AttorInCorso, stasera al Settembre Rendese ‘Tratti d’Inganno’ · Cosenza Page CosenzaPage

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AttorInCorso, stasera al Settembre Rendese ‘Tratti d’Inganno’

RENDE (COSENZA) – Andrà in scena questa sera nell’ambito del ‘Settembre Rendese’ lo spettacolo a cura di AttorInCorso ‘Tratti d’Inganno’. L’appuntamento è per le 20,30 nel centro storico, in Piazza Carlo Pisacane.

‘Tratti d’Inganno’, per la regia di Lucia Catalano, con Carina Minervini, Luca Gelsomino, Matteo Spadafora, ha come obiettivo l’esplorazione del teatro eduardiano in alcuni suoi aspetti fondamentali. Il rapporto con il camerino, con lo specchio, con il palcoscenico e con tutto ciò che solitamente è negato agli occhi dello spettatore. L’analisi si sviluppa quindi dall’esigenza di mostrare come l’attore arrivi ad interpretare, o per meglio dire diventare, un personaggio.

Si parte così dal training, momento nel quale lo strumento dell’artista, il suo corpo, si accorda al contesto e ai compagni.
Poi la sistemazione della scena e la trasformazione del corpo neutro in personaggio. Il costume, drammaturgia, è importante, bisogna sentirlo come una seconda pelle. Fino all’interpretazione sul palcoscenico.

Tre i testi cui si ispira il lavoro di AttorInCorso: ‘Occhiali neri, ‘Pericolosamente’, ‘Amicizia’. Alle prese con questi testi e con le tante suggestioni evocate dalla strabordante fonte eduardiana tre attori: Luca Gelsomino, Carina Minervini e Matteo Spadafora. I tre sono chiamati a una prova che li conduce a viaggiare attraverso personaggi diversi. Sono prima vecchi per tornare giovani, innamorati e poi delusi, amici e nemici. E così indagano il rapporto d’amore, incomprensione e follia che lega Michele e Dorotea, i coniugi di ‘Pericolosamente’. Si confrontano con la generosità e la menzogna in ‘Amicizia’ e approcciano il delicato tema della malattia e della guarigione in ‘Occhiali neri’. Lungo questa strada, non mancano mai l’amarezza, le risate e l’ironia che segnano la riflessione eduardiana sul teatro e i suoi inganni prima e sulla vita e le sue maschere poi.

 

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