Grande successo del Primo Forum di micologia in Calabria

Con l’escursione guidata nei boschi della Sila si è concluso ieri il Primo Forum della Micologia in Calabria, l’evento sul mondo dei funghi promosso dalla Regione Calabria, attraverso il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, Settore 5, “Micologia”, in collaborazione con il Gruppo Naturalistico Micologico Silano.

L’iniziativa, tenutasi a corollario della 50^ edizione della Sagra del Fungo, ha riscosso un ottimo successo di pubblico e di attenzione sia sui canali digitali dell’evento che sui media tradizionali. Nel corso del fine settimana sono stati registrati circa 5.000 visitatori alla mostra di funghi e piante e a quella fotografica, allestite per l’occasione da oltre 15 esperti. Tra venerdì e sabato, presenti circa 350 persone come partecipanti ai convegni, 70 relatori tra autorità, ricercatori, professionisti ed esperti di settore, 10 esperti coinvolti nella progettazione di manifesti didattici divulgativi, oltre 1.000 brevi laboratori di microscopia e una corposa presenza durante l’escursione di domenica mattina. Sono state, infine, consegnate cinque targhe a personalità di spicco del mondo micologico. Il Primo Forum della Micologia è stata, dunque, un’ottima occasione per rilanciare e rafforzare le sinergie tra le istituzioni, il mondo della ricerca e dell’università, i professionisti del settore e tutte le associazioni micologiche.

Proprio queste ultime sono stati protagoniste di una serie di panel di divulgazione scientifica sul mondo della micologia a trecentosessanta gradi. Il primo intervento del pomeriggio è stato quello di Giovanni Spampinato (UNIRC) che ha parlato delle micorriz, ovvero l’associazione positiva tra funghi e apparato radicale delle piante. Importante anche la partecipazione e i saluti di Mauro D’Acri, consigliere regionale con delega Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria, che ha evidenziato quanto sia importante tutelare la biodiversità in un territorio così ricco di specie animali e vegetali come quello calabrese, ben mettendo a fuoco temi cardine per la micologia come la necessità di normative chiare e interventi di tutela e valorizzazione per i territori rurali, che potrebbero beneficiare di un’economia basata anche sulla raccolta e commercializzazione dei funghi. Nella prima sessione tematica, che ha aperto il pomeriggio dei lavori, si è discusso delle problematiche dei funghi. Giovanni Sicoli (UNICAL) ha raccontato le ultime novità micologiche presentando una nuova specie fungina dell’orto botanico dell’Università della Calabria. Il panel è proseguito con l’intervento di Antonio De Marco (Gruppo Naturalistico Micologico Sila Greca) che ha mostrato alcuni funghi nati in zone aride e litoranee come l’Alto Jonio Cosentino. Eugenio Porcella (Gruppo Micologico Basso Tirreno Cosentino), invece, ha evidenziato quanto sia ricco e vario il patrimonio tartufigeno calabrese, una risorsa in grado di fornire sostentamento a tante famiglie in difficoltà economica. La sessione sulle problematiche dei funghi è stata chiusa, infine, dal professor Domenico Puntillo (Gruppo Naturalistico Micologico Silano) che ha fatto conoscere al numeroso pubblico di Camigliatello Silano i licheni, ovvero degli organismi simbionti che possiedono la matrice fungina al proprio esterno. L’evento è continuato con un panel su “Funghi e Ambiente” che ha visto l’intervento di Francesco Cufari, presidente regionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, con il quale è stata approfondita la questione del rapporto tra cambiamento climatico e funghi. Con l’aggravarsi del fenomeno del climate change, infatti, negli ultimi anni abbiamo assistito a grosse variazioni delle nascite e del periodo di raccolta dei funghi. Eppure, ci ha ricordato Cufari se il clima continuerà a cambiare a restare saranno proprio i funghi e non noi umani. Con Carmen Gangale (Orto botanico UNICAL), invece, abbiamo scoperto che la Calabria è diventata una delle regioni più all’avanguardia nel monitoraggio della biodiversità e delle aree protette. Nonostante questo, però, i funghi rimangono spesso esclusi da tutti i programmi di monitoraggio pur essendo riconosciuto il loro grande valore come bioindicatori. Stefano Scalercio (CREA-FL) ha parlato del rapporto tra farfalle e funghi, mostrando quali specie fungine sono particolarmente apprezzate dai lepidotteri.

La sessione dedicata a “Funghi e Ambiente” si è conclusa con l’intervento di Aldo Parise (Gruppo Naturalistico Micologico Sila Greca) che ha descritto tutte le peculiarità della pietra fungaia, una specie di sclerozio di un fungo Basidiomicete. Non poteva mancare poi un panel dedicato a Funghi e Piante che ha visto il contributo iniziale di Carmine Lupia (Etnobotanico) con il quale abbiamo effettuato un simpatico excursus tra le storie e le leggende su alcune specie fungine. Filomena Conforti (Dipartimento di farmacia e scienze della salute e della nutrizione UNICAL), invece, ha parlato delle proprietà dei Phytochemicals, ovvero delle sostanze che possono essere utilizzate sia per combattere malattie che come integratori alimentari. Il Primo Forum della Micologia in Calabria è terminato con un panel sul mondo dell’agroalimentare. Durante quest’ultima sessione Walter Cricri (ARSAC) ha mostrato le principali caratteristiche dei lieviti, un gruppo di funghi essenziale, come sappiamo, per la fermentazione del vino e la lievitazione del pane, cui conferiscono anche un sapore differente in base alle aree geografiche e le condizioni in cui crescono e si sviluppano. Gabriella Lo Feudo (CREA-OFA Rende) ha parlato di etichettatura dei prodotti, sottolineando l’importanza del rapporto di fiducia tra utente e fornitore. Per questo motivo è fondamentale chiedere alle istituzioni un maggiore controllo sulla provenienza dei prodotti e la creazione di marchi IGP anche nel mondo dei funghi. Le conclusioni dell’evento sono state affidate a Vittoria De Marco, direttore scientifico della Confederazione Micologica Calabrese, che ha ribadito quanto sia stato essenziale, negli ultimi anni, il ruolo svolto dai gruppi micologici per via della loro costante azione di monitoraggio del territorio, divulgazione scientifica e capacità di mediazione con l’utenza e le istituzioni.

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