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E’ cosentina la donna più votata ai Comites di New York: si chiama Claudia Carbone

COSENZA – E’ cosentina la donna più votata ai Comites di New York: si chiama Claudia Carbone ed è stata eletta, seconda per numero di voti ottenuti, nella lista Progetto Community.

Dodici i designati a far parte dei Com.It.Es di New York dagli Italiani iscritti all’Aire residenti negli Stati di New York, New Jersey e Connecticut.

I Com.It.Es sono organi elettivi che rappresentano le esigenze dei cittadini italiani residenti all’estero nei rapporti con gli Uffici consolari, con i quali collaborano per individuare le necessità di natura sociale, culturale e civile della collettività italiana.

Claudia Carbone, 30 anni, laureata all’Università della Calabria e trasferitasi negli Stati Uniti dove si è specializzata alla St. John’s University School of Law, ricopre la carica di segretaria pro tempore del Com.It.Es di New York, che si insedierà giovedì 16 dicembre e rimarrà in carica per i prossimi cinque anni. Da avvocato si è impegnata a lavorare con la comunità e le istituzioni consolari per rendere effettivi i diritti che derivano dall’essere cittadini italiani, con un focus speciale su sanità e pari opportunità.
“Da giovane avvocato a New York, – ha dichiarato la neo eletta dai Com.It.Es. – sono molto contenta e orgogliosa di essere stata votata in questa città cosmopolita dove gli italiani hanno avuto ed hanno un ruolo storico, sociale e culturale importante.
Sono a New York da quasi sette anni e lavoro in uno studio internazionale dove mi occupo di diritto societario e commerciale”.
“Abbiamo intenzione – ha aggiunto Carbone – di collaborare con le istituzioni Italiane per poter facilitare la partecipazione al voto per i prossimi Com.It.Es, promuovere l’informazione tra connazionali sul ruolo dei comitati e di conseguenza essere propositivi verso le istituzioni per aiutare i connazionali ad ottenere servizi più efficienti ed efficaci. Da giurista mi impegno a lavorare per rendere effettivi i diritti che derivano dall’essere cittadini italiani anche se residenti all’estero”.
(ANSA).

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