che dà gioia nonostante tutto.

E’ una frazione di secondo e si materializzano le parole del maestro ricordate in apertura, quasi ad essere un testamento spirituale:

Insegno musica non perché i giovani debbano continuare gli studi classici della musica, ma perché i giovani siano più umani. Sappiano riconoscere la bellezza ed abbiano qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti difficili”.

 Luisa Loredana Vercillo


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