La nuova anima di piazza Bilotti nel segno dell'arte: l'1 aprile il sindaco Occhiuto presenta le opere di Giuseppe Gallo. Previsto lo spettacolo di Giancarlo Cauteruccio "La notte elettrica dei filosofi guerrieri" | Cosenza Page CosenzaPage

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La nuova anima di piazza Bilotti nel segno dell’arte: l’1 aprile il sindaco Occhiuto presenta le opere di Giuseppe Gallo. Previsto lo spettacolo di Giancarlo Cauteruccio “La notte elettrica dei filosofi guerrieri”

COSENZA – Nell’idea dell’artista Giuseppe Gallo, i suoi 12 Filosofi guerrieri che campeggiano su piazza Bilotti “sono figli di queste nostre montagne aspre, di una terra disgraziata ma naturalmente colta, dove la Cultura si è persa, cancellata da terremoti e alluvioni. Eppure questa è una fortuna, la fortuna di trovarsi di fronte a panorami di siffatta ispirazione”.
L’ispirazione delle opere installate nel centro urbano di Cosenza nasce dalla contaminazione tra sibariti e bruzi e, non a caso, in mezzo a loro spuntano anche un lupo e un toro sibarita. “E’ lì, fino a Sibari, che il Crati arriva: queste statue monumentali ricordano proprio il legame forte di un territorio che si sviluppa lungo le vie dell’acqua”.

In occasione della presentazione ufficiale delle installazioni sulla piazza, sabato 1 aprile alle 19, l’Amministrazione comunale ha organizzato “La notte elettrica dei filosofi guerrieri”, momento collettivo in cui l’arte si fonderà ‘tra’ e ‘sulla’ gente: dopo la “simbolica” scopertura dei 12 drappi, con il sindaco Mario Occhiuto e l’artista Giuseppe Gallo, il cielo di questo spazio di aggregazione da cui parte il lungo Museo all’aperto Bilotti sarà illuminato dai raggi laser di uno spettacolo imperdibile.
“La notte elettrica dei Filosofi guerrieri” si intitola infatti la performance firmata dal maestro Giancarlo Cauteruccio, omaggio alla città e alle opere che prendono vita fra le persone.

Contestualmente, la società Quick Parking Bilotti attiverà il parcheggio sottostante.
FILOSOFI GUERRIERI di Giuseppe Gallo

L’opera di Giuseppe Gallo Filosofi guerrieri ad ornamento di piazza Bilotti, a Cosenza, rappresenta il punto di partenza del Museo all’Aperto Bilotti nonché parte significativa del riqualificato centro cittadino.
La scultura è composta da dodici grandi figure in corten che riassumono l’archetipo della natura umana inteso come dualismo tra istinto e utopia/ragione, concetto che caratterizza da sempre il lavoro dell’artista. In ciascuna silhouette tale dualismo viene risolto mediante il dinamismo esercitato dalla posizione dei piedi in torsione che evoca l’istante che precede l’inizio della danza, contrapposto alla staticità del capo, chinato verso il petto, che richiama la figura del filosofo nell’atto di pensare. In questo modo, le sculture vibrano incessantemente tra la concentrazione massima dell’attesa e la potenzialità che precede l’azione.
Giuseppe Gallo inserisce ulteriori simboli di tale dualismo estrapolandoli dalla cultura calabrese, ad esempio il lupo della Sila e il toro sibaritide, rappresentato nell’atto di volgersi all’indietro. Questo toro, che nella cultura della Magna Grecia rappresentava la forza creatrice e la rinascita, per Gallo rappresenta la natura che si inchina all’uomo come esortazione a non abbandonare il proprio lato animale bensì ad abbracciarlo. Il lupo della Sila incarna le energie istintuali che l’artista associa al lato selvaggio e bellicoso dei Bruzi, in contrapposizione al toro retrospiciente quale simbolo della civiltà e raffinatezza dei Sibariti. Altro elemento legato alla natura presente nell’opera di Gallo è l’albero della vita archetipo ricorrente nelle varie religioni e culture. Secondo l’artista, solo osservando la natura l’uomo può riscoprire e liberare la propria energia vitale.
Gallo utilizza anche il linguaggio numerico: dodici sono le sculture, divise in gruppi di tre, tre (+ uno) e cinque. Il Dodici indica la ricomposizione della totalità originaria, la conclusione di un ciclo compiuto.
Sul cerchio sorretto da cinque filosofi sono incisi i nomi di alcune popolazioni che abitano e abitarono la Calabria per molti secoli a dimostrazione della diversità e la ricchezza culturale della regione:  gli Arbëreshë (i cosiddetti Albanesi d’Italia), gli Occitani (provenienti dall’area franco-piemontese), i Valdesi (fedeli del Valdismo), i Grecanici (comunità ellenofona che vive a Bovesìa) e i Bruzi.

LA NOTTE ELETTRICA DEI FILOSOFI GUERRIERI Di Giancarlo Cauteruccio

Si tratta di un progetto site specific per Piazza Bilotti a Cosenza, nel quale il maestro Giancarlo Cauteruccio, facendosi guidare dalle suggestioni dell’opera scultorea del maestro Giuseppe Gallo, agisce nella piazza interpretando in chiave contemporanea il viaggio teorico dello scultore che ha portato nella sua opera la declinazione dei segni, dei corpi, degli sguardi di quelle popolazioni che, della Calabria, hanno tracciato nei millenni, vita, cultura, tradizione e soprattutto ne hanno disegnato la storia e la passione, dai Bruzi ai Magnogreci agli Occitani agli Arbereshe.  E oggi diventa inevitabile la connessione con il fenomeno del transito di  nuovi popoli e nuove culture che attraverso il  Mediterraneo entrano in Occidente in questa era della globalizzazione.
Il preciso e bellissimo disegno che l’intervento architettonico porta nel cuore della città moderna di Cosenza con la nuova piazza, scaturisce da una precisa consapevolezza del rapporto tra passato e futuro per farsi lucido segno del presente.
Cauteruccio, vuole interpretare, attraverso la sua azione artistica, l’evidente volontà politica e culturale della città, e crea una prima sperimentazione di installazione dinamica della luce, intesa come strumento espressivo ed estetico, naturalmente vocato alla sollecitazione percettiva delle preesistenze architettoniche e umane del luogo urbano. Con questo intervento si palesa un’azione nella quale viene  inglobato il gruppo scultoreo di Giuseppe Gallo, protagonista dell’evento, chiamato ad interagire con la gestualità dei giovani danzatori delle scuole di danza cittadine.
I giovani corpi dinamici,  portatori reali di futuro, vengono assunti come autentici testimoni del  presente. La luce Laser, attraverso la sua immaterialità, ridisegna gli elementi dell’architettura, si fa spazio di pensiero di rivisitazione percettiva ma anche occasione di festa. Così facendo, l’Agorà riconquista le sue antiche funzioni in un processo immersivo nel quale lo stesso spettatore diventa attore protagonista  del paesaggio di luce e l’attore Roberto Visconti, già tra gli interpreti del film capolavoro di Mel Gibson ‘La Passione di Cristo’, nello svolgersi della performance  darà voce ad alcuni frammenti dal Prometeo di Eschilo, per significare  il riconoscimento del fuoco, della luce come strumento vitale del genere umano. Infine, Andrea MI dj, uno dei più innovativi deejay italiani darà vita a un notevole Dj set  che guiderà la piazza nel cuore della notte.

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