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A Rende aperta “la capsula del tempo” con gli studenti dell’Istituto Comprensivo G. Falcone

RENDE – Disegni, macchinine, un gadget dell’Uomo Ragno, ma anche una piccola principessa Aurora, il Dvd dell’ ultima recita scolastica, un peluche…Oggetti di piccole dimensioni che ricordano gli anni dell’infanzia, il contenitore sigillato e sepolto nello spazio verde antistante la scuola, da ritrovare al termine di questo ciclo di studi chiuso con l’esame della secondaria di primo grado… Giulia, Cristiana, Maria Pia, Andrea, Rocco, Giuseppe … Sono solo alcuni dei 30 piccoli della terza sezione scuola dell’infanzia di Villaggio Europa, anno scolastico 2013/2014, che si sono ritrovati nel pomeriggio di ieri, sabato 25 giugno, per aprire…  La capsula del tempo! Anche nel 2014 era una calda giornata di giugno, i piccoli sotto la guida dei promotori dell’iniziativa, i papà, Francesco Elia e Roberto Garro, l’occhio vigile delle maestre Rosellina Medaglia, Mariarita Ponti, Maria Donato, della Ds di allora, Franca Lucia Perri e naturalmente delle mamme, avevano rinchiuso in un contenitore apposito, piccoli segni che parlavano di loro.

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.

I sogni di quel tempo, un pezzetto di strada ancora tutto da percorrere, i primi passi incerti verso le aule dove le mamme trepidanti lasciavano i loro cuccioli… I ricordi di oggi, stesso spazio verde all’ombra dei guardiani che con i loro rami ci ricordano che le radici sono importanti, ma il cielo per spiccare il volo ancor di più; stesse facce simpaticamente impertinenti, più alti di diversi centimetri, i capelli lunghi, gli occhi luminosi, quasi uomini, quasi donne. L’emozione fa battere il cuore, il countdown, le pale per dissotterrare, con l’aiuto dei papà, qualche ruga in più, la capsula del tempo che rivede la luce: un tempo che torna e… Tutti a ritrovare quel pezzetto di sé! Oggetti, tante volte stretti tra le mani, stropicciati con emozione come per un ulteriore abbraccio che avrebbero voluto dare alla mamma, prima di uscire di casa. Mentre si fa a turno per recuperare i ricordi, la signora Giulia, collaboratrice scolastica, rilegge il messaggio che scrisse ai “suoi” bambini nel lontano 2014, parole affettuose e finanche una richiesta di preghiere: “se quel giorno in cui apriremo la capsula non ci sarò più, pregate per me”. Si alzano gli applausi, ci si riabbraccia come una volta.

Alla presenza della dirigente Simona Sansosti, dell’I.C. Giovanni Falcone Rende- Quattromiglia, dei genitori, delle maestre, dell’applaudita maestra del cuore, Rosellina, che spende parole d’affetto per i suoi piccoli alunni, si alzano parole di apprezzamento per l’iniziativa che ieri pomeriggio ha visto protagonista l’istituto scolastico di Villaggio Europa. La dirigente sottolinea la bellezza del momento, una novità per le scuole rendesi, e la sua proposta di realizzare un progetto di continuità con la classe terza dell’infanzia di quest’anno. Una staffetta temporale dove tra gli oggetti destinati alla nuova capsula, anche una mascherina, consegnata dalla dirigente, come emblema di ciò che abbiamo vissuto in  tempo di Covid e come buon auspicio perché non sia destinato a ripetersi.

Nel segno della continuità dunque una nuova classe terza dell’infanzia ripete questa esperienza: i volti sono sorridenti, i nuovi viaggiatori temporali si sentono protagonisti nel disegnare il calco delle manine sull’involucro da interrare mentre quelli di un tempo, ormai “grandi”, sorridono non senza qualche adolescenziale imbarazzo.

La scuola non solo come luogo di apprendimento e di trasmissione di nozioni, la scuola che tesse relazioni, e cura la crescita interiore: luogo dove attraverso riflessioni e gesti si imparano ad esternare le emozioni e apprezzare lo scorrere del tempo, l’essenza dell’esistenza. Per camminare verso il futuro ognuno deve portare con sé il bagaglio delle proprie radici e il tempo che questi studenti hanno speso, per sé stessi e gli altri, è tempo prezioso che oggi permette loro di comprendere quale cammino, sia pur breve, hanno percorso.

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Quante volte, come genitori insieme ai nostri bambini, avremmo voluto fermare il tempo, quell’istante preciso perché durasse per sempre? Costruire insieme una capsula del tempo è un bel modo per portare nel futuro un’istantanea del presente e riviverne le emozioni. Un pomeriggio di festa quello di sabato, una pagina dei ricordi dove incidere il proprio tempo insieme come il libricino consegnato in regalo dalle maestre, al termine dell’emozionante momento.

Dalle piramidi ai messaggi in bottiglia, alle capsule moderne come KEO progettate per accogliere una biblioteca con il patrimonio documentario dell’umanità, un diamante contenente una goccia di sangue umano, nonché il DNA del genoma umano, e che dovrebbe orbitare attorno alla Terra per ben 500 secoli, un’esigenza antica quanto l’umanità: lasciare ai posteri le testimonianze della propria esistenza e rivivere ciò che è stato.

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.

Lasciare un pensiero a chi, o cosa, verrà, significa per i nuovi piccoli viaggiatori costruire ricordi. Un nuovo cammino invece attende i ragazzi in “partenza” per le scuole superiori: nuovi sogni.

Per tutti l’augurio di conservare un cuore capace di emozionarsi.

Scriveva Antonie de Saint-Exupery, nel “Piccolo Principe”: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano” …

Luisa Loredana Vercillo

 

 

 

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