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A Rende, i genitori scrivono a Spirlì in vista della ripresa delle scuole: “Insistiamo sulla nostra richiesta di libera scelta tra didattica in presenza e didattica a distanza”

RENDE ( COSENZA) – “Egregio Presidente F.F Spirlì, innanzitutto vogliamo precisarLe la spontaneità del nostro gruppo genitori, che conta numerosissimi partecipanti, sorto in pochissimo tempo perché accomunato dall’unico intento di tutelare il diritto alla salute dei nostri figli, e allo stesso tempo quello allo studio. Siamo 1013 tra rappresentanti e genitori delle scuole presenti sul territorio del Comune di Rende ed anche di altri Comuni limitrofi. Le scriviamo perché vorremmo ottenere il riconoscimento del diritto di scelta tra la didattica in presenza e la didattica a distanza anche per i bambini e ragazzini del primo ciclo di istruzione”.

Esordiscono così, i 1013 genitori che scrivono in rappresentanza di numerose famiglie del territorio rendese rivolgendosi al Presidente della Regione Calabria, f.f, Spirlì. Chiedono il riconoscimento del diritto di scelta tra la didattica in presenza e quella a distanza sulla base del Decreto del Ministro dell’Istruzione 26 giugno 2020, n. 39”, emanato il 07/08/2020; didattica a distanza che si pone, per il primo ciclo di istruzione, come modalità complementare alla didattica in presenza, da attuarsi qualora emergessero necessità di contenimento del contagio o si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti.

Fatta questa premessa normativa- scrivono i genitori -pur consapevoli delle remore sollevate dalle dirigenti della comunità scolastica e dalla difficoltà attuativa, nonché del fatto che attualmente non abbia una regolamentazione normativa, insistiamo sulla nostra richiesta di libera scelta tra didattica in presenza e didattica a distanza. Essa rappresenta in vista della ripresa delle attività scolastiche a Gennaio la soluzione più valida e cauta, considerato il rischio epidemiologico già paventato dagli esperti del CTS ed indentificato con la “terza ondata”, riuscendo così a salvaguardare il diritto alla salute (sancito all’art. 32 della Costituzione Italiana) dei nostri figli e delle nostre famiglie, e anche assicurare la continuità didattica in condizioni di sicurezza a tutti gli alunni i cui genitori ne facciano richiesta.

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Sono preoccupati i genitori della cittadina rendese, dove ricorderete si è avuta un’alternanza di apertura e chiusura degli istituti a seguito dell’incremento dei contagi in città; città dove, come in altre località del Paese, si è avuto il collasso del sistema di tracciamento delle Asl, la saturazione dei posti letto nelle corsie d’ospedale e nei reparti di terapia intensiva, l’appello dei Pediatri al contenimento del virus; si pongono al fianco del Sindaco, Manna, che ha rivolto la medesima richiesta alla Regione. La preoccupazione e la richiesta, come hanno spiegato i genitori alla nostra redazione, derivano dall’esigenza di non ignorare i dati dei contagi in tutte le scuole d’Italia, dove la salita della curva epidemiologica in corrispondenza della apertura della scuola a settembre è dato ormai acclarato: 65.000 i positivi nella Scuola italiana dall’apertura ad oggi, ma soprattutto di non ignorare il terribile ritardo con cui le autorità sanitarie locali si sono mosse nel processare i tamponi contribuendo ad alimentare la circolazione di alunni e insegnanti positivi nelle scuole. In questi giorni che arrivano richieste di posticipo nell’apertura delle scuole addirittura dalla Comunità Europea e notizie di “varianti covid” dal Regno Unito dove risulta una maggiore contagiosità del virus nella fascia 0-11 anni, la richiesta di DID mista facoltativa diventa ancora più pressante, spiegano: “il rientro poi vedrà insegnanti spostarsi tra una regione e l’altra il che aiuterà la diffusione del virus nelle classi” sottolinea un papà.

“Stante la situazione emergenziale che in questi mesi ha investito la Calabria sotto tutti gli aspetti, economici sociali e sanitari, ci sembra doveroso segnalare alla Sua attenzione la necessità di prevenire situazioni catastrofiche con l’affacciarsi del nuovo anno; gennaio e febbraio per antonomasia sono i mesi in cui l’influenza ci mette duramente alla prova e nell’anno nuovo giungerà purtroppo accompagnata dal Covid” proseguono ancora i genitori nella lettera, sottolineando con forza che  “La scuola in presenza la vorremmo tutti!!! La vogliamo tutti! La scuola è luogo per eccellenza di apprendimento, di aggregazione, socialità e formazione delle giovani generazioni e grati siamo per l’impegno e la dedizione con cui il mondo tutto della scuola calabrese (docenti, personale Ata, dirigenti) ha affrontato e affronta questa emergenza. Crediamo però che abbiamo il sacrosanto diritto di poter evitare nelle nostre vite e nelle nostre famiglie, cambiandone le sorti e i progetti futuri, entri il terribile virus. Questa paura non può essere soffocata, né tantomeno minimizzata da gruppi di genitori che invocano le scuole in presenza a tutti i costi e per tutti. Il ricorso alla modalità della didattica digitale integrata in forma mista, nel particolare momento storico in cui versiamo, riuscirebbe a contemperare il fondamentale diritto alla salute tutelato nella Costituzione (ex art.32) di alunni e genitori con il diritto all’istruzione scolastica, nel pieno rispetto del principio di eguaglianza (in senso formale e sostanziale: lo Stato deve garantire la salute degli individui senza discriminazioni sociali e /o personali…)”.

Nella lettera poi, un riferimento alle numerose famiglie che versano in condizioni delicate a causa di familiari conviventi affetti da patologie importanti o croniche, per le quali pur mettendo in atto tutte le misure di prevenzione, un eventuale contagio da Covid attraverso la scuola, sarebbe fatale. La norma del Ministero tutela gli alunni fragili, ma non le famiglie c.d. fragili e gli scriventi si fanno portavoce anche di questo aspetto al momento sottovalutato, cui l’opinione pubblica e le istituzioni tutte, dovrebbero guardare attentamente.

I genitori chiedono inoltre che si trovicon il Governo, la Regione, il Comune di Rende, l’ASP, i medici esperti e i genitori un tavolo di confronto dove affrontare questioni spinose come ad es. l’aerazione nelle aule in pieno inverno:  la questione è nota anche al ministero della Salute che sul proprio sito indica un documento pubblicato più di un anno fa dal Gard (Global alliance for respiratory diseas) dove si evidenzia che le strutture scolastiche italiane rivelano “numerose criticità di qualità dell’aria”, a maggior ragione in questo periodo.”

Un rientro in sicurezza dunque per il 7 gennaio, per il quale gli oltre mille firmatari della missiva, auspicanouna corsia preferenziale per gli studenti affinché possano essere sottoposti a tampone, nei casi dubbi, individuando strutture dedicate a questo solo scopo. In questo modo si eviterebbe di gravare su strutture pubbliche e private già in affanno e dedicate all’intera popolazione. In altre regioni italiane, come Toscana ed Emilia, Puglia e Val d’Aosta sono stati effettuati su tutti gli studenti, previo consenso dei genitori, di infanzia, elementari e medie i tamponi rapidi poi da confermare in caso di positività presso Asp competente”. 

Infine un augurio per l’intera Regione: “Le scuole restino aperte, nel momento di emergenza, e nel contempo consentano agli alunni una serena partecipazione in presenza o a distanza alle lezioni. Nel chiederLe, Presidente, di guardare lontano, in prospettiva, all’anno che verrà, nel porgerLe i nostri saluti, auguriamo a lei e alla nostra terra di Calabria di proseguire con attenzione e generosità il cammino verso momenti di maggiore serenitàconcludono.

Redazione

 

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