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Perdite d’acqua, negli ultimi dati Istat la città di Cosenza passa da circa l’80% di dispersione idrica del 2011 al 37,7% del 2015

COSENZA – Oggi, 22 marzo, è la Giornata mondiale dell’acqua. In questa occasione, che venne istituita dall’ONU, l’Istat fornisce un quadro di sintesi delle principali statistiche sulle risorse idriche.

Per quanto concerne la tabella sui “Volumi di acqua immessa, acqua erogata e perdite idriche nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile nei comuni capoluogo di provincia. Anno 2015”, si evince l’ottima posizione della città di Cosenza che, terza città in classifica, si attesta con la percentuale di perdite idriche totali del 37,7%.

“Si tratta di un risultato che evidenzia il virtuosismo dei nostri interventi sulla rete idrica – afferma il sindaco Mario Occhiuto – L’Amministrazione comunale in seguito al riefficientamento della rete, ha infatti provveduto ad allacciare un quinto degli utenti giungendo a questo soddisfacente traguardo che rimedia dunque alla situazione che avevamo trovato, superando i dati Istat del 2011 che ci consegnavano una percentuale di perdite pari circa all’80%. Tutto il lavoro che è stato fatto negli ultimi anni non poteva non portare a risultati concreti. La nostra Amministrazione è intervenuta negli anni scorsi radicalmente, con interventi che non registrano precedenti, sulla parte alta della città, con il completo rifacimento della rete secondo i più avanzati schemi progettuali e gestionali. Solo questo intervento ha riguardato oltre trenta ettari di territorio urbano, comprendente circa 200 edifici multipiano, con circa 4mila famiglie: l’equivalente di un piccolo Comune. Oltre a ciò – prosegue Occhiuto – è stata effettuata, e resta regolarmente attiva tuttora, un’opera giornaliera di manutenzione, con una media di oltre 250 interventi annui di riparazione delle perdite. Si è inoltre lavorato molto a livello di conoscenza e di gestione della rete, a cominciare dai serbatoi per finire alle tante ramificazioni, molte delle quali neanche segnate sulle mappe perché vecchie e responsabili di notevoli perdite.

E’ chiaro che tutte queste attività hanno un costo, anche per la complessità della rete idrica di Cosenza, che comprende 5 acquedotti, 350 chilometri di condotte e 20 serbatoi-partitori, ma era ed è necessario recuperare decenni di mancati interventi o di interventi scarsamente efficaci perché non inseriti in un piano organico di riefficientamento. La nostra prima attività in materia è stata infatti quella di avviare, nel 2011, una ricerca per la definizione tecnico-scientifica delle problematiche e per la programmazione di un’azione coerente e decisa sul sistema idrico integrato. Solo a seguito di un’adeguata conoscenza della problematica si sono concentrate le risorse disponibili sui canali di azione giusti e con questo impegno è stato possibile recuperare circa il 50% delle perdite, portando Cosenza al di fuori dei bassi livelli di servizio in cui versava.

Tuttavia, le nostre azioni non si fermano qui. Prosegue ininterrottamente il progetto sull’informatizzazione della rete idrica in special modo per l’attività preventiva, e stiamo pensando di predisporre sensori che in tempo reale permetteranno ai tecnici municipali di localizzare le perdite attraverso sistemi georeferenziati. Al momento si sta poi cercando di aggiornare il software del telecontrollo. Ancora, negli ultimi mesi sono stati recuperati importanti volumi d’acqua, soprattutto nella parte bassa della città, dove si stanno concentrando le ricerche di ulteriori perdite. Alla luce degli ultimi e positivi dati Istat, il nostro impegno trova ulteriore impulso. Considerando che quando si progetta un acquedotto si ipotizza in partenza la previsione del 30% di perdite fisiologiche a causa di diversi fattori, i numeri del 37,7% delle perdite riscontrate nella rete del comune di Cosenza sono da leggersi come un traguardo mai ottenuto prima d’ora e che proveremo ancora a migliorare”.

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