Rende, diventa realtà il centro polifunzionale per praticare gli sport paralimpici, sarà il più grande del meridione

A Rende sport è sinonimo di inclusione: approvato dalla giunta il progetto definitivo per la realizzazione del Centro Sportivo Polifunzionale in contrada Marchesino finanziato dal PNRR.
Per un importo complessivo di oltre quattro milioni di euro, prende sempre più forma la cittadella sportiva inclusiva dove sarà possibile praticare sport classici e paralimpici.
Presentato dell’amministrazione comunale di Rende e della Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi, l’area dell’ex Marchesino sarà l’unica realtà del genere nel Sud Italia e la seconda a livello nazionale.
“É questo il risultato di un’azione congiunta e sinergica dell’amministrazione comunale di Rende con FISPIC, UICI e associazionismo sportivo: un esempio di civismo al servizio di una comunità senza barriere, inclusiva, sostenibile. La concretizzazione perfetta del titolo Città Europea dello Sport”, ha spiegato il consigliere comunale con delega allo sport Giovanni Gagliardi che ha poi aggiunto: “questo non è semplicemente un progetto. si tratta dell’esito di un programma che l’amministrazione comunale manda avanti sul territorio da anni: abbiamo costruito sul territorio un tavolo permanente con le maggiori associazioni, anche sportive, degli sport inclusivi varando proposte e riforme nell’ottica di una non semplicemente strumentale accessibilità e sostenibilità territoriale. Non a caso, uno degli assi su cui Rende ha puntato per ottenere il titolo di Città Europea dello sport 2023 è proprio l’inclusività, tema su cui la nostra città dimostra di essere innovativa. Sono già quattro anni che discipline quali il il Torball e il Goalball vengono praticate a Rende.
“Il luogo scelto per costruire il più grande centro polivalente andrà a riqualificare un’area che potrà così essere fruibile per tutti. Il centro, primo nel sud Italia, sorgerà nell’area verde compresa fra Via Carlo Alberto Dalla Chiesa e Via Adige e, ad esso, si accompagnerà una vasta opera di rigenerazione e riqualificazione urbana che, investendo l’area dell’ex Marchesino, consentirà la costruzione di un vero e proprio corridoio verde che si congiungerà al Parco Robinson garantendo continuità con il parco inclusivo più grande d’Europa, previsto da Agenda Urbana”, ha sottolineato Gagliardi.
Giovanni Bilotti, membro della Consulta dello Sport, oltre che della Consulta Accessibilità e Decoro Urbano del comune di Rende, ha poi affermato: “creeremo un cordone ecologico – sociale – sportivo unico, attraverso l’unione di spazi isolati, alcuni dei quali in disuso, in guisa da creare un centro di interessi diffuso ma, al tempo stesso, concentrato. Progetti così prestigiosi sono il frutto di sinergie lungimiranti, capaci di non limitarsi all’oggi in cerca di soluzioni rapide, ma guardando a un domani concreto e tangibile. Per questo non posso che ringraziare Sandro De Girolamo, il Presidente della FISPIC, che ci ha scelti fra tutti i comuni d’Italia, oltre all’importante lavoro svolto dall’amministrazione comunale. Il Centro Sportivo Polifunzionale sarà improntato sui caratteri della sostenibilità e dell’accessibilità: qui si incontreranno sport classici e sport paralimpici, costituendo nel centro cittadino un polo aggregativo concretamente inclusivo. La volontà è di creare un luogo multidisciplinare a disposizione di tutti i cittadini dell’area urbana. Con la riqualificazione dell’area dell’ex Marchesino saremo in grado di ospitare campi di torball, goalball, pallavolo e calcetto, oltre ad allestire aree ludico-ricreative per le attività all’aperto. Spesso ce lo dimentichiamo, ma il motto dell’Unione Europea è “Uniti nella diversità”. Pertanto, non ci può essere Città Europea dello Sport senza inclusività, e nessuna inclusività senza componente paralimpica. Lo sport è una koinè, un linguaggio universale, che più di ogni altro riesce ad abbattere le barriere dell’indifferenza, dei pregiudizi, permettendo a tutti noi di prendere coscienza di come e quanti ostacoli siano superabili grazie all’incredibile forza impressa ai singoli da comunità coese e virtuose”.