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Covid nella provincia di Cosenza: “I conti non tornano”, scoppia la protesta sui social

Come sempre al centro della disputa sulle riaperture che partiranno dal 26 aprile c’è il comparto scuola. In quest’ ultimo, il virus imperversa in barba al “mastodontico” studio della Gandini finito sul tavolo del Governo ed esaltato dalla stampa italiana che ha sparato titoloni come: “La scuola è sicura, non c’è correlazione tra apertura delle scuole aumento dei contagi”. Per due volte abbiamo riaperto le scuole, a settembre e a gennaio, e per due volte la curva dei contagi si è impennata. Un caso? No. E ci sono le prove scientifiche. Diversi lavori, pubblicati sulle riviste più autorevoli (Nature, Lancet, Science) evidenziano proprio il ruolo della scuola nella diffusione del contagio nella comunità. Gli adolescenti tra i 10 e i 19 anni di età sono quelli che con maggiore probabilità portano il contagio nell’ambiente familiare: sono oltre 1.100 i contagi Covid tra gli studenti pugliesi in sole due settimane ad aprile, lo comunica la Regione Puglia sulla base dei dati di un monitoraggio svolto negli istituti. In provincia di Pavia 27 le classi finite in isolamento in 15 giorni, 52 casi in una settimana invece a Piacenza.

Dal 12 al 18 aprile, l’Ats Città Metropolitana di Milano ha ricevuto segnalazione di 669 casi di tamponi positivi al coronavirus nella provincia di Lodi e in quella di Milano. Il governatore De Luca ha appena annunciato che l’Asl NA1 per le scuole ha contato 189 alunni positivi nella settimana tra 11-18 aprile, 3000 persone in isolamento collegate al comparto scuola, 470 i positivi, familiari stretti degli alunni contagiati.

In Calabria???? In Calabria non è dato sapere. Anzi no in Calabria decidono il Tar, le 23mila vaccinazioni non registrate, gli amministratori, le Asp. E cosa decidono? Che abbiamo “rischio zero”. Lo dice il Tar della Regione Calabria scegliendo questa strada per l’intera comunità scolastica ritenendo l’ordinanza del marzo scorso, di Spirlì, carente in punto di “specifica situazione di rischio”, violando il parametro della proporzionalità. Al Tar poi si aggiungono le Asp in evidente affanno nelle attività di contact tracing e nel monitoraggio dei dati, ad esse si accompagna l’ immobilismo delle amministrazioni comunali. Ed infatti non solo il virus dilaga, è di poco fa il bollettino regionale che indica 610 nuovi positivi,  395 solo nella provincia di Cosenza e 22 a Rende, ma dilaga anche la protesta, anzi corre sul web. Sui social come un tam tam si diffonde la voce dei genitori. A Rende non si è fatto in tempo neanche a rientrare lunedì che le scuole vengono colpite dai contagi. Su Facebook scrivono i genitori della scuola di Saporito, che lamentano ennesima chiusura per sanificazione a causa di positività Covid19: “Le scuole sono sicure? Una domanda difficile? Ogni giorno nel comune di Rende una scuola chiusa, un bambino contagiato. Non arriva una soluzione definitiva, una risposta concreta, una presa di posizione dalle autorità competenti.  Siamo altamente provati, di questa situazione di apri e chiudi, che oramai è veramente ingestibile.  A questo punto noi genitori ci chiediamo, chi tutela i nostri figli? Il primo cittadino? La tasks force? Vorremmo capire di più, è un nostro diritto!” concludono.

“Dal 23 marzo al 18 aprile, a Rende si è avuto un incremento continuo dei contagi, con un tasso di crescita pressoché costante, stimato in circa 14 nuovi positivi al giorno, corrispondente ad un’incidenza di circa 280 casi settimanali ogni 100000 abitanti. Un valore ben oltre il limite di 250 fissato dal CTS come soglia di massimo allarme. E questo dato, già estremamente preoccupante, è probabilmente caratterizzato da una forte SOTTOSTIMA dei casi!” scrive un altro genitore il quale mette in evidenza che “dall’ordinanza del 13 aprile, emessa dal Sindaco Marcello Manna per porre in DAD le scuole del territorio comunale, i conteggi del comune effettuati in base ai provvedimenti di quarantena per i nuovi positivi forniscono numeri che sono QUASI IL DOPPIO di quelli riportati sul sito ASP: nella settimana 29 marzo-4 aprile 143 nuovi casi, contro i 77 risultanti sul sito ASP; nella settimana 5-11 aprile 224 nuovi casi, contro i 122 risultanti sul sito ASP. ”

“Inoltre, al di là del poco plausibile valore di 23 nuovi positivi indicati giorno 19 aprile per tutta la Provincia, il giorno 20, l’ASP segnala +2 positivi su Rende, valore del tutto discorde rispetto a quanto ad esempio gli operatori medici del territorio registrano (+18 positivi, nello stesso giorno, solo tra gli assistiti di in un unico studio medico) conclude sempre lo stesso utente.

Sui profili social, tantissimi genitori e cittadini lamentano il silenzio del Sindaco di Rende, che a differenza del Sindaco di Bisignano e di Montalto, i quali giornalmente illustrano la situazione ai cittadini, non fornisce comunicazioni ufficiali sul sito del Comune circa l’andamento dell’epidemia; sito fermo al 16 marzo.

“Anche per il Comune di Bisignano si nota una forte e assurda discrepanza tra i dati che ASP-CS comunica al sindaco Francesco Lo Giudice e quelli che pubblica sul proprio sito (che sono quelli che confluiscono poi nelle tabelle per la determinazione del rischio della Regione Calabria!) Il 21 Aprile, vengono segnalati al Comune 13 nuovi positivi, mentre sul sito ASP si ha un solo nuovo positivo!” scrive un altro utente Facebook.

Unanime è la voce che si leva: “Perché ASP-CS non chiarisce ufficialmente il numero dei positivi effettivamente presenti nei diversi comuni come richiesto in tal senso da molti sindaci?” Il silenzio aumenta l’inquietudine della popolazione e la richiesta di chiarezza, trasparenza ed efficacia verso le Istituzioni tutte.

Tenuto conto che il numero dei positivi a Rende negli ultimi 30 giorni è pari a 417 rispetto a quello riferito dall’ASP-CS di 385, senza contare la faccenda dei quasi 300 tamponi di cui si è riportato nei giorni scorsi e che erano in attesa di essere processati, si può concludere che la situazione è grave e suscita estrema preoccupazione nei cittadini, soprattutto rispetto alla questione dell’obbligo scolastico per i propri figli.

Mai come ora, tristemente, possiamo dire che i conti non tornano.

Luisa Loredana Vercillo

 

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