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Covid, nessuna ripartenza senza aiuti ad aziende. De Florio (Simet): “Risposte veloci, senza burocrazia”

La fase 2 dell’emergenza Coronavirus che dovrebbe essere inaugurata il prossimo 4 maggio per il settore trasporto su gomma è destinata a rimanere un’incognita se non si garantiscono alle imprese celerità nelle risposte, meno burocrazia e un diverso rapporto con le banche. In una parola, accelerare con la liquidità.

È quanto dichiara l’Amministratore Delegato della Simet Spa Mariella De Florio tra i responsabili delle principali realtà imprenditoriali del mezzogiorno intervistata nello speciale del quotidiano nazionale La Repubblica pubblicato qualche giorno fa.

Il deficit vola a 180 miliardi e il Sud è una bomba sociale. È, questo, il titolo dello speciale che Repubblica ha dedicato all’emergenza Covid-19 vista dall’angolazione delle imprese.

Davanti alla ripartenza, il Sud rischia di ritrovarsi più diseguale di prima: con un milione e 400 mila persone in più (precari, irregolari, domestici, in nero) vicine alla soglia di povertà, intorno ai 600 euro al mese.

Mariella De Florio – si legge nell’articolo che dalla prima si sviluppa sulle colonne della quarta pagina – è amministratore delegato di un’azienda di trasporti, la Simet: 60 pullman che coprono tratte interregionali. Per lei – scrive Giuseppe Smorto – è crisi due volte: 150 dipendenti in cassa integrazione, viviamo di mercato, senza sostegno pubblico, anche se il nostro è servizio pubblico perché integra il trasporto in treno e aereo.

Stiamo studiando come ripartire ma non si capisce nulla. Allo stato – risponde la responsabile Simet nel servizio – chiediamo risposte veloci e non burocrazia e un rapporto con le banche più flessibile. Dai proclami e dai decreti che dovevano curare è passato troppo e noi non abbiamo visto niente. Per rimettere sulle strade i nostri mezzi abbiamo bisogno di liquidità, subito. Ma le banche rispondono: aspettate metà maggio. Posso dirlo? Manca un indirizzo, manca preparazione, manca competenza. Così – si conclude l’intervista – diventiamo preda e vittima della concorrenza straniera.

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